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Primo giorno di scuola per i neodeputati

'Primo giorno di scuola' per i neodeputati, per i quali gli uffici della Camera sono aperti da oggi per i primi adempimenti. Il primo a presentarsi a Montecitorio è stato Michele Ragosta di Sel. Documento alla mano, è stato fatto entrare nella Sala del Mappamondo, dove sono allestite 14 postazioni per fotografare i nuovi deputati, raccoglierne i dati e offrire loro tutto il necessario per iniziare ad esercitare il loro mandato.

Fotografi, telecamere, giornalisti, turisti e curiosi. Tutti davanti al portone di ingresso della Camera dei deputati per vedere entrare i 'neo-eletti'. Oggetto del desiderio sono ovviamente i parlamentari 'a cinque stelle'. Son per lo più volti sconosciuti, così non appena qualcuno si avvicina al grosso portone di legno di Montecitorio si accendono faretti e microfoni e parte la manovra di accerchiamento: flash, domande, richieste di interviste. Nella rete finiscono dipendenti della Camera, giornalisti e deputati di alri partiti. "No, io non sono un neo-parlamentare", risponde qualcuno. "Sono un collega", rispondono altri. Il dubbio resta, così cameraman e fotografi insistono. Non senza risultati esilaranti. Il più clamoroso è una lunghissima intervista (circa 15 minuti) ad un deputato che, dopo qualche reticenza, non si sottrae alle domande. "E' il primo giorno. Lasciateci lavorare. Vedremo cosa accadrà. Si decide al Senato, non alla Camera", sono le sue risposte. Un po' vaghe. Alla fine la sorpresa. E' sì un deputato neoletto ma non nelle file di Grillo bensì in quelle del Pd. Qualche grillino, intanto, entra senza parlare. C'é anche Gessica Rostellato. La accompagnano il marito ed il figlio di poco più di un anno. Il regolamento della Camera è inflessibile così fanno accomodare padre e bambino all'ingresso. Molti, una volta entrati, non nascondono l'emozione. Nessuna parola ma l'espressione del volto è chiara

Alle 9.30 è arrivato anche il primo eletto del Movimento 5 stelle: Cosimo Petraroli, 34 anni, bocca cucita con la stampa.

Dialogo con il Pd ? "Un dialogo in trasparenza sì, perché in Parlamento si dialoga" ma l'accordo sulla fiducia "non ci sarà ". "Lo escludo categoricamente. Se c'é chi deciderà di farlo sarà fuori dal movimento". Così Roberta Lombardi, capogruppo in pectore alla Camera per il M5S, parlando con i cronisti a Montecitorio.

Beppe Grillo ha pubblicato sul blog e su Twitter un appello al Pd perchè rinunci al finanziamento pubblico così come ha fatto il Movimento 5 Stelle.

"Il MoVimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l'attività politica - scrive Grillo -. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum. Il M5S li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative". "Le spese per la campagna elettorale sono state integralmente sostenute grazie ai contributi volontari raccolti e verranno comunque rendicontate - ha proseguito Grillo -. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramite i propri eletti, svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenuti all'Erario". "Il mio auspicio è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 45 milioni di euro (al pdl "solo" 38) - ha concluso Grillo -. Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti".

"Non siamo in condizione da soli di garantire un governo in questo Paese" ma "tanto meno gli altri, nemmeno gli altri. Abbiamo la difficile responsabilità di essere i primi senza poter essere i soli" ha detto Pier Luigi Bersani all'assemblea degli eletti del Pd. Gli eletti sono complessivamente 408 tra Camera dei Deputati e Senato, 260 dei quali sono alla loro prima esperienza in Parlamento mentre le donne elette nelle liste democratiche sono il 40%.

Dobbiamo tenere "gli occhi sul Paese, avremo passaggi dentro a una crisi galoppante", ha sottolineato Bersani, spiegando che "quando dicevo la polvere sotto tappeti dicevo questo: che il 2013 sarà l'anno peggiore dal 2007 e questo abbiamo davanti".

L'elettorato chiede "un grande cambiamento", richiesta che arriva non solo dal M5S bensì anche dall'elettorato del Pd. Bersani ha però ammonito che "il cambiamento non è un belletto" ma "una cosa profonda".

''Non sono in corso delle diplomazie noi vogliamo coltivare all'aperto una idea: avviare una legislatura all'insegna del cambiamento''. Bersani ha ammonito: ''non si diffonda l'idea nemmeno da casa nostra che noi stiamo andando a cercare deputati senatori, non l'accetto, ci interessano le posizioni davanti al Paese''.

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