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Venerdì, 22 Gennaio 2021

Renzi ha un forte mandato popolare, ora i fatti

Giorgio Squinzi non rinuncia a spronare il governo: "Può agire con determinazione, con il vento della legittimazione popolare alle spalle. Sulla scheda uscita dall’urna c’è scritto: fate le riforme, ne abbiamo bisogno per ricreare lavoro, reddito, coesione sociale. Non deludeteci", avverte, "Bisogna ridare lavoro al Paese. Tutti gli sforzi devono concentrarsi su questo obiettivo primario. Il lavoro non si crea per decreto, ma con regole sbagliate lo si può distruggere".

"Il mandato popolare" al Pd ed a Renzi, dice Squinzi, "testimonia la voglia di cambiamento che c'è nel Paese. Questa voglia attende fatti che diano sostanza alle riforme e alla crescita". Il presidente di Confindustria riconosce "incoraggianti segni di cambiamento", una "azione vivace", e dopo il voto chiede che "la stagione delle riforme istituzionali adesso parta davvero". "La nostra disponibilità - assicura Squinzi - è immutata e completa", ma "fate le riforme, ne abbiamo bisogno per ricreare lavoro, reddito, coesione sociale. Non deludeteci". "Senza riforme - ha aggiunto - è impossibile agganciare la crescita".

"Temo che anche quest'anno la crescita che vorremmo vedere non ci sarà e, assieme alla crescita, non ci sarà il lavoro" avverte Giorgio Squinzi all'assemblea di Confindustria. "Non è questa l'Italia che vogliamo. Non ci rassegniamo a un Paese stanco, sfiduciato, vittima di mali antichi, astruso e ostile alla cultura d'impresa". E' arrivato, quindi, "il momento di costruire un'Italia nuova" è il messaggio del presidente di Confindustria, che chiede di "superare le vecchie logiche, non avere paura del nuovo". Dalla crisi "possiamo uscire solo decidendo ciò che da almeno 2 decenni non abbiamo avuto il coraggio di fare. Cambiare decidendo". E a Confindustria arriva la rassicurazione di Federica Guidi, che torna all'assemblea da ministro:  è in arrivo in Cdm "non più tardi del 20 giugno", è il suo annuncio, "un pacchetto normativo articolato che includerà misure a favore del rafforzamento patrimoniale delle imprese".

L'articolo 41 della Costituzione, quello che stabilisce che l'iniziativa economica privata è libera in Italia "non è più un diritto garantito" secondo Squinzi, che si riferisce a "rigidità sindacali" e burocrazia. "Confindustria - dice - non lo può accettare. Le imprese sono un bene di cui il Paese dovrebbe essere orgoglioso". Bisogna intanto "favorire la contrattazione aziendale virtuosa, che lega i salari ai risultati aziendali", cioè "privilegiare la natura dei salari, piuttosto che la loro fonte e consentire di decontribuire e detassare quello di produttività anche se nasce dall'autonoma decisione dell'imprenditore". Confindustria chiede anche di "semplificare e migliorare la disciplina del contratto a tempo indeterminato, rendendolo più conveniente e attrattivo per le imprese" ma non c'è invece bisogno, avverte Squinzi, "di un nuovo contratto neppure a tutele crescenti''. Poi l'appello al sindacato: "Guardiamo al mondo. Non chiudiamoci conservativamente nel nostro familiare ma ristretto orizzonte domestico. Il tempo delle eterne liturgie è trascorso". Per questo "dal sindacato mi aspetto uno sforzo di innovazione".

"Chi corrompe fa male alla comunità e al mercato", "grave danno alla concorrenza e ai suoi colleghi. Queste persone non possono stare in Confindustria", avverte Giorgio Squinzi, dopo un cenno all'importanza per l'Italia di Expo2015. Leggi e poteri speciali? "La soluzione non sta nel darsene di nuove sta nell'applicare quelle esistenti", avverte. Intanto il Governo va avanti come richiesto da tutti ai suoi programmi :

Sì dell'Aula della Camera alla proposta di legge sul divorzio breve che riduce i tempi dello scioglimento del matrimonio a 12 mesi in caso di contenzioso e a 6 mesi per le consensuali. I voti a favore sono stati 381, 30 i contrari, 14 gli astenuti. Il testo ora passa al Senato.

Dopo la votazione finale, si è levato un applauso. Ecco, in sintesi, le novità del testo. 

DIVORZIO BREVE. Stop alla separazione di 3 anni per chiedere il divorzio. Il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per la consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Se la separazione è giudiziale, il termine decorre dalla notifica del ricorso. 
COMUNIONE LEGALE. La comunione dei beni si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale. 
APPLICAZIONE IMMEDIATA. Il 'divorzio breve' sarà operativo anche per i procedimenti in corso.

Duro attacco di Antonio Palmieri di Forza Italia contro il divorzio breve nell'Aula della Camera. "Ho il massimo rispetto - spiega - per chi vuole questo provvedimento, ma la risposta che viene data è sbagliata. Il divorzio non va inteso come un diritto ma come una 'extrema ratio', l'esito finale di un cammino volto a recuperare la rottura della coppia". Contro la proposta di legge di cui sono relatori Luca D'Alessandro (Fi) e Alessandra Moretti (Pd) legge si sono espressi anche Paola Binetti e Mario Sberna di Pi, oltre a Massimiliano Fedriga della Lega, il quale ha puntualizzato che sul tema il Carroccio "lascia ai suoi deputati libertà di coscienza".

"La Lega lascia libertà di coscienza sul divorzio breve, ma non bisogna lanciare il messaggio agli italiani che il matrimonio possa durare solo un giorno e non una intera vita insieme". Lo dice nell'Aula della Camera Emanuele Prataviera della Lega in dichiarazione di voto sul divorzio breve. "Diciamo no - sostiene - ad un incremento, che queste norme possono determinare, dei matrimoni di comodo con gli stranieri per accelerare l'iter di ottenimento della cittadinanza".

L'intervento legislativo sul divorzio breve "era improcrastinabile. I tempi lunghi attuali non sono europei ed il termine attuale per lo scioglimento è troppo lungo, una inutile angheria che serviva solo a aumentare i conflitti". Lo ha detto nell'Aula della Camera Marisa Nicchi di Sel in dichiarazione di voto sul divorzio breve.

"Questa legge va bene soprattutto perchè tutela i minori, e votando a favore diamo un contributo al progresso della disciplina del delicato ambito dei valori fondamentali". Lo ha detto nell'Aula della Camera Antonio Leone annunciando il voto a favore di Ncd alla pdl sul divorzio breve.

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