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Martedì, 11 Dicembre 2018

Il ministro riferisce sugli esodati

Non c'è dogmatismo in questa riforma del lavoro, il che significa che bisogna anche essere disposti e preparati a monitorarla, a vedere se
gli effetti si discostano e in quale misura dagli obiettivi che ci si è posti e così, dovesse succedere, bisogna avere anche la
disponibilità eventualmente a cambiare qualcosa". E' il messaggio che arriva dal ministro del Lavoro Elsa Fornero, durante un intervento
telefonico all'incontro 'Occupazione welfare, servizi per il lavoro' della Fondazione Craxi.
L'invito del ministro è ad avere "un approccio pragmatico e una valutazione in itinere", perché, aggiunge, "la riforma è complessa e
quindi dobbiamo fare nostro un atteggiamento pragmatico". Fornero, quindi, evidenzia come "il controllo in itinere delle riforme vada
usato come metodo affinché contribuiscano al cambiamento" auspicato.
La riforma del lavoro, torna ad evidenziare Fornero, "è buon equilibrio tra esigenze spesso contrapposte delle diverse parti. Se ci
sforziamo tutti insieme di guardare alle cose positive che ci sono nella riforma, all'equilibrio che realizza, credo che faremo un buon
passo verso la direzione di un futuro migliore per il Paese".
Che la riforma del mercato del lavoro potrà subire cambiamenti "mi sembra un modo per uscire dall'angolo" ha commentato a stretto giro il
leader della Uil, Luigi Angeletti, per il quale "promettere che si modificherà mi sembra un modo per dire 'votate e state zitti'" visto
che "sono sette mesi che parliamo di riforma del lavoro". A giudizio del segretario generale della Uil in ogni caso i tempi sono stretti.
"Se non fanno la riforma entro il 28 giugno non la fanno più", sottolinea.
A confermare la linea del Pd sul ddl lavoro è Dario Franceschini, al termine di una riunione alla Camera con i componenti della commissione
competenti, cui ha preso parte anche il segretario Pier Luigi Bersani, alla vigilia dell'incontro tra i capigruppo di maggioranza e il
ministro Fornero. "Dalla riunione di oggi ci aspettiamo risposte precise sulle modalità per correggere il provvedimento sul mercato del
lavoro e per risolvere il problema degli esodati - ha detto Franceschini - Noi siamo consapevoli della forza maggiore che il
presidente del Consiglio avrebbe al vertice del 28 con la riforma approvata e siamo pronti a fare quel che serve per avere questa forza.
Ma abbiamo sempre detto che ci sono molte cose da modificare sul mercato del lavoro e poi c'è il problema, ormai riconosciuto da tutti,
degli esodati".
Il Pd è pronto ad "accelerare" sull'approvazione del Ddl sulla riforma del mercato del lavoro ma chiede "una risposta non verbale" e
rapida sul problema degli esodati. In questo caso è pronto anche a valutare ulteriori modifiche sul lavoro in un decreto legge. Lo ha
spiegato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a 'Youdem'. Bersani ha ribadito che per il Pd risolvere il problema degli esodati è "un
tema sociale acutissimo" ed è "una priorità".

Bersani ha spiegato che il Pd sta dicendo al Governo "una cosa molto chiara", cioé che è pronto "ad accelerare le norme sul mercato del
lavoro, anche se non ci soddisfano e dovremo assolutamente tornarci su". Ciò detto, "a fronte di questo ci vuole una risposta non verbale
sul tema degli esodati perché non si può lasciare la situazione in così grave incertezza". A chi gli chiede se fosse disposto ad
apportare in futuro modifiche attraverso lo strumento di un decreto, Bersani ha risposto affermativamente: "può essere una cosa che può
essere valutata, però a fronte di una iniziativa che riguarda gli esodati che per noi - ha ribadito - è una priorità".

"E' necessario un approccio realista, e quindi valutare come funzionano le istituzioni del mercato del lavoro e fare il necessario
per risolvere i problemi". E' qaunto ha affermato a proposito della riforma del lavoro il viceministro del Welfare, Michel Martone, a
margine di un evento Uil. "Un'approvazione rapida entro il vertice del 28 è sicuramente un segnale importante che l'Italia prosegue sulla via
del risanamento. Dopo l'approccio sarà quello di guardare con realismo al funzionamento degli istituti del mercato del lavoro e intervenire
dove è necessario", ha detto Martone.

"Per il Pdl la questione degli esodati è un'assoluta priorità. La riforma delle pensioni andava fatta ma nessuno può essere abbandonato
senza stipendio e senza pensione. Noi vogliamo che ci siano certezze per gli esodati. Il governo tecnico ha fatto troppi errori tecnici e
non possiamo lasciare centinaia di migliaia di cittadini in preda alla disperazione". Lo dice il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio
Gasparri, che interverrà in Aula dopo l'informativa del ministro Fornero sugli esodati.

