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Lunedì, 23 Novembre 2020

Ballottaggio tra Bersani e Renzi

Pier Luigi Bersani per ora può festeggiare solo il grande successo della partecipazione: le primarie del centrosinistra hanno visto circa 3,1 milioni di votanti e code, anche se ordinate, per tutta la domenica ai seggi. Ma il segretario Pd dovrà aspettare un'altra settimana, ed un ballottaggio che si annuncia agguerrito, per sapere se sarà lui il candidato premier del centrosinistra o se invece toccherà a Matteo Renzi guidare la coalizione.

Il mio risultato è assolutamente incoraggiante, ho grande fiducia in domenica scorsa e sono sicuro che dal giorno dopo lavoreremo tutti insieme per la galoppata impegnativa delle elezioni". Così Pier Luigi Bersani commenta l'esito del primo turno al ballottaggio.

"Abbiamo lavorato con Vendola per parecchio tempo per costruire la carta Italia Bene comune che fissa i paletti programmatici. Non stiamo
aprendo tavoli e tavolini, non stiamo facendo bilancini", assicura il segretario del Pd.

"Il cambiamento non si fa a chiacchiere", sottolinea Bersani: "Bisogna che il cambiamento avvenga su dei fatti, accettando delle sfide. E questa sarà la chiave, che sta in poche parole, che andrò a dire sia in vista del ballottaggio sia se tocca a me".

"Con Matteo ci siamo mandati dei messaggini, poi stasera ci vediamo a Milano. Ci siamo scambiati gli auguri, le cose buone. Lui ha sempre il
difettuccio di dire 'noi e loro', ma noi siamo noi tutti noi, loro è Berlusconi. Non c'è bisogno di fuoco amico, l'avversario è la destra", afferma il segretario.

Al ballottaggio Bersani arriva in vantaggio di circa nove punti. Anche se ancora non sono disponibili i dati ufficiali dello spoglio. "Hanno votato circa 3 milioni e centomila cittadini. Bersani è al 44,9%, Renzi al 35,5%, Vendola al 15,6%, Puppato al 2,6% e Tabacci all'1,4%.
Questi dati possono avere solo minime variazioni: forse manca qualche sezione in Umbria e a Milano, ma già ieri si poteva discutere più o meno con gli stessi numeri", dice in mattinataNico Stumpo, coordinatore nazionale delle primarie del centrosinistra, ad Agorà, su Rai3.

Sin dal primo mattino del 25 novembre si capisce che la sfida per la premiership avrà grandi numeri: alle 11 hanno votato già 940 mila persone, come comunica tempestivamente il comitato di Renzi, attentissimo al dato della partecipazione perché più gente vota più, nelle previsioni, il sindaco di Firenze ha chance di vittoria. Ai seggi, al nord come al sud, si formano file nonostante i 100 mila volontari ma non c'è il caos temuto alla vigilia. Bersani è tra i primi ad andare a votare, accompagnato da moglie e figlie. Un po' di emozione gli fa scordare di ritirare il certificato ma non di commentare l'alto afflusso: "Oggi è una festa, la contesa è finita". Le stesse parole di soddisfazione arrivano dal principale sfidante Matteo Renzi, che ha deciso di sciogliere la tensione dell'attesa partecipando alla maratona di Firenze e rimandando al pomeriggio il momento del voto, che gli costerà una fila di oltre due ore e mezzo. Nichi Vendola, come Bersani, attendono l'esito in famiglia. I seggi restano aperti oltre l'orario di chiusura e al comitato per le primarie, una sorta di Viminale per l'occasione, sale la tensione.

La scelta di Susanna Camusso di rompere il voto del silenzio e di dichiarare il suo voto per Bersani manda su tutte le furie Matteo Renzi, accusato di essere "un problema" in caso di vittoria.

I primi dati, sia degli exit poll sia quelli reali, danno subito una certezza: si andrà al ballottaggio domenica 2 dicembre tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze esulta e dà mandato ai suoi di cercare di riaprire il più possibile le iscrizioni per il secondo turno con l'obiettivo di ammortizzare l'effetto dei voti che da Vendola dovrebbero passare al secondo turno al segretario Pd.

Ma all'indomani del voto è polemica sullo spoglio che tarda a consegnare dati ufficiali. "I dati ufficiosi? Vorremmo quelli ufficiali. Non è difficile. Basta mettere online i verbali dei seggi.
In ogni caso andiamo al ballottaggio", scrive Matteo Renzi su Twitter.
"Ad oggi - aggiunge su Facebook - la somma dei dati dei nostri rappresentanti di lista ci consegna un dato che sfiora il 39%. Tre punti in più o in meno non sposta il senso di ciò che è accaduto, ma è giusto fare chiarezza: ogni voto conta".

Sel darà indicazione ai suoi elettori di votare al ballottaggio per le primarie solo se il leader del Pd si impegnerà a rispettare l'agenda e i programmi del centrosinistra. Lo ha detto Nichi Vendola in una conferenza stampa a conclusione della riunione del coordinamento politico nazionale del partito. Il presidente della Regione Puglia ha inviato una lettera virtuale a Bersani per chiedergli che "gli impegni sottoscritti per le primarie non diventino carta straccia, perché in questo caso saremmo liberi tutti".

"Il punto centrale è che si riparte da zero a zero, e ripartendo da zero a zero ce la giochiamo fino all'ultimo". Così Matteo Renzi a Mattino 5 su Canale 5. "Si riparte totalmente da capo - afferma - e hai bisogno di andare a recuperare gente nuova, che magari ha votato per Tabacci, Puppato o Vendola, e che indipendentemente delle indicazioni che daranno loro sono pronti a ragionare e riflettere".

"I risultati sono molto positivi, e sono particolarmente contento del clima. Ora bisogna andare a convincere i delusi del centrodestra, che
possono essere coinvolti da noi", aggiunge il sindaco di Firenze a Sky Tg24. Quanto alla sfida di domenica prossima, Renzi spiega: "Do per
assodato che Vendola scelga Bersani, non ho dubbi su questo".

Per le primarie del Pdl "stiamo valutando con grande senso di responsabilità e vediamo quello che sta succedendo nell'altra parte, anche con Renzi con il quale l'Italia potrebbe avere un partito social-democratico e non che si rifaccia all'ideologia comunista".
Così il leader del Pdl Silvio Berlusconi a "La telefonata" di Maurizio Belpietro."Chi vincerà? A me non piace guardare in casa degli altri,vincerà chi avrà più voti. Tutti siamo curiosi di vedere cosa succederà".

Parte stasera negli studi di Che tempo che fa, il programma di Fabio Fazio in onda in diretta su Rai3 alle 21.05, la campagna tv di Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi in vista del ballottaggio di domenica 2 dicembre. L'appuntamento di stasera non proporrà un confronto tra i due candidati premier, ma due conversazioni separate e successive sulla primarie del centrosinistra. A quanto si apprende, a Bersani e Renzi saranno poste domande diverse. Faccia a faccia, invece, tra Bersani e Renzi mercoledì in prima serata su Rai1.

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