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Sabato, 15 Agosto 2020

La Gabanelli rinuncia al Quirinale

"Continuo a fare la giornalista". Così Milena Gabanelli in un articolo sul Corriere.it annuncia il suo rifiuto alla candidatura per il Quirinale. "Non è stata una riflessione serena - afferma - ma solo attraverso il mio lavoro provo a cambiare le cose". "Mi rivolgo ai tanti cittadini che hanno visto in me una professionista sopra le parti e quindi adeguata a rappresentare l'inizio di un cambiamento nel Paese - scrive la giornalista -Sono giornalista da 30 anni e ho cercato sempre, in buona fede, di fare il mio mestiere al meglio; il riconoscimento che in questi giorni ho ricevuto mi commuove, e mi imbarazza". "Certamente non mi sono mai trovata in una situazione dove sottrarsi è un tradimento e dichiararsi disponibile un segno di vanità - prosegue -. Forse non si sta parlando di me, ma dell'urgenza di dare un volto a un'aspettativa troppo a lungo tradita. Che io non avessi le competenze per aspirare alla Presidenza della Repubblica mi era chiaro sin da ieri, ma ho comunque ritenuto che la questione meritasse qualche ora di riflessione. E non è stata una riflessione serena". "Quello che mi ha messo più in difficoltà in questa scelta - sostiene ancora - è stato il timore di sembrare una che volta le spalle, che spinge gli altri a cambiare le cose ma che poi quando tocca a lei se ne lava le mani. Il mio mestiere è quello di presentare i fatti, far riflettere i cittadini e spronarli anche ad agire in prima persona. Ma quell'agire in prima persona é tanto più efficace quanto più si realizza attraverso le cose che ognuno di noi sa fare al meglio". "Io sono una giornalista - conclude -, e solo attraverso il mio lavoro - che amo profondamente - provo a cambiare le cose, ad agire in prima persona, appunto".

Bersani ha ignorato i nomi proposti dal MoVimento 5 Stelle per un semplice motivo. Gargamella ha già deciso. Ha fatto le Berlusconarie. I votanti erano due: lui e lo psiconano durante un colloquio intimo. Trasparenza e condivisione, queste sono le parole d'ordine del pdmenoelle". Lo scrive Beppe Grillo in un post sul suo blog in cui denuncia 'l'inciucio' in atto tra Pd e Pdl. "Sono stati scelti in particolare due nomi: D'Alema e Amato - sottolinea Grillo - Due personaggi di garanzia giudiziaria al posto di una figura di garanzia istituzionale. Il presidente della Repubblica è il capo del Consiglio Superiore della Magistratura, la influenza, può indirizzarne il comportamento. Berlusconi vuole un garante per i suoi processi. D'Alema, il principe dell'inciucio, e Amato, l'ex tesoriere di Craxi sono candidati ideali. Dopo l'occupazione del Tribunale di Milano da parte dei suoi parlamentari, vorrebbe occupare anche il Quirinale. Dal suo punto di vista è un legittimo obiettivo, per Bersani è il suicidio della Repubblica di cui lui e solo lui sarà il responsabile".

L'apertura di Grillo non è una trappola, di noi ci si può fidare". Lo dice il deputato del M5S Adriano Zaccagnini. "Se il Pd non coglie questa apertura perderebbe un'opportunità storica e brucerebbe ogni possibilità di dialogo. E questo sarebbe un peccato non per noi, ma per tutta l'Italia".

"Quella di Grillo non è una trappola è un'opportunità che il Pd deve cogliere: quello che noi diciamo lo facciamo" ripete Zaccagnini secondo il quale gli attacchi di Grillo dal suo blog non indicano una chiusura rispetto a ieri, sono solo un avvertimento "preventivo". "Quello che noi diciamo lo facciamo, noi non facciamo i bluff come la vecchia politica " dice ancora Zaccagnini che chiede convergenza sul nome del candidato 5 Stelle. "Se c'é una convergenza su questo poi tutto il resto viene da sé. Se ad esempio passasse la Gabanelli poi si potrebbe trovare un'intesa su Rodotà premier" azzarda Zaccagnini. Quanto ai nomi, "noi siamo duri e puri ma non siamo cretini" continua il giovane deputato che chiede anche rispetto per le modalità di decisione del Movimento. Prodi, ricorda, è nella rosa di nomi votata dalla Rete ma è molto in basso: se alla quarta chiama il M5S dovesse trovarsi ad optare per il prof bolognese, quindi, "avremmo bisogno di tempo per sentire la base". L'ideale sarebbe arrivare a lunedì anche valutando la possibilità di votare scheda bianca, sostiene.Intanto :

Pier Luigi Bersani avrebbe presentato, a quanto si apprende, in un colloquio telefonico a Silvio Berlusconi la rosa dei candidati al Quirinale. Dalla rosa, composta da più nomi, le personalità prese in considerazione dal Cav, in queste ore, sarebbero Amato, D'Alema e Marini, che il leader Pdl avrebbe già incontrato.

