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Lunedì, 04 Luglio 2022

In Veneto ci riprovano: Blitz dei carabinieri del Ros contro un gruppo secessionista

In Veneto ci riprovano. Sedici anni dopo il famoso "tanko" con cui un gruppo di sedicenti secessionisti provò ad assaltare il campanile di San Marco, le forze dell'ordine sventano un altro tentativo di azione a Venezia da parte degli indipendentisti.

Un episodio che richiama il maggio 1997, quando un manipolo di indipendentisti veneti "occupò" piazza San Marco con un autocarro camuffato da blindato e si arrampicò sul campanile per issarvi la bandiera della Serenissima Repubblica. Le velleità di azione dei nuovi secessionisti sono state interrotte sul nascere e il conto nei loro confronti rischia di essere piuttosto salato. Tra le ordinanze di custodia cautelare, infatti, vi sono provvedimenti disposti per associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra.

Blitz dei carabinieri del Ros contro un gruppo secessionista accusato di aver messo in atto "varie iniziative, anche violente", per ottenere l'indipendenza del Veneto, e non solo. Ventiquattro gli arresti in varie regioni, su ordine della magistratura di Brescia.

Tra gli arrestati vi è anche il fondatore della Liga Veneta, Franco Rocchetta, ex parlamentare. La Liga Veneta confluì nella Lega Nord ma Rocchetta abbandonò poi il movimento. Di recente è stato tra i promotori del referendum per la secessione del Veneto. In manette anche due ex 'Serenissimi' che assaltarono il campanile di san Marco, a Venezia, nella notte tra l'8 e 9 maggio 1997, tra gli arrestati nell'operazione dei Ros contro i 'secessionisti veneti' nell'inchiesta della procura di Brescia. Si tratta di Luigi Faccia e di Flavio Contin.

Nelle ordinanze di custodia cautelare  sono contestati i reati di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. I Carabinieri stanno anche eseguendo perquisizioni a carico di altri 27 indagati.

Secondo le indagini del Ros, le persone arrestate avrebbero fatto parte di un "gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano".

Il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno, ha spiegato che il gruppo si proponeva l'indipendenza dallo stato italiano con il ricorso a metodi violenti e all'insurrezione popolare'' i componenti del gruppo 'Alleanza', sgominato stamani dall'operazione dei Ros, coordinati dalla Procura di Brescia.

Tra gli episodi contestati ai secessionisti  c'è anche quello della "costruzione di un carro armato da utilizzare per compiere un'azione eclatante a Venezia, in piazza San Marco". Il mezzo è stato sequestrato. Era un trattore agricolo trasformato in una sorta di mezzo corazzato attrezzato con un cannoncino da 12 millimetri, ma durante le fasi di montaggio c'erano stati problemi di calibratura e di recupero dei pezzi per la sua costruzione.

Tra gli indagati figurano, a quanto si è appreso, un leader del movimento dei Forconi e un ex deputato. L'accusa mossa dalla Procura di Brescia è quella di terrorismo (270 bis c.p.). La competenza è radicata a Brescia in quanto nel bresciano si sarebbe costituito il gruppo e si sarebbero tenute le riunioni. Le indagini sono cominciate circa tre anni fa. Il carro armato che è stato posto sotto sequestro era perfettamente funzionante, tanto che erano state eseguite anche delle prove di fuoco.

"Aiutano i clandestini, cancellando il reato di clandestinità, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l'Indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia" scrive su Facebook il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, dopo l'arresto di Franco Rocchetta.

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