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Giovedì, 21 Novembre 2019

Mediaset: Berlusconi, i pm vogliono un'operazione Craxi 2

"I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile" ha detto Silvio Berlusconi in una intervista a Panorama.

"Anche se i miei avvocati sono di contrario avviso, io non voglio credere che i miei giudici stiano correndo verso una condanna prestabilita. Nonostante tutto mi aspetto ancora giustizia, almeno da questa corte". E' quanto afferma in un'intervista a Panorama Silvio Berlusconi in merito al giudizio d'appello attualmente in corso a Milano sui diritti Mediaset. Alla domanda se abbia paura di una condanna definitiva il leader Pdl risponde così: "Corre voce che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una 'operazione Craxi 2'. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica", aggiunge ribadendo che "sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra".

"Ho un serio problema agli occhi. Il mio stato potrà anche suscitare l'ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere, e magari ottenere, una ridicola 'visita fiscale'. Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione ma non posso desistere". Così parla Silvio Berlusconi a Panorama. "Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula - continua Berlusconi nell'intervista - prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele, da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: "Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto".

"Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula - continua Berlusconi nell'intervista - prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele, da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: "Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto".
I giudici del tribunale di Milano davanti ai quali si sta celebrando il processo Ruby hanno chiesto ai difensori di Silvio Berlusconi un nuovo certificato medico per valutare se il dibattimento può andare avanti già oggi o deve essere rinviato.
I poteri dello Stato e "in particolare quello politico e giudiziario, non possono e non debbono trovarsi in posizione di ostilità tra di loro", cosi' il ministro della Giustizia Paola Severino. Silvio Berlusconi al momento si trova ancora ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano.

Se gli atti fossero fondati penso proprio di sì". Così Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, risponde a Sky Tg24 alla domanda se il partito di Bersani voterebbe a favore in Senato di un'eventuale richiesta di arresto di Silvio Berlusconi. "Dovremmo vedere le carte. Noi abbiamo un atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti", conclude.

Per l'avvocato Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, quello sull'arresto del cavaliere è "un dibattito indecente, perché si cerca da parte di qualcuno di aizzare alcuni magistrati a prendere provvedimenti che altrimenti non prenderebbero". E' quanto ha detto il legale dell'ex premier rispondendo alle domande dei cronisti in merito alle dichiarazioni di Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd.

Il presidente della Repubblica "ha rivolto un appello, che faccio mio, al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che la rappresentano" ha detto il vicepresidente del Csm Michele Vietti riferendosi ai contenuti dell'incontro di ieri con il Capo dello Stato. E ancora: 'Il Csm riafferma il proprio ruolo di garante dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".  Sono "gravi" la "vicende accadute", ma "per senso di responsabilità, accogliendo l'invito del suo presidente, il Csm evita qualunque commento". Lo ha sottolineato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, in apertura del Plenum, in merito alla vicenda della manifestazione del Pdl al Tribunale di Milano. Il testo che ha letto Vietti è stato oggetto di un confronto tra tutti i gruppi presenti al Csm prima dell'apertura del plenum. Il vicepresidente del Csm ha esordito richiamando alcune dichiarazioni di ieri del capo dello Stato, il quale - ha ricordato - "ha espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto l'altroieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all'interno del palazzo di giustizia di Milano". Vietti ha poi richiamato l'incontro di ieri tra il capo dello Stato e il comitato di presidenza del Csm e "l'ampio scambio di vedute" che c'é stato. Infine, ha ricordato il passaggio in cui il capo dello Stato "ha indicato nel più severo controllo di legalità un imperativo assoluto per la salute della Repubblica, da cui nessuno può considerarsi esonerato in virtù dell'investitura popolare ricevuta". Dopo l'intervento di Vietti non c'é stato alcun dibattito al Csm. D'altra parte i laici del Pdl avevano già fatto sapere che, in caso contrario, sarebbero usciti dall'aula Bachelet.

I giudici del tribunale di Milano, dopo aver ricevuto il certificato medico del San Raffaele, hanno constatato che "permangono sbalzi pressori" e che Silvio Berlusconi deve rimanere in ospedale, e pertanto hanno rinviato il processo a lunedì prossimo 18 marzo. Inoltre hanno fissato udienza per il 20, il 21 e 25 marzo. Stando cosi' le cose, la sentenza potrebbe arrivare proprio il 25 marzo. Lunedì 18, a meno che il Cavaliere non sia ancora ricoverato, dovrebbe concludersi la requisitoria con la richiesta di condanna del procuratore aggiunto Boccassini e del Pm Sangermano. Potrebbero esserci ritocchi per gli impegni parlamentari del Cavaliere.

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