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Sabato, 02 Luglio 2022

Gli 80 euro in più in busta paga produrranno un ''effetto minimo positivo''

Il potere d'acquisto delle famiglie, ovvero il loro reddito reale, nel 2014 torna positivo, dopo sei anni consecutivi in calo. Lo prevede l'Istat, spiegando come l'ultimo rialzo fu registrato nel 2007. Il potere d'acquisto resterebbe sopra lo zero anche nel 2015 e nel 2016, spingendo i consumi.

Nel 2014 il Pil in termini reali secondo l ansa salirà dello 0,6%, mentre nel 2015 è prevista una crescita dell'1,0%. Lo stima l'Istat nella nuove prospettive dell'economia italiana. Il governo nelle ultime stime ufficiali indicava +0,8% per il 2014 e +1,3% per il 2015.

Gli 80 euro in più in busta paga produrranno un ''effetto minimo positivo'' sui consumi delle famiglie nel 2014, previsti in ripresa dello 0,2%, dopo tre anni di riduzione.
Nel 2015 si prevede un ulteriore miglioramento con una crescita dei consumi delle famiglie pari allo 0,5%.

Il tasso di disoccupazione aumenterà al 12,7% nel 2014 (5 decimi in più rispetto al 2013). Un lieve miglioramento dell'indicatore è atteso per la seconda metà dell'anno in corso, con il tasso che nel 2015 è previsto al 12,4%.
"Le previsioni confermano che il Paese sta migliorando, secondo l agenzia ansa c'è crescita, miglioramento della competitività ma soprattutto di investimenti e occupazione nel periodo di previsione": così il ministro Pier Carlo Padoan, aggiungendo che "questo conferma che le cose stanno andando bene e che la politica economica del governo le rafforzerà".

"Le misure richiedono tempo", ma "la direzione è giusta e le misure sono giuste, i tempi sappiamo tutti, sia a Roma che a Bruxelles, che non sono immediati ma questo non indebolisce l'importanza delle misure".

La Commissione Ue ha dato un pareggio strutturale "diverso dalla previsione che abbiamo avanzato", e "la ragione è che non tiene conto delle politiche intraprese". Il ministro ha quindi spiegato di non sentirsi preoccupato, e ha aggiunto che "altri Paesi hanno posizione di aggiustamento peggiore della nostra".

Il Governo, come la Ue, aveva detto "da tempo che il debito quest'anno sarebbe aumentato e il prossimo sceso", e inoltre "visto il surplus primario e la crescita in aumento, il costo del debito in riduzione, tutto aritmeticamente indica che questa riduzione ci sarà forse più rapidamente di quanto pensiamo, ha sottolineato Padoan.
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