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Martedì, 19 Gennaio 2021

Bossi : Il Capo sono Io, ma Maroni dichiara che non ha nessun potere

Incalzato dai giornalisti, Bossi, di ritorno a Montecitorio dopo settimane di assenza, aggiunge: "A me Roma non piace. La guerra preferisco farla sulle Alpi".

 

Quanto poi a un'alleanza con il Pdl in vista delle politiche, per il Senatur è "troppo presto per parlarne". E sul ritorno in scena di Silvio Berlusconi, sottolinea Bossi, "non ho capito se e' tornato veramente in campo".
"Non rispondo", ma il capo "sono io". Umberto Bossi risponde cosi' ai giornalisti che, fuori dall'Aula di Montecitorio, gli domandano chi sia il vero capo del Carroccio, dopo che Maroni ha dichiarato che il Senatur non ha piu' alcun potere e che la sua presidenza e' solo un ruolo affettivo. Ma ai giornalisti che insistono sulle parole del neo segretario federale, Bossi risponde con una battuta: "ci sono tanti cani piccoli che abbaiano molto ma non fanno paura".
"Ho detto chiaramente ai delegati del congresso: 'Se mi eleggete sappiate che voglio pieni poteri. Sulla linea politica e sulla gestione del partito'. Mi hanno eletto". Quanto alle affermazioni di Umberto Bossi, che dice di avere ancora potere di comando e decisionale, ''non è cosi'. La presidenza di Bossi è un ruolo affettivo. Non ha nessun potere. E' il riconoscimento concesso alla sua storia personale''. Lo dice a chiare lettere il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, in un'intervista su Sette in edicola venerdì.
I cattivi risultati della Lega alle ultime amministrative, secondo Maroni, sono legati agli scandali del partito più che all'appoggio decennale a Berlusconi. "I nostri militanti - spiega - sanno che se per raggiungere il federalismo ti allei con qualcuno, qualche concessione la devi fare. Dopodiché fino alla vicenda dei soldi investiti da Belsito in Tanzania non abbiamo avuto problemi''.

 

Sul futuro della Lega, ''ho una strategia chiara - illustra il neo segretario - conquistare l'egemonia delle regioni del Nord. Diventare come la Csu bavarese. Fatto questo, essere presenti a Roma diventa meno importante''. Quanto alla riforma della legge elettorale, Maroni individua nella "legge friulana" il modello ideale: "proporzionale, con una sola preferenza e il premio di maggioranza". Bacchetta poi Monti per essere andato in Ucraina a sostenere gli Azzurri. "Una volta li' - dice - si sarebbe dovuto togliere la giacca e avrebbe dovuto mostrare una maglietta con su scritto 'Tymoshenko libera'. Io lo avrei fatto''.
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