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Lunedì, 06 Luglio 2020

Il suicidio politico del centrodestra

Due studiosi accademici, Giovanni Orsina e Luca Ricolfi, commentando le elezioni europee del 25 maggio scorso, hanno scritto che Renzi e il Pd hanno vinto per mancanza di avversari, di antagonisti credibili. In pratica il centrodestra ha fatto come una squadra di calcio che invece di giocare la partita non si presenta in campo.Renzi ha vinto perché l’elettore moderato spaventato da Grillo non aveva un leader di centro destra da votare. Anche se Berlusconi merita l’onore delle armi, visto che non poteva essere candidato e peraltro è difficileche abbia un futuro elettorale. Su Berlusconi, il sociologo Massimo Introvigne, si chiede:in quale parte del mondo un leader che sta tecnicamente scontando, sia pure beneficiando di forme alternative, una pena detentiva per reati comuni riesce ancora a lucrare il 16,8%? Resta che, al netto dell’astensione e anche sommando a Forza Italia l’NCD (che peraltro non andrebbe sommato tutto, perché ha incorporato anche l’UDC), l’ex-PDL ha perso in un anno un quarto dei suoi elettori. Quasi due milioni di persone se ne sono andate”. (M. Introvigne, Europee, l’Italia va contromano, 28.5.2014, LaNuovaBQ.it)

Comunque sia il tema della mancanza di leadership nell’area del centro-destra è un problema che si denuncia da molto tempo. Tempo fa ho segnalato l’interessante rassegna culturale, “Le sfide della Leadership”, che l’ex sottosegretario agli interni, onorevole Alfredo Mantovano ha organizzato a Lecce, dedicata proprio a suscitare una nuova classe dirigente, ispirata e organizzata per guidare il Paese. Mantovano presentando la rassegna ha citato San Giovanni Paolo II, che in un discorso tenuto a Pavia nel 1985 in onore di San Carlo, diceva: “I capi non s’improvvisano, soprattutto in epoca di crisi. Trascurare il compito di preparare nei tempi lunghi e con severità d’impegno gli uomini che dovranno risolverla, significa abbandonare alla deriva il corso delle vicende storiche”.

Ritornando alle elezioni europee,come sempre, sono state un grande sondaggio, il temuto astensionismo elettorale non c’è stato, anche se resta alto in tutta Europa, il 57%. L’Italia è il primo paese in Europa ad avere il numero di votanti maggiore, il 58,7%. Introvigne rileva una disfatta dei sondaggisti: ormai in Europa e in Italia, molti elettori considerano le interviste sul voto come una violazione della loro privacy e quindi ingannano di proposito i sondaggisti.

Il dato certo in queste elezioni è che ha vinto il PD di Matteo Renzi, in un anno ha guadagnato due milioni e mezzo di elettori. Dove li ha presi? al centro, - scrive Introvigne - ormai scomparso dalla scena politica italiana, e al centro-destra. L’elettore moderato italiano non è sparito. Si è sempre detto che il suo voto è determinato dalla paura. Questa volta a fare paura erano Grillo e Casaleggio, con le loro minacce giacobine di processi popolari agli oppositori, e Renzi è stato percepito come l’unico in grado di fermare questa sorta di nuova invasione barbarica. I giornalisti di centro-destra che si rallegrano per avere fatto la loro parte nel fermare Grillo ora potrebbero chiedersi se non hanno alzato una schiacciata a Renzi”.Un altro dato fondamentale è che l’elettore di centro-destra boccia sonoramente le divisioni, come è avvenuto in Piemonte, dove il centro-destra presentava tre candidati presidente – uno di Forza Italia-Lega, uno dell’NCD e uno di Fratelli d’Italia.

