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Giovedì, 02 Dicembre 2021

Grillo contro tutti

''La Lega e il Pdl, che insieme fanno si' e no il 15% ufficiale (ufficioso il 9%), vorrebbero il premio ancora piu' alto, al 49%, per dare stabilita' al Paese. Vanno capiti, sono quasi estinti, per loro ci vorrebbe il premio di minoranza''. Lo scrive Beppe Grillo in un post sulla legge elettorale pubblicato sul suo sito.

"Si metteranno infine d'accordo per un premiolino al 10%, sbarramento al 40%, che nessuna coalizione supererà, e un bel Monti bis, con Pdl, pdmenoelle e Udc, tutti insieme per un alto senso di responsabilità verso il Paese. Proprio come adesso". Questa la previsione di Beppe Grillo sulla riforma elettorale. "Rutelli - scrive Grillo - vuole lo sbarramento del 42,5% per il premio di maggioranza (lui è tranquillo, Api rappresenta lo zoccolo duro dello 0,5%). La Lega e il Pdl, che insieme fanno si e no il 15% ufficiale (ufficioso il 9%), vorrebbero il premio ancora più alto, al 49%, per dare stabilità al Paese. Vanno capiti, sono quasi estinti, per loro ci vorrebbe il premio di minoranza. Il Pdmenoelle, che aveva già lucidato la gloriosa macchina da guerra di Occhetto per la Vittoria di Primavera con il mantenimento del Porcellum Integrale, ha proposto la mediazione Finocchiaro: al posto del 42,5% il 40%. Fondamentale quel 2,5% in meno! Bersani insiste per avere un premiolino, un po' come ottenere la croce alla memoria della governabilità. Vorrebbe un 12% per il primo partito (Gargamella é convinto di vincere almeno una volta per il calcolo delle probabilità). Casini propone l'8%, così per proporre qualcosa anche lui che viaggia al 5%".

"Si metteranno infine d'accordo per un premiolino al 10%, sbarramento al 40%, che nessuna coalizione supererà, e un bel Monti bis, con Pdl, pdmenoelle e Udc, tutti insieme per un alto senso di responsabilità verso il Paese. Proprio come adesso". Questa la previsione di Beppe Grillo sulla riforma elettorale. "Rutelli - scrive Grillo - vuole lo sbarramento del 42,5% per il premio di maggioranza (lui è tranquillo, Api rappresenta lo zoccolo duro dello 0,5%). La Lega e il Pdl, che insieme fanno si e no il 15% ufficiale (ufficioso il 9%), vorrebbero il premio ancora più alto, al 49%, per dare stabilità al Paese. Vanno capiti, sono quasi estinti, per loro ci vorrebbe il premio di minoranza. Il Pdmenoelle, che aveva già lucidato la gloriosa macchina da guerra di Occhetto per la Vittoria di Primavera con il mantenimento del Porcellum Integrale, ha proposto la mediazione Finocchiaro: al posto del 42,5% il 40%. Fondamentale quel 2,5% in meno! Bersani insiste per avere un premiolino, un po' come ottenere la croce alla memoria della governabilità. Vorrebbe un 12% per il primo partito (Gargamella é convinto di vincere almeno una volta per il calcolo delle probabilità). Casini propone l'8%, così per proporre qualcosa anche lui che viaggia al 5%".

"Ci vuole una legge elettorale che consenta, la stessa sera del voto, di fare sapere al mondo che è possibile in Italia avere un Governo. Perché se ciò non fosse possibile sarebbe uno tsunami". Lo ha detto a Catanzaro Pier Luigi Bersani. "Questa - ha aggiunto - è la nostra sola preoccupazione".

"Un accordo sulla legge elettorale è ancora possibile purché sia riconosciuto ciò che noi chiediamo, ma non per noi, bensì per il Paese. Come un anno fa, noi diciamo ancora una volta: prima di tutto l'Italia".

"La nostra proposta per la nuova legge elettorale è sempre quella del doppio turno di collegio - ha aggiunto Bersani -. Che resta l'unica soluzione anche se non la vuole nessuno. Dopodiché siamo pronti ad un compromesso". "L'unico compromesso che non possiamo accettare però è quello che faccia dichiarare che governare questo Paese non è possibile".

"I tanti azzeccagarbugli che stanno lavorando alla riforma elettorale per fermare Grillo e l'astensionismo non porteranno a nulla se non ad ottenere l'effetto opposto". Così, in una nota, Francesco Pionati, Segretario Nazionale dell'Alleanza di Centro e Portavoce del Gruppo Popolo e Territorio, che aggiunge: "Chi pensa di arginare fenomeni che hanno profonde radici politiche con trucchi di contabilità elettorale, non ha capito nulla di quel che accade nel paese". "Non servono soglie e sbarramenti ma vero rinnovamento e una nuova offerta politica", conclude il Portavoce di PT.

Nuovo tentativo di mediazione della Lega sulla legge elettorale. Roberto Calderoli ha riformulato un proprio emendamento presentato in commissione Affari Costituzionali al Senato prevedendo che il premio si conquista sopra il 40 (e non 42,5%) e se nessuno lo vince c'é un bonus del 20% alla prima lista. Le posizioni restano però distanti. Per il Pd il bonus dovrebbe essere sopra il 30%.

Per ora l'emendamento di Calderoli è stato accantonato e se ne tornerà a parlare domattina in commissione. Resta, però, il nodo del 'bonus' del 20%. Da un lato, infatti, il Pd, con la senatrice Anna Finocchiaro, si dice d'accordo con il principio per cui il bonus è proporzionale ai seggi conquistati ma bolla come "insufficiente" il 'premietto' al 20% e vorrebbe salire sopra il 30%. Il Pdl, invece, come spiega il senatore Maurizio Gasparri, sarebbe in linea di massima "contrario" al 'premietto' in sé, ma se "serve a risolvere" e a sbloccare l'impasse sulla riforma, può essere preso in considerazione ma non deve alzarsi rispetto a quel 20% "già molto generoso" previsto da Calderoli.

"Sono contento che sia stata condivisa la filosofia della mia proposta, cioé che il cosiddetto 'tombolino' o 'premietto' non sia rigido ma proporzionale al risultato conseguito". Lo dice Roberto Calderoli, parlando con i giornalisti a Palazzo Madama in merito al suo emendamento al testo Malan di riforma della legge elettorale. "Mi auguro - aggiunge - che finalmente qualcosa si realizzi e che questa condivisione di Pd e Pdl sulla filosofia, ossia sulla proporzionalità del premio di maggioranza sia una cosa gradita. Adesso dobbiamo ragionare sui numeri. Bisogna che nessuno dei due tiri troppo la coperta da una parte o dall'altra, sennò la coperta si strappa, ed è l'ultima che abbiamo a disposizione. Se non passa questa ennesima possibilità, credo che avremo poche possibilità di avere una legge elettorale che passi l'esame del Senato e della Camera". Le parti, però, sono distanti, ci sono possibilità di medazione? "Il buonsenso - replica l'ex ministro leghista - deve far ragionare entrambe le parti: è giusto garantire a chi ha vinto le elezioni la possibilità di governare, ma qui si dà un premio per favorire un'aggregazione. E si parla di seggi che d'altra parte vengono tolti a chi i voti li ha presi, quindi non si può eccedere sennò diventa incostituzionale". Specie nell'ipotesi, fa capire il senatore, che chi ottiene il premio di aggregazione faccia poi una scelta di opposizione con seggi sottratti ad altri.

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