Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 24 Settembre 2020

Grande successo per la mo…

Set 11, 2020 Hits:494 Crotone

Ad Amadeus il "Premi…

Ago 27, 2020 Hits:1235 Crotone

Le colonne d'oro di Miche…

Ago 04, 2020 Hits:1970 Crotone

Centro storico ripulito d…

Ago 03, 2020 Hits:1502 Crotone

Nuovo look per Isola Capo…

Lug 21, 2020 Hits:1480 Crotone

Michele Affidato firma i …

Lug 16, 2020 Hits:1449 Crotone

Cerrelli: Crotone campo p…

Lug 07, 2020 Hits:1723 Crotone

''Il Parlamento ha gia' detto che la competenza e' del tribunale dei ministri''. Lo sostengono gli avvocati del premier Berlusconi, Piero Longo e Niccolo' Ghedini, in un'intervista al Mattino. Il tribunale di Milano, secondo i legali, non e' competente ne' per il reato di concussione, ne' per quello di prostituzione minorile. Per quest'ultimo, ''sarebbe stato di competenza dei magistrati di Monza - aggiungono - una tesi, questa, che non e' stata presa in considerazione dal gip. Ma questo non significa che e' caduta e che sia non valida. Noi finora siamo stati spettatori'', perche' ''in questa fase il codice non ha consentito e non consente la nostra partecipazione''.

Longo e Ghedini rilevano anche che ''per la prostituzione minorile la legge prevede che si proceda per via ordinaria, pertanto, la richiesta del rinvio a giudizio da parte della procura di Milano, doveva essere valutata dal giudice in sede di udienza preliminare''. La composizione tutta femminile del collegio che giudichera' Berlusconi non costituisce un problema per i due avvocati, secondo i quali ''giudici donne gia' ci sono nel processo Mills. Ma va benissimo, le donne sono gradite e qualche volta anche gradevoli''. E' una questione di ''probabilita' statistiche'', aggiungono, dal momento che ''ormai in magistrartura le donne sono maggioranza''.

Il premier non e' per niente preoccupato per la decisione del gip sul rinvio a giudizio immediato per il caso Ruby e il governo andra' avanti fino a fine legislatura. E' quanto ha detto oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ribadendo che in pochi giorni alla camera la maggioranza potra' contare su 325 deputati che il Pdl e' coeso con la Lega e che "Bossi ha assicurato l'intenzione di andare avanti con questo governo".

Il Leader del Carroccio ha dichiarato: 'se il governo ha i numeri va avanti altrimenti e' destinato a cadere. Dall'opposizione intanto continua la richiesta di dimissioni del premier. Per Bersani e' proprio il fatto che non sia preoccupato a rendere il premier un 'irresponsabille'.

Il decreto che dispone il giudizio immediato per Silvio Berlusconi, imputato a Milano per concussione e prostituzione minorile, e' stato notificato insieme alla richiesta di processo della procura ai legali del premier. Il 6 aprile si terrà il processo su disposizione del gip di Milano, Cristina Di Censo. Per il gip la prova è evidente. Parti lese: Karima e il Viminale. Intanto emergono dagli atti alcune intercettazioni della ragazza marocchina in cui chiede al padre di fare in modo che la madre non parli di lei.

Il premier sarà giudicato da un collegio di tre donne. Famiglia Cristiana: 'Una nemesi'.  'Ora andremo in udienza'. Sono le uniche parole del procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati. 'E' in gioco l'autonomia del Parlamento', sostiene il Guardasigilli Alfano. Nella notte incontro Lega-Berlusconi, Bossi tranquillizza il premier: 'Non preoccuparti per le voci che girano, sto con te e andiamo avanti con le riforme'.

Intanto secondo alcuni quotidiani si profila una nuova inchiesta su presunte feste del premier a Roma. La procura della capitale però smentisce contatti con i colleghi di Milano.

Parla di "indebito intervento" di Silvio Berlusconi sui funzionari della Questura il gip di Milano Cristina Di Censo nel provvedimento con cui ieri ha disposto il giudizio immediato per il premier per le accuse di concussione e prostituzione minorile. Il giudice ha inoltre scritto che tale intervento non serviva "a salvaguardare le istituzioni internazionali con l'Egitto" ma a evitargli l'impunità del reato di prostituzione minorile. Nel provvedimento del gip di Milano Cristina Di Censo, che ha mandato a processo Silvio Berlusconi, viene citata tra le fonti di prova a carico del premier anche la presenza della brasiliana Iris Berardi ad Arcore il 13 dicembre del 2009, quando la giovane era ancora minorenne. La Berardi, stando agli accertamenti degli investigatori, sarebbe stata anche nella residenza sarda del premier a Villa Certosa nel novembre dello stesso anno. Gli inquirenti stanno ancora effettuando verifiche e cercando riscontri sulle presenze della giovane brasiliana nelle ville del premier, quando non aveva ancora compiuto i 18 anni

Se, da una parte, le pressioni sulla Chiesa affinche' intervenga con parole di condanna esplicita per il Rubygate rappresentano ''l'ennesima esibizione dei professionisti della strumentalizzazione'', dall'altra ''e' anche vero che quando si e' nella confusione e nell'amarezza piu' grande ci si rivolge a chi puo' credibilmente indicare una via d'uscita e di riscatto''. E' quanto scrive oggi il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, nella rubrica delle risposte ai lettori.

''Io credo - prosegue Tarquinio - che la pressante attenzione al giudizio della Chiesa sia anche e soprattutto la conferma che gli italiani sanno ancora e sempre a chi rivolgersi per una parola di verita', di carita' e di saggezza''.