Per quanto riguarda Grillo e Casaleggio non sono spariti, “continua a votarli più di un italiano su cinque (21,5%). Anche qui depurando il dato dall’astensione, il MoVimento 5 stelle ha però perso un elettore per ogni tre che lo avevano votato nel 2013. L’analisi dei flussi mostra che in parte si tratta di elettori del PD che sono tornati a casa, ma anche che la protesta ex-grillina è confluita in modo significativo sulla Lega Nord. Questa ha aumentato del 21% il proprio elettorato rispetto al 2013 e ha guadagnato circa trecentomila elettori: non tutti strappati a Grillo – anche qualche elettore di Berlusconi ha trovato nella Lega un’identità e un programma più chiari – ma è un fatto che la zona dove i 5 stelle hanno perso di più, il Nord Est, è quella dove la Lega ha guadagnato di più”.Concludendo sembra che l’Italia vada a sinistra, mentre l’Europa a destra. Bisognerà aspettare i prossimi mesi per vedere le scelte dell’Europa e soprattutto quelle di Renzi, quando dopo la carota, dovranno adottare il bastone, soprattutto per quanto riguarda in particolare i valori: dalla legge sull’omofobia alle unioni omosessuali e forse all’eutanasia. Infatti l’argomento è già di stretta attualità, in questi giorni, secondo l’ex onorevole del Pdl Alfredo Mantovano, nella “Multisala Parlamento 68”, dopo il “lungometraggio”,“droghiamoci meglio droghiamoci tutti”, si è sfornato il nuovo film del “divorzio sprint”, dove la legge è passata alla Camera con 381 a favore, 14 astenuti e 30 contrari. A noi “popolo della Famiglia”, interessa vedere quale è stato il comportamento tenuto dalle varie forze politiche, in particolare quelle dell’area di centrodestra. Mentre la sinistra, il Pd, Sel, M5S, non li prendiamo in considerazione.

Sembra che i partiti, quelli del centro-destra, perdenti alle elezioni europee, hanno espresso il proposito di rivolgersi per il futuro al 42% di astenuti, per raccogliere le istanze di quegli elettori.E tra “le istanze che sono rimaste senza risposta ci sono certamente quelle – non soltanto – del silenzioso popolo delle famiglie”, che alla prima occasione hanno pensato di ingrossare il partito del non-voto. Ora se i risultati del voto in parlamento sul “divorzio breve”, sono quelli che hanno manifestato in questi giorni, l’Ncd, FI, Lega e Fratelli d’Italia, eccetto uno sparuto gruppo di deputati, da Alessandro Pagano a Eugenia Roccella, non c’è da stare allegri.Per Invernizzi responsabile lombardo di Alleanza Cattolica, questo voto dei partiti di centrodestra, rappresenta una follia e un tradimento:“Ciò che sorprende è la miopia politica delle opposizioni di centro-destra, Fratelli d'Italia e Lega, - scrive Invernizzi - e soprattutto non si capisce perché il Nuovo Centro Destra non abbia assunto una posizione contraria, apparendo succube del Pd e del politicamente corretto e costringendo alcuni suoi deputati a votare contro il loro stesso partito. Dove pensano di trovare consensi queste forze politiche se mai riusciranno a darsi una identità forte e visibile almeno a sostegno di quei princìpi fondamentali del bene comune che invece la sinistra non ha mai sposato e Forza Italia sembra avere rinnegato?

Si è ripetuto in questa triste vicenda parlamentare quanto accaduto in occasione delle elezioni europee, quando molti elettori hanno disertato i seggi anche perché non erano attratti da nessuna delle offerte politiche”. (M. Invernizzi, Divorzio breve. Tradimento e follia, 1.6.14 comunitambrosiana.org)

Dunque, quali sono leprospettive politiche future secondo Mantovano: “La programmazione della multisala Parlamento 68 è intensa, ed è ancora in corso. Mancano all’appello le unioni civili – si chiamano così, ma sono un paramatrimonio fra persone dello stesso sesso –, in Commissione Giustizia al Senato, il d.d.l. Scalfarotto, sempre nella stessa Commissione, e l’ultimo provvedimento pervenuto all’esame: il doppio cognome, che ha fatto il suo esordio due giorni fa in Commissione Giustizia alla Camera, con la relazione di Michela Marzano. Il popolo della famiglia può decidere di continuare a restare a casa: visti i comportamenti dei partiti dai quali poteva attendersi qualcosa di più, potrebbe convincersi che una parte di esso ha fatto bene a non andare a votare. È evidente, però, che se l’Aventino prosegue nelle piazze, e se vicende come la droga o il divorzio sprint passano senza alcun tipo di reazione, poi dovrà astenersi anche dal protestare, non avendone più alcuna legittimazione. Se invece decidesse che è l’ora di smetterla, e comunicasse le proprie opinioni con un nuovo Family day, potrebbero accorgersene perfino dentro al Palazzo”.(A. Mantovano, Divorzio breve. Partiti uniti per dividere la famiglia, 30.5.14, LaNuovaBQ.it).

Pertanto dall’analisi dei dati elettorali, gli elettori di centro-destra non sono venuti meno, anzi sembra che aumentino nei prossimi mesi, quando il governo Renzi dovrà fare scelte non gradite. A questo punto però spetta al centro-destra offrire contenuti e candidati credibili.

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