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La Fornero incontra i disoccupati

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Auspico parità di trattamento tra dipendenti privati e dipendenti pubblici". Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero rilancia la sua posizione per le "pari opportunità" non solo tra uomo e donna, ma anche tra "lavoratori extracomunitari e nativi", oltreché "privati e pubblici" pur "tenendo conto" delle specificità del pubblico impiego". "C'è un concetto più ampio - rileva al termine della visita al Centro per l'Impiego di Torino - e mi parrebbe in contrasto con il mio mandato se dicessi che le cose dovessero andare diversamente", ha aggiunto il ministro, ricordando che la riforma del lavoro "va nella prospettiva della crescita".
Parlando con i giornalisti il ministro Fornero ha poi aggiunto: "Auspico che ci sia il più possibile parità tra dipendenti privati e dipendenti pubblici, ma questo non significa che Fornero vuole il licenziamento dei pubblici dipendenti". Infine, auspicando una rapida approvazione della Camera del Ddl lavoro il ministro ha ribadito: "Sono convinta che il disegno di legge ,migliora in maniera sensibile le norme che attengono al funzionamento del mercato del lavoro e al suo efficentamento, ma anche le migliori norme possono restare lettera morta se non c'è un terreno fertile".

 

Nel corso dell'incontro con i disoccupati, il ministro del Lavoro ha detto: 'Non mi vergogno affatto di quello che ho fatto perché l'ho fatto per gli italiani e sono orgogliosa di far parte di questo governo''. ''Questo governo non è vero che sta portando la gente alla fame, questo governo sta cercando di risolvere la situazione. Il problema è che per troppo tempo abbiamo vissuto sul debito facendo finta che stavamo bene''.

 

L'attesa delega sulla riforma del lavoro nel pubblico impiego, ha precisato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi, ''non conterrà una disposizione specifica sui licenziamenti disciplinari, ma si rimetterà al Parlamento''.

 

Dal palco fiorentino dell'Assemblea annuale di Confindustria provinciale il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi ha attaccato la riforma sul lavoro: "Quello che si è visto finora è molto deludente". "La riforma ha tolto molto in flessibilità in entrata senza dare quasi cambiamenti nella flessibilità in uscita", ha spiegato Squinzi. "Mi auguro che nel passaggio dei due rami del Parlamento la riforma sia modificata e resa più vicina alle esigenze delle imprese". Sul 'pacchetto crescita' ha sospeso, invece, il giudizio in attesa del varo da parte del governo. "Non posso ancora esprimere giudizi perché mi pare che ogni ora cambi contenuto - ha concluso -. Daremo un giudizio definitivo quando avremo l'ultima versione".
Ha 48 anni, e' in attesa in una delle sale del Centro per l'impiego, vede il ministro del Lavoro Elsa Fornero che in visita, accompagnata dal presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, colloquia con due giovani da oggi in cassa integrazione, e cosi' raccoglie il coraggio, chiede scusa e sussurra: "e' giusto pensare ai giovani, ma bisogna anche pensare a una mamma ingiustamente licenziata con una figlia di 11 anni da mandare a scuola".

Il ministro, che poco prima si era intrattenuta con i due giovani, 21 anni uno, poco piu'' che 18enne il secondo, entrambi addetti nell'edilizia e ora in cig per tre mesi, informandosi su percorsi formativi e aspettative lavorative, la guarda dritta negli occhi e le chiede di raccontare. "Ho 48 anni - dice - lavoravo in una azienda del settore tessile, sono stata licenziata ingiustamente e da febbraio sto cercando lavoro, ma nulla, e ho una figlia che deve studiare. Va bene aiutare i giovani perche' devono andare avanti - ripete con le lacrime agli occhi - ma non potete non pensare a chi come me e' fuori dal mercato perche' piu'' nessuno lo vuole".

"E' inaccettabile che persone cosi' vengano perse", commenta il ministro, prendendole la mano e assicura "la riforma e' stata fatta anche per rimediare a queste storture". Poi, l'invito a tenere duro, e un nuovo incontro, questa volta con un cittadino straniero. Anche con lui il ministro si intrattiene per qualche minuto, informandosi sulle sue condizioni di lavoro e sollecitandolo ad avere fiducia.
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