Nessuna rosa è stata presentata a Berlusconi. Si ragiona da giorni su diverse possibilità con tutte le forze parlamentari per arrivare ad un nome largamente condiviso" precisa il Pd in una nota.

Se le intese, gli accordi e i dialoghi" che sono in corso in queste ore sul futuro Presidente della Repubblica costituiscono "la prova d'orchestra di un governissimo allora esprimiamo la nostra radicale contrarietà" dice Nichi Vendola parlando in sala stampa a Montecitorio.

"Gargamella ha già deciso. Ha fatto le Berlusconarie. I votanti erano due: lui e lo psiconano. Sono stati scelti D'Alema e Amato, personaggi di garanzia giudiziaria al posto di una figura di garanzia istituzionale". Così Beppe Grillo, che accusa: "Per Bersani è il suicidio della Repubblica di cui lui e solo lui sarà il responsabile". Il Pd meno elle consulta "solo Berlusconi per proporre D'Alema, Amato, Violante come ruotino di scorta o un presidente dell'inciucio. Un loro settennato consegnerà l'Italia alla dissoluzione non solo economica, ma anche come Stato unitario. E' bene saperlo. Ognuno si prenda le sue responsabilità" scrive Beppe Grillo sul suo blog.

Gino Strada, secondo più votato alle Quirinarie, non è automatico che prenderebbe il posto del volto di 'Report' adesso che lei ha rinunciato. "Cosa decideranno lo decidono loro, non io, sono il secondo più votato, ma è irrilevante, il Movimento ha fatto la sua scelta".

Sul nome di Prodi non abbiamo nessun problema, ma non ce la farà" perché non gode di una "maggioranza ampia" mentre "noi spingeremo fino in fondo perché ci sia un nome che trovi d'accordo anche il Pdl" e "il consenso ampio è un fattore indispensabile"dice Andrea Olivero, coordinatore di Scelta Civica, a Radio 24.

Il Pd voti con noi per il Colle. Poi vediamo. Possiamo convergere sull'anticorruzione, contro il conflitto di interessi e sull'incandidabilità della Salma. Bersani si prenda le sue responsabilità, sarebbe il primo passo per governare insieme". Lo afferma il leader del M5S, Beppe Grillo, al Fatto quotidiano. Milena Gabanelli, spiega Grillo, "non l'ho ancora sentita. Non sono certo che accetti l'ipotesi. Ma, appunto, i nostri cittadini hanno scelto il loro nome, in completa autonomia. E hanno indicato una persona perbene, in grado di svolgere quel compito in grande libertà. Gli altri hanno commentato: sarebbe la Repubblica delle manette. Magari, dico io". Se Gabanelli e Gino Strada non accettano, aggiunge Grillo spiegando che "é molto probabile", "il terzo nome è Stefano Rodotà", ma, prosegue, "mi sembra molto più probabile che il presidente venga eletto prima del terzo scrutinio grazie a un accordo tra il Pd e il Pdl. E questo accordo non passa dai nomi che noi proponiamo". Alla domanda se gli piacerebbe Prodi come capo dello stato, Grillo replica: "Non lo so, onestamente", "non è certo l'uomo del cambiamento". E al Pd fa sapere: "Se poi vogliono presentare Giuliano Amato, il braccio destro di Craxi, facciano pure". Su Napolitano, Grillo afferma: "E' stato una delusione. Voleva solo sapere se davamo la fiducia al Pd. Ci siamo lasciati in un modo, poi è tornato coi saggi. Per prendere tempo".

Ci sarà l'incontro tra Pd e M5S sul nome da scegliere per il Quirinale? "No. O forse sì. E' una situazione in divenire, chissà". Così il presidente dei senatori del MoVimento 5 Stelle, Vito Crimi, risponde ai cronisti al Senato ribadendo la posizione del movimento di Grillo. "Abbiamo deciso di votare Milena Gabanelli. Incontrarci per ribadire le solite cose mi sembra un esercizio inutile". "E' anche una forma di rispetto - conclude - per il Pd perché riunirci per raccontarci le stesse cose è ingeneroso".

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