Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Venerdì, 22 Gennaio 2021

Mille-proroghe, il Governo aveva annunciato la fiducia

Il provvedimento sul processo breve e' stato calendarizzato dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio per il 28 marzo.
''Sono proprio curioso di vedere cosa' fara' la Lega''. Cosi' il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, parlando con i cronisti a Montecitorio, ha commentato la calendarizzazione in aula del processo breve. ''La Lega - ha proseguito Bersani - grida: 'Federalismo, federalismo'; ma io gliel'avevo detto: 'Voi tenete in mano una bandierina poco credibile, e intanto vi fanno votare il processo breve'''. ''Voglio vedere cosa fara' la Lega - ha chiuso Bersani - anche perche' questa volta non gliela faremo passare''.

''Se il processo breve dovesse mai diventare legge, scatterebbe la prescrizione processuale anche per i reati puniti con l'ergastolo: quelli che di solito non sono prescrittibili''. A sostenerlo e' il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti commentando la decisione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio di calendarizzare il provvedimento in Aula per il 28 marzo. ''Ma non basta. Il combinato disposto di questo testo con quello votato la scorsa settimana a Montecitorio, che impedisce il rito abbreviato per i reati puniti con l'ergastolo - aggiunge l'esponente del Pd - determinera' un allungamento consistente di quei processi che rischiano cosi' di incappare nella tagliola della prescrizione processuale''. ''Sarebbe bello capire - conclude - con quale faccia le Lega si presentera' in Aula a sostenere un provvedimento che rischia di vedere cancellati persino i processi per reati gravissimi come quelli puniti con l'ergastolo. E cosa dira' alle vittime che non otterranno mai giustizia''.
La Consulta della giustizia del Pdl si e' trovata d'accordo nel puntare sull'approvazione in tempi rapidi dei provvedimenti sulle intercettazioni telefoniche e sul processo breve. A darne notizia e' il capogruppo del Pdl in commissione giustizia Enrico Costa. ''La Consulta - aggiunge Costa - si e' anche trovata d'accordo nell'avviare subito le procedure per sollevare conflitto d'attribuzione e la questione dell'improcedibilita' viste le gravi violazioni che ci sono state da parte del tribunale di Milano in materia di competenza.
''Domani mattina - aggiunge Costa - la Consulta della giustizia del Pdl tornera' a riunirsi per esaminare con attenzione i testi dei due provvedimenti che si intendono approvare in tempi rapidi: quello delle intercettazioni e quello del processo breve''. ''Martedi' prossimo - prosegue il parlamentare del Pdl - la Consulta della giustizia tornera' a confrontarsi con il ministro Guardasigilli, Angelino Alfano, in materia di riforme costituzionali''
Non corre il rischio di essere azzerato il processo Mills, nel quale e' imputato Silvio Berlusconi, per il rinnovo del collegio giudicante. Il plenum del Csm a larga maggioranza, con un voto contrario, ha confermato l'applicazione al processo del giudice Francesca Vitale, che e' stata intanto trasferita alla Corte d'Appello di Milano. Contro la decisione ha votato il laico del Pdl, Bartolomeo Romano; al voto non ha partecipato il laico della Lega, Matteo Brigandi' e gli altri tre laici del Pdl si sono astenuti.
Il governo ha posto la fiducia sul maxiemendamento interamente sostitutivo del decreto milleproroghe che aveva ricevuto rilievi da parte del Capo dello Stato e che è all'esame della Camera. Già ieri sera il governo aveva annunciato l'intenzione di porre la fiducia.

Il Senato resterà aperto anche sabato per consentire il via libera finale al decreto milleproroghe, ora all'esame della Camera. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, che prevede l'esame del decreto nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio venerdì, mentre sabato 26 febbraio approderà in aula alle ore 11 e le dichiarazioni di voto sono previste alle 14 con la diretta tv e il voto finale intorno alle 15.
"Quello che il presidente del Consiglio e il Governo avevano concepito come un focoso destriero purosangue, quando esce dal Parlamento è, se va bene, un ippopotamo". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi a proposito degli innumerevoli passaggi parlamentari cui sono sottoposti i progetti di legge del Governo, come per esempio il Milleproroghe.
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti oggi ha preso la parola in aula alla Camera  per indicare i punti su cui il governo intende intervenire dopo i rilievi del Quirinale.  Il ministro  ha spiegato che le modifiche sono emerse "in seguito alle consultazioni di questi giorni". E ha elencato i punti: l'assunzione per Provincia, in rapporto con l'ultima sentenza della Corte Costituzionale; la normativa contenuta nel testo sul personale della Consob; il salvamento acquatico; gli immobili acquisti a seguito di esproprio per Roma; il numero degli assessori e dei consiglieri del Comune di Roma nel senso che dovrebbe essere ripristinato il 'tetto' del decreto di luglio; la norma sull'incrocio tra Tv e giornali; la proroga della Presidenza dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e e sui servizi; una modifica sulla normativa delle demolizioni di Napoli; la proroga delle concessioni dei contratti nella zona dell' Etna. "Su questi punti - ha detto - penso che possa essere aperta una discussione".
Malumori nel Pdl sul fatto che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si sia detto pronto ad espungere dal milleproroghe alcuni aspetti del testo che riguardano per lo più "il Mezzogiorno e Roma". "Siamo alle solite - spiega un deputato del Pdl - perché, come al solito, si è pronti a sacrificare tutto quello che riguarda il Mezzogiorno d'Italia e Roma. Al Nord non viene tolto mai nulla e su questo prima o poi bisognerà aprire una discussione". Secondo quanto si apprende sarebbero in corso alcune riunioni tra parlamentari del Sud per decidere il da farsi.
Il governo mostra "divisioni e confusione mentale" davanti alla necessità di modificare il decreto, ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, dopo l'interruzione dei lavori dell'aula della Camera. "E' un pasticcio - ha affermato - e c'é una palese divisione nel governo. E' inutile che rubino un voto in più o in meno in Parlamento, perché all'atto pratico la propulsione del governo è esaurita. Quello che vediamo sono divisioni e confusione mentale". Bersani lancia quindi un avvertimento governo: "Non si aspettino titubanze dall'opposizione, che condurrà con tutti gli strumenti a sua disposizione la propria battaglia".
L'autorizzazione alla fiducia arrivata dal consiglio dei ministri per il milleproroghe "nel caso ci sia bisogno", "non è" uno sgarbo al Quirinale ma dipende dall'atteggiamento dell'opposizione. Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani.  Non si tratta di uno sgarbo, ha spiegato, "perché immaginavamo che dopo le modifiche al provvedimento in base alle indicazioni dei Quirinale, anche l'opposizione fosse d'accordo e non ci fosse bisogno di ostruzionismo. Purtroppo non sempre in Italia facciamo sistema Paese. Il provvedimento - ha proseguito - va adottato, le scadenze sono ravvicinate ed è obbligatorio farlo nei tempi previsti". L'opposizione insomma, ha insistito, "non ha preso atto della decisione conseguente alla lettera di Napolitano".

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI