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Immigrati, Ue pronta a concreta solidarietà

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Sono complessivamente 48 compreso il presunto scafista i migranti intercettati la notte scorsa dalla Guardia di Finanza a bordo di un veliero di 12 metri battente bandiera turca a 5 miglia dalla costa di Capo Murro di Porco. Si tratta di 30 uomini, 11 donne (due delle quali in stato interessante), e 7 minorenni, tutti curdi. Dalle prime indagini è emerso che sarebbero partiti da un porto della Turchia almeno tre giorni fa. Nessuna indicazione, invece, circa la somma che avrebbero pagato per la traversata. Nell'ambito della stessa operazione è stato arrestato anche lo scafista, un cittadino georgiano di 39 anni accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Inizialmente gli investigatori avevano fermato un altro presunto scafista, ma subito dopo hanno accertato che il secondo uomo trovato ai comandi del veliero era invece uno dei migranti costretto dal georgiano ad assisterlo durante la navigazione. Il veliero è stato posto sotto sequestro nel porto grande di Siracusa. I 24 migranti (tra i quali 2 minorenni e le donne) che fanno riferimento ad alcuni nuclei familiari sono stati già trasferiti in una casa di accoglienza a Solarino, nel Siracusano; 5 minorenni andranno in diverse comunità di accoglienza siciliana. Per gli altri 18 migranti si sta valutando la possibilità di un loro trasferimento nel "Villaggio della solidarietà" di Mineo, nel Catanese.
Potrebbe non essere quello partito dalla Libia nei giorni scorsi e di cui si erano perse le tracce il barcone intercettato oggi da una nave militare canadese, ad una trentina di miglia dalle coste libiche. Secondo quanto si è appreso, infatti, l'imbarcazione in questione sarebbe salpata stanotte da un non meglio identificato porto della Libia. Attualmente è 'monitorata' dalla nave da guerra canadese e non è chiaro dove si sta dirigendo. Il barcone nei giorni scorsi sarebbe stato individuato ad una trentina di miglia a nord di Tripoli. L'imbarcazione, secondo quanto si apprende da fonti a Lampedusa, sarebbe stato intercettato da una nave militare.
L'Unione Europea e i suoi paesi sono ''pronti a dimostrare la loro concreta solidarieta''' agli stati piu' direttamente investiti dai movimenti migratori e a fornire il necessario sostegno in base all'evoluzione della situazione''. E' quanto si legge nella bozza delle conclusioni del Consiglio Europeo che questa mattina sul tavolo dei leader dei 27. La Commissione Europea, si legge nel testo, preparera' un piano per la gestione dei flussi degli immigrati e dei rifugiati prima del Consiglio Europeo di giugno. Inoltre si lavorera' per raggiungere un accordo sul rafforzamento della capacita' operativa di Frontex entro giugno.
I ministri degli Interni e degli Esteri, Roberto Maroni e Franco Frattini, sono giunti a Tunisi per una serie di incontri istituzionali con l'obiettivo di frenare gli sbarchi di tunisini verso Lampedusa (circa 15 mila nei primi tre mesi dell'anno). Frattini e Maroni incontreranno il premier tunisino Beji Caid Essebsi ed altri ministri. L'obiettivo è tornare in Italia con un'intesa che preveda il ripristino dei controlli di polizia alle frontiere marittime - ora praticamente azzerati - ed avviare i rimpatri dei migranti già sbarcati. I due ministri sono pronti a mettere sul piatto aiuti economici, uomini e mezzi (motovedette, apparecchiature, radar, etc.), nonché un'adeguata quota di ingressi legali. Non sarà tuttavia agevole ottenere impegni vincolanti dalle autorità tunisine: il governo in carica è infatti transitorio in attesa delle elezioni previste per il prossimo luglio.
Impegni sono stati presi dalle autorità tunisine per contrastare le partenze di migranti verso Lampedusa. Lo hanno detto i ministri dell'Interno e degli Esteri, Roberto Maroni e Franco Frattini, dopo colloqui a Tunisi con il primo ministro Caid Essebsi e con i ministri dell'Interno e degli Esteri. L'Italia fornirà in cambio mezzi, addestramento ed una linea di credito per 150 milioni di euro. "Abbiamo chiesto al governo tunisino - ha spiegato Maroni - di rafforzare i controlli marittimi: è una preoccupazione ben presente in loro che ci hanno detto che intensificheranno la vigilanza". E', ha aggiunto, "un risultato positivo e incoraggiante che, se sarà seguito da fatti concreti, potrà bloccare i flussi che in due mesi e mezzo hanno portato 15.700 tunisini a Lampedusa".
E' arrivata di nuovo a Lampedusa nave S.Marco, l'unità anfibia della Marina utilizzata in questi giorni per portare via da Lampedusa gli immigrati. La S.Marco dovrebbe imbarcare circa 400 immigrati, che potrebbero essere portati in Puglia, nella tendopoli che i vigili del fuoco stanno allestendo a Manduria. Sull'isola, intanto, restano ancora più di quattro mila immigrati, anche se nella notte appena trascorsa non ci sono stati sbarchi.
Le Nazioni Unite si aspettano "nuove ondate di migranti e rifugiati" per la crisi libica, che potrebbero essere dai 200 ai 250 mila. Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza sulla Libia. Finora, ha riferito Ban Ki-moon nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza, il Palazzo di Vetro ha contato 335.658 che "hanno lasciato la Libia dall'inizio della crisi". Oltre a costoro, secondo stime dell'Onu altri 9 mila migranti rimangono bloccati ai confini del Paese con l'Egitto o con la Tunisia.

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