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Giovedì, 16 Agosto 2018

Polemica tra il Presidente Napolitano e il Fatto Quotidiano

Oggi il 'Fatto quotidiano', con un titolo anche in prima pagina (i falchi: ''il Colle promise la grazia''), pubblica un articolo nel quale - tra le altre cose - sono riportati alcuni virgolettati attribuiti a Daniela Santanchè nei quali l'esponente del Pdl sostiene che Giorgio Napolitano ''ha tradito il patto'' e che ''non c'è stata la pacificazione promessa''. A spiegare di quale patto si trattasse ci pensa il titolo del quotidiano a pagina quattro: ''Il patto con re Giorgio? Silvio graziato a prescindere''. Secondo l'articolo, ''Napolitano aveva promesso la grazia 'motu proprio' per la condanna Mediaset'''.
"Solo il Fatto Quotidiano crede alle ridicole panzane come quella del "patto tradito" dal Presidente Napolitano. La posizione del Presidente in materia di provvedimenti di clemenza e' stata a suo tempo espressa con la massima chiarezza e precisione nella dichiarazione del 13 agosto scorso". Così l'ufficio stampa del Quirinale.
"In Italia ci sono dei traditori, il primo è il Pd perché è venuto meno ai patti. Poi c'è il Capo dello Stato che sta facendo il suo secondo mandato perché lo ha proposto Berlusconi, ma la pacificazione di cui aveva parlato non c'è". Daniela Santanché risponde così a Massimo Giletti, durante la trasmissione Tv l'Arena, alla domanda se consideri Alfano un traditore. "Io l'ho votato - insiste parlando di Napolitano - ma oggi non lo voterei più". Lui "deve mantenere la parola data ed essere arbitro Costituzione, non un giocatore''.
"Siamo certi che i parlamentari del Pdl non condividono le gravi affermazioni dell'onorevole Santanchè nei confronti del presidente Napolitano. Le sue rimangono valutazioni personali e come tali vanno giudicate". Lo hanno dichiarato i presidenti dei gruppi del Pdl di Senato e Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta commentando quanto detto dalla Santanchè alla trasmissione Tv "L'Arena" sul Capo dello Stato ("E' un traditore").
"Napolitano è stato eletto da Berlusconi di cui ovviamente sapeva ogni pendenza giudiziaria, ma per il Sistema qualunque compromesso (sordido?) è meglio del cambiamento. Poteva essere eletto Rodotà, proposto dal M5S, ma era troppo pericoloso" scrive Beppe Grillo sul suo blog....intanto....
Rosy Bindi è stata eletta presidente dell'Antimafia con 25 voti. 8 sono andati a Luigi Gaetti (M5s). Le schede bianche sono state 2, un voto nullo. Riccardo Nuti (M5s) ha smentito qualsiasi "giallo" su una presunta spaccatura all'interno del M5s nel primo voto. Infatti Gaetti ha avuto 6 voti e non 8, "perché lui stesso non si è votato, e un altro nostro collega era in quel momento in missione. Quindi nessuna spaccatura".

''Il mio primo impegno sarà quello di cercare di superare questa fase di concreta difficoltà con il Pdl perché tutti dobbiamo unirci nella lotta alla mafia''. Cosi' la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi lasciando San Macuto dopo la votazione. ''Spero che tutti si adopereranno per sanare questa frattura. Mi auguro anche che chi oggi non ha partecipato al voto riconosca che oggi c'é stato un voto. Se tutti insieme faremo un piccolo passo, potremo dire che siamo qui per combattere la mafia e non per farci la guerra tra di noi'', aggiunge Bindi.

"Inaccettabile strappo del Pd pur di dare una poltrona a Rosy Bindi". Lo scrive su Twitter Maurizio Gasparri commentando l'elezione del presidente della commissione antimafia.

''La delegazione parlamentare del Popolo della libertà in Commissione Antimafia - avevano annunciato i capigruppo - non parteciperà al voto odierno per l'elezione del presidente e dell'ufficio di presidenza, dal momento che il Partito democratico intende imporre un proprio candidato usando solo la forza dei numeri e senza la necessaria condivisione per una scelta così importante. Ricordiamo che negli ultimi mesi l'elezione degli organi della Commissione Antimafia ha subito numerosi rinvii proprio a causa delle divisioni interne allo stesso Pd''.

''Lo stallo della Commissione parlamentare Antimafia, per sette mesi senza componenti e ancora oggi senza presidente, è la dimostrazione palese di un parlamento incapace, lontano dal Paese reale, dove la mafia è un'urgenza da affrontare''. Lo ha denunciato il leader di Azione Civile Antonio Ingroia a Genova in una conferenza stampa. ''Ancora prima della magistratura, la lotta alla mafia dovrebbe essere una priorità della politica - ha sottolineato Ingroia - La Commissione Antimafia dovrebbe essere in prima linea contro il riciclaggio, la mafia dei colletti bianchi, le infiltrazioni criminali nel Nord Italia''. ''Invece di un passo avanti della politica - ha aggiunto - gli italiani assistono a un indecoroso spettacolo di mercanteggiamento sotto banco in base ai rapporti di forza della maggioranza governativa, Pd e Pdl non riescono nemmeno a mettersi d'accordo per nominare il nuovo presidente della Commissione''

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