I lavoratori che nei prossimi anni rischiano di restare senza lavoro e senza pensione a causa dell'allungamento dell'eta' pensionabile
previsto dal decreto Salva Italia sono almeno 370.000. Lo sostiene in una ricerca la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro che
sottolinea come le stime contenute in una relazione dell'Inps al ministero siano veritieri.

''Se e' vero - sottolinea Rosario De Luca, Presidente della Fondazione - che 65 mila lavoratori sono stati salvaguardati dal decreto, ne
restano almeno altri trecentomila che in virtu' della normativa vigente si ritroveranno presto esodati''. I consulenti del lavoro
sottolineano che nel 2011 sono stati oltre un milione e mezzo i lavoratori destinatari dei trattamenti di cassa integrazione e circa
188.000 alla mobilita'. ''Per individuare il numero degli interessati dal problema - affermano - si deve applicare il tasso di uscita
incentivata dal lavoro (ovvero l'anticipo del raggiungimento dei requisiti per la pensione) che nel settore industria raggiunge la
percentuale del 14% di coloro che hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali. Si tratta di 238.000 persone. A questi vanno
aggiunti i lavoratori, nati dopo il 1946 , autorizzati alla prosecuzione volontaria e con un ultimo versamento contributivo
versato in data antecedente il 6 dicembre 2011 (circa 133 mila soggetti). Si tratta di circa 370 mila esodati sui quali e' necessario
intervenire''.

I partiti della maggioranza aprono alla richiesta fatta dal premier Monti ma non formalizzata ancora in Parlamento, di un'approvazione del
ddl lavoro prima del Vertice europeo del 27-28 giugno. In questa direzione si sono espressi Giuliano Cazzola (Pdl) e Cesare Damiano
(Pd).
Entrambi pero' chiedono alcuni impegni politici al governo, che dovra' ora pronunciarsi nelle sedi appropriate e non piu' solo in quelle
giornalistiche. Determinanti saranno gli interventi oggi e domani al Senato e alla Camera sugli esodati del ministro Fornero, che
incontrera' i capigruppo di maggioranza gia' oggi a Montecitorio. E non si esclude che in settimana il sigillo politico all'intesa arrivi
da Monti e da ABC. La giornata e' stata a due facce: in mattinata Pdl e Pd hanno ribadito le posizioni di ieri, con Renato Brunetta e
Maurizio Gasparri che hanno respinto il ''diktat'' dell'esecutivo; poi nel pomeriggio c'e' stata l'apertura.

Complice anche lo spettro dei mercati che non hanno dato tregua ai nostri Titoli di Stato, con lo spread di nuovo in crescita. A dare il
la' e' stato il ''lodo'' lanciato da Pierferdinando Casini: approvare subito il ddl rinviando a un successivo ''tagliando'' la messa a punto
del testo. Cazzola, ha a sua volta convenuto al si' rapido della Camera al provvedimento, con eventuale modifiche da concordare e da
inserire nel successivo decreto sviluppo. E anche Cesare Damiano ha aperto a nome del Pd: l'ex ministro ha detto di ''comprendere il
significato politico ed economico'' della richiesta del governo, che e' realizzabile se l'esecutivo trovera' con il Parlamento e le parti
sociali ''un accordo che definisca in modo contestuale'' anche la vicenda degli esodati. Insomma su questi ultimi non si chiede piu' un
decreto entro venerdi', bensi' un accordo politico prima del Vertice Ue. Il tutto mentre i capigruppo della maggioranza, in contatto con il
presidente Gianfranco Fini, concordavano un incontro con il ministro Fornero gia' oggi. Anche perche' finora non e' arrivata ancora alcuna
richiesta ufficiale di un'accelerazione dei tempi, come ha fatto osservare il presidente della commissione Lavoro, Silvano Moffa.

Attesissime dunque le parole di Fornero che rispondera' alle interrogazioni sugli esodati in Senato e mercoledi' alla Camera. Il
ministro, che ha ribadito l'auspicio dell'approvazione del ddl entro il 28, sa che le sue risposte su questo punto non possono essere
quelle dei giorni scorsi. Infatti oggi ha detto che su tale problema sta ''lavorando''. Ed ha aperto anche all'ipotesi del ''tagliando''
alla riforma in tempi successivi se si vede che ''qualche norma'' non va. Oggi, presumibilmente nel pomeriggio, dopo il Senato, Fornero
fara' il punto con i capigruppo a Montecitorio. Dopo di che non si puo' escludere che possa essere necessario che siano i leader, Alfano,
Bersani e Casini, a sigillare con Monti l'intesa.

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