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Giovedì, 26 Novembre 2020

''Le sentenze della magistratura devono essere rispettate"

''Le sentenze della magistratura devono essere rispettate ed eseguite, sia quando condannano, sia quando assolvono. In seguito alle decisioni per i gravi fatti di Genova, le competenti Autorità hanno puntualmente adempiuto a tale dovere, operando con tempestività ed efficacia''. E' quanto dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni De Gennaro
''Per quanto mi riguarda ho sempre ispirato la mia condotta e le mie decisioni ai principi della Costituzione e dello Stato di diritto e continuerò a farlo con la stessa convinzione nell'assolvimento delle responsabilità che mi sono state affidate in questa fase'', ha poi sottolineato in merito alla sentenza sui fatti al G8 di Genova che ha visto confermare tutte le condanne nei confronti dei funzionari della polizia per l'irruzione alla Scuola Diaz. ''Resta comunque nel mio animo un profondo dolore per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze e un sentimento di affetto e di umana solidarietà per quei funzionari di cui personalmente conosco il valore professionale e che tanto hanno contribuito ai successi dello Stato democratico nella lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata'', ha concluso De Gennaro.
 
La Cassazione ha reso definitive le condanne nei confronti dei funzionari della Polizia per l'irruzione alla Scuola Diaz di Genova nel corso del G8. La quinta sezione penale ha inoltre dichiarato la prescrizione relativamente ai reati di lesioni per i capisquadra.

Nel dettaglio, la Cassazione ha confermato l'impianto accusatorio della decisione della Corte d'Appello di Genova del 18 maggio 2010. Convalidata la condanna a 4 anni per Francesco Gratteri, attuale capo del dipartimento centrale anticrimine della Polizia; convalidati anche i 4 anni per Giovanni Luperi, vicedirettore Ucigos ai tempi del G8, oggi capo del reparto analisi dell'Aisi.

Tre anni e 8 mesi a Gilberto Caldarozzi, attuale capo servizio centrale operativo. Convalidata anche la condanna a 5 anni per Vincenzo Canterini, ex dirigente del reparto mobile di Roma. La conferma delle condanne comporterà la sospensione dal servizio per i funzionari dal momento che nei loro confronti è stata applicata la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

In particolare, la Cassazione sulla irruzione alla scuola Diaz ha dichiarato la prescrizione per il reato di lesione nei confronti di 8 imputati. Si tratta di Basili, Tucci, Lucaroni, Zaccaria, Cenni, Ledoti, Compagnone e Stranieri. Praticamente si tratta degli agenti e del settimo nucleo che la notte del 21 luglio di 11 anni fa fecero irruzione nella scuola Diaz. Confermate invece le condanne per il reato di falso in atto pubblico nei confronti dei funzionari della polizia. Vale a dire per Luperi, Gratteri, Caldarozzi, Ferri, Cicimarra, Dominici, Mortola, Di Sarro, Mazzoni, Cerchi, Di Novi, Di Bernardini, Canterini.

Da annotare che nei confronti di quest'ultimo all'epoca dei fatti ex dirigente del reparto Mobile di Roma, molto probabilmente dovrà essere rideterminata la condanna a 5 anni visto che nei suoi confronti vi era anche la condanna per lesioni aggravate che oggi e' stata dichiarata prescritta dalla Cassazione.

A questo punto si apre la via per i risarcimenti delle parti civili, vale a dire per i No Global che 11 anni si trovavano alla scuola Diaz durante l'irruzione. Furono oltre 60 le persone ferite e 93 gli arrestati per i disordini in citta' poi prosciolti.

Per il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, "la sentenza della Corte di Cassazione va rispettata come tutte le decisioni della Magistratura. Il ministero dell'Interno ottempererà a quanto disposto dalla Suprema Corte. La sentenza mette la parola fine a una vicenda dolorosa che ha segnato tante vite umane in questi 11 anni''. ''Questo non significa che ora si debba dimenticare. Anzi -precisa la responsabile del Viminale- il caso della Diaz deve restare nella memoria. Ma proprio le definitive parole dei giudici ci devono spingere a guardare avanti sicuri che le Forze di Polizia sono per i cittadini italiani una garanzia per la sicurezza e per la democrazia. Del resto -dice ancora - nessuno può dimenticare l'attività quotidiana di tante donne e uomini della Polizia che, con dedizione, professionalità e coraggio, lavorano al servizio dello Stato per il bene di tutti''.

Il commento del capo della Polizia Antonio Manganelli: ''L'Istituzione accoglie la sentenza della magistratura con il massimo dovuto rispetto e ribadisce l'impegno a proseguire nel costante miglioramento del percorso formativo relativo al complesso campo dell'ordine e della sicurezza pubblica. Esprime apprezzamento e orgoglio - aggiunge Manganelli - per la maturità, l'onestà, la dedizione e l'entusiasmo con cui quotidianamente il paese viene servito dalle donne e dagli uomini delle forze di polizia''.

''Una notizia positiva - commenta Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il giovane morto nel luglio 2001 durante gli scontri al G8 -. Succede di rado, ma quando accade bisogna accoglierla con soddisfazione. Vuol dire che in questo Paese c'e' ancora un barlume di giustizia''. ''Ora - dice all'Adnkronos - speriamo che ci siano altre pagine di questo genere. Cercheremo in tutti i modi -dice- di ottenere verita' e giustizia anche sull'assassinio di Carlo''.

Per Enzo Marco Letizia, segretario dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, "l'istituzione Polizia, con i suoi comportamenti successivi ai fatti del G8, e' andata ben oltre un'assunzione di responsabilita' ed ha agito al suo interno, affinche' gli errori commessi nel luglio del 2001 non si ripetessero piu', con una tenace convinzione -sottolinea - che ha trovato la sua massima espressione nella fondazione della scuola di polizia, la cui filosofia e' proprio quella di apprendere dai propri errori. La politica, dai fatti di Genova, non puo' esimersi di continuare ad investire di piu', senza mai far mancare le risorse per la preparazione delle forze di polizia proprio nell'ordine pubblico, poiche' oggi le tensioni sociali effetto della crisi economica non consentono errori nelle piazze italiane''.

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