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Giovedì, 02 Dicembre 2021

Napolitano: non possiamo giocare con il rischio fallimento

"Non possiamo giocare" con il rischio fallimento "qualunque governo ci sia". Lo dice Giorgio Napolitano sottolineando che "ci sono 80 miliardi di interessi da pagare in un anno" e "questi sono i modi in cui uno stato può fallire".

Dopo le contestazioni ai ministri gli applausi per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano agli Stati generali della Cultura in corso al Teatro Eliseo di Roma. Napolitano è stato accolto da applausi al suo arrivo. Applausi che stanno accompagnando anche il suo discorso, ancora in corso.

Contestazioni per tutti i ministri agli stati generali delLa cultura.
Dopo Ornaghi sono stati interrotti anche il ministro Fabrizio Barca e il ministro Francesco Profumo: "ieri sono stati picchiati adolescenti e nessun ministro ha detto niente!". Poi, mentre Profumo parlava della necessità di dare più certezze alla formazione e alla ricerca, anche l'urlo di un'altra ragazza: "voglio sapere del mio presente! Sono preoccupata ora!! Signor ministro voi intanto date soldi alla scuola privata!". Contestazioni anche "perché c'é tavola rotonda chiusa e senza dibattito", ha urlato qualcuno dalla platea mentre il ministro Barca interveniva: "questa platea sembra il Sulcis"

Intanto Prosegue il duello a distanza tra i segretari di Pd e Pdl, Bersani e Alfano, sulla data delle elezioni in Lombardia, Lazio e Molise e sull'ipotesi di un election day. Ci sarà una crisi di governo? E' la domanda rivolta ai due politici a margine del convegno Cna. "Credo e spero di no. Vediamo di capirci", risponde Pier Luigi Bersani. "Molto dipende da Bersani, se insiste a voler mettere una tassa di 100 milioni di euro sulle spalle degli italiani", afferma Angelino Alfano.

Entrambi però si trovano d'accordo sull'ipotesi di un Monti bis. Sia Alfano sia Bersani "non scommetterebbero neanche un centesimo" sull'ipotesi di un Monti bis. I due danno infatti la stessa risposta alla tavola rotonda della Cna mentre il leader Udc Pier Ferdinando Casini ribatte: "nella vita mai dire mai". Poi aggiunge: "Io temo che se non si continua sulla strada di questo governo, e sento troppe aree politiche che la pensano in modo diametralmente opposto, si torna indietro e non si risolvono i problemi".

"Io penso che fare la legge elettorale e andare al voto è una vantaggio per tutti perché cinque mesi di campagna elettorale tra regionali e politiche comportano la paralisi relative di governo e Parlamento", afferma inoltre Casini, a proposito della data delle elezioni.

No comment per ora del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Di questo ora non parlo", risponde ai cronisti che gli chiedono un commento sull'ipotesi di elezioni anticipate.

"Se si vuole considerare l'ipotesi di anticipare le elezioni politiche, si proceda alla modifica della legge elettorale e non a far polemica", sottolinea Bersani. E al riguardo "la nostra posizione è chiara da mesi. Noi siamo per la governabilità e siamo per una soluzione in questo senso, siamo invece contrari ai colpi di mano".
"Bisogna innanzitutto rispettare le prerogative del presidente della Repubblica. Le Regioni devono votare anche perché il Lazio ha già perso diversi milioni di fondi europei", aggiunge il segretario Pd, nel motivare la sua contrarietà all'election day tra politiche e regionali. "Nelle mani dei partiti c'é solo la riforma della legge elettorale da fare in tempi stretti. Non spetta noi decidere la data del voto delle politiche".

"E' una follia consegnare il Paese ad una campagna elettorale estenuante e buttare i soldi quando invece che si faccia a febbraio, marzo o aprile, noi non abbiamo un problema ad anticipare il voto. Non buttiamo via i soldi", ribatte da parte sua Alfano. "Il governo ha un Cdm domani. Valuteremo le decisioni dell'esecutivo. Speriamo davvero che il governo stoppi la tassa che vuole mettere Bersani", aggiunge a proposito della spesa di 100 milioni di euro che comporta la scelta di non tenere insieme le regionali e le politiche.

"Sono fiducioso che sul tema si possa trovare una soluzione di mediazione che accontenti tutti e che consenta al nostro paese di non vivere momenti di tensione come quelli che stiamo vivendo in questo momento". Lo afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, arrivando all'assemblea della Cna.

Se non ci sarà l'election day il Pdl é pronto a mettere in crisi il governo. Silvio Berlusconi avrebbe fatto questa considerazione nel corso di un vertice oggi a palazzo Grazioli con Letta, Verdini e il segretario del partito Alfano. Nel corso della riunione, a quanto raccontano, si sarebbe deciso di insistere perché si arrivi ad un unica data per il voto anticipando le elezioni politiche a febbraio. L'ipotesi coinvolgerebbe anche la Lega Nord con cui in queste ore sono in corso dei contatti.

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