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"Cielo unico europeo", Scaduta ultima data utile

E' scaduta oggi l'ultima data utile per l'attuazione delle norme Ue per la creazione del 'Cielo unico europeo', ma tutti o quasi tutti i 27 stati membri non si sono presentati pronti all'appuntamento. E ''in primavera'' arriveranno le relative procedure d'infrazione, con le lettere di messa in mora. Lo ha sottolineato la portavoce del commissario Ue ai trasporti Siim Kallas, che ha ribadito l'avvertimento lanciato a ottobre agli stati membri. E sempre in primavera arrivera' un nuovo pacchetto di misure.

Le inefficienze dovute alla frammentazione in 27 spazi aerei del cielo europeo causa costi extra pari a 5 miliardi ogni anno, e aggiunge 42 chilometri a ogni rotta di lunghezza media, con un maggiore consumo di benzina, piu' inquinamento e ritardi. Un confronto impietoso con gli Stati Uniti, che a fronte della stessa dimensione dello spazio aereo ma con molto piu' traffico hanno la meta' dei costi. ''Intraprenderemo ogni possibile azione per fare del 'Cielo unico europeo' una realta''', ha avvertito Kallas, perche' questo ''e' troppo importante per essere lasciato fallire'', soprattutto in ''tempi di crisi, in cui non si puo' restare con lo status quo''. Oggi l'attuazione dei 9 blocchi aerei funzionali in cui e' stato suddiviso lo spazio aereo Ue, che costituiscono la base del 'cielo unico', e' ''seriamente in ritardo'', ha sottolineato il commissario, per questo ''non c'e' nessun'altra opzione se non quella di applicare con fermezza la legislazione Ue''. Avviando cosi' procedure d'infrazione contro tutti o quasi i paesi Ue intanto..

La Commissione europea ha aggiornato oggi la ''lista nera'' delle compagnie aeree che sono considerate poco sicure e quindi bandite dallo spazio aereo dell'Ue. Bruxelles ha deciso di imporre il divieto ''ai vettori aerei certificati in Eritrea, a causa di gravi criticita' riscontrate in materia di sicurezza''. D'altro canto, grazie ai miglioramenti constatati sotto il profilo della sicurezza in Mauritania e in Giordania, la Commissione europea ha rimosso dalla 'lista nera' tutti ''i vettori aerei certificati in Mauritania e la compagnia Jordan Aviation''. Progressi sono stati osservati anche in Libia ma le autorita' del Paese hanno accettato il mantenimento per i loro vettori del divieto operativo in Europa fino a quando quest'ultimi saranno completamente in grado di soddisfare le richieste di Bruxelles.
Nell'annunciare la decisione, il vicepresidente Siim Kallas, responsabile per i trasporti, ha sottolineato che ''la Commissione e' pronta a compiere ogni sforzo possibile per aiutare i paesi colpiti dal divieto, a dotarsi della capacita' tecnica e amministrativa necessaria per superare le difficolta' nel settore della sicurezza con la massima rapidita' ed efficienza''. Tuttavia - ha aggiunto - ''la sicurezza deve sempre avere la precedenza e non intendiamo accettare compromessi su questo punto''.
Il nuovo elenco sostituisce il precedente, stabilito nell'aprile 2012.
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