Il giornale dei vescovi dedica alle vicende che coinvolgono il premier anche l'editoriale di prima pagina, in cui il giurista Francesco D'Agostino sostiene che ''l'etica pubblica pretende 'verita'''. ''L'appello all'etica pubblica - scrive D'Agostino - non ci salvera' se non sara' radicato in una severa presa di coscienza dei guasti che il relativismo etico libertario ha prodotto nel nostro Paese: guasti che sono stati sintetizzati nella durissima espressione 'disastro antropologico', usata dal cardinal Bagnasco e ripresa da monsignor Crociata per descrivere il momento presente che vive l'Italia''.

Intanto : Dopo Menardi saluta anche Pontone. Il senatore Franco Pontone è in procinto di lasciare il gruppo di Futuro e libertà al Senato. La decisione, a quanto si apprende da fonti della maggioranza, è presa. L’ex amministratore di An, uomo decisivo nell'affaire Montecarlo, da tempo in "sofferenza" in Fli, non solo sta per formalizzare il suo addio al gruppo nel giro di poche ore, anche se gli è stato chiesto un rinvio di qualche giorno, ma avrebbe deciso di tornare al gruppo del Popolo della libertà.

Scissione nell'Udc Dovrebbe vedere la luce in tempi rapidi al Senato un nuovo gruppo che si chiamerà "Per le Autonomie" e che nasce da "una scissione con la componente dell’Udc". A spiegarlo è la senatrice Helga Tahler, tra le promotrici dell’iniziativa. "La prima cosa che voglio mettere subito in chiaro - precisa - è che noi non saremo l’equivalente del gruppo dei Responsabili che si è creato a Montecitorio, come pensa qualcuno. No, niente affatto. Noi vogliamo restare dove siamo e cioè in difesa delle autonomie senza schierarci né con la maggioranza, né con il terzo polo, né con la destra, né con la sinistra". Pertanto la nascita del nuovo organismo parlamentare, sottolinea, "dovrà essere considerata come una scissione dal gruppo unitario che avevamo insieme all’Udc. Ma l’idea è quella di prendere posizione provvedimento per provvedimento. A seconda che le varie norme corrispondano o meno a quelli che sono i nostri convincimenti di autonomia e indipendenza".

"E sono interessati a questo progetto - aggiunge Helga Tahler - alcuni senatori che erano nella nostra componente sin dall’inizio come Giulio Andreotti, Manfred Pinzger, Antonio Fosson. Poi sembrano guardare con attenzione alla nostra iniziativa Adriana Poli Bortone, Maria Giuseppina Castiglione e Piergiorgio Massidda". Tra i nomi che circolano che potrebbero aderire al nuovo gruppo ci sono anche quelli di Raffaele Fantetti e Riccardo Villari. E l’ex Fli Giuseppe Menardi? "Ci siamo parlati ieri per la prima volta - racconta ancora la Tahler - e ha mostrato dell’interesse visto che mi ha spiegato di non voler più restare in Fli, ma di non voler tornare nel Pdl". E, secondo alcuni autonomisti, anche altri possibili fuoriusciti di Fli potrebbero aderire all’iniziativa. "La nostra - sottolinea Adriana Poli Bortone - non sarà un’adesione tout court alla politica della maggioranza. Valuteremo caso per caso. Ad esempio per quanto riguarda il federalismo vogliamo prima capire cosa prevederà davvero alla fine per il Sud. Non saremo affatto come i Responsabili alla Camera. Noi daremo il nostro sostegno a seconda delle circostanze e se si risponderà a quelli che sono i nostri convincimenti. Il gruppo si annuncia piuttosto eterogeneo, ma sembrano obiettivi compatibili". È ancora prematuro parlare ora di chi sarà il possibile capogruppo di questa nuova formazione, spiegano, ma quello che si sa è che sarebbero stati avviati contatti anche con alcuni esponenti del Pd come Claudio Molinari, ex sindaco di Riva del Garda. Ma perché comunque questa scissione proprio ora? "Al’inizio della legislatura - aggiunge la Tahler - avevamo fatto dei patti con l’Udc come quello che riguardava la presidenza del gruppo. Metà della legislatura sarebbe dovuta toccare a loro e l’altra metà a noi. E invece... E poi loro sono entrati a far parte di questo Terzo Polo, mentre noi non vogliamo schierarci proprio con nessuno. La nostra forza è l’autonomia e autonomisti intendiamo restare".

Il Comando generale dell’US Air Force affiderà ad Alenia North America, società controllata da Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica), la formazione dei piloti e del personale addetto alla manutenzione dei velivoli da trasporto tattico C-27/G.222 che gli Stati Uniti stanno consegnando all’aeronautica militare afgana. Il contratto del valore di oltre 4 milioni di dollari prevede un anno di lezioni teoriche in aula, la formazione pratica e l’addestramento in volo dei piloti afgani e degli advisor statunitensi che saranno poi inviati a Kabul per operare con il personale dell’Afganistan National Army Air Corps (ANAAC). I corsi si terranno presso lo stabilimento Alenia di Capodichino (Napoli).

Nell’ottobre 2009, l’aeronautica militare USA aveva sottoscritto con Alenia North America un contratto similare ma più cospicuo (7 milioni di dollari) per il training degli equipaggi C-27/G.222 a Capodichino e l’abilitazione al volo di una cinquantina di piloti afgani nella base aerea di San Antonio (Texas). Gli “allievi” parteciparono pure a corsi base per la manutenzione dei velivoli e la gestione delle operazioni passeggeri e di carico e scarico. Quella dell’azienda controllata dal gruppo Finmeccanica, è una scelta quasi obbligata per il Pentagono. Alenia North America, infatti, è stata protagonista nell’ottobre 2008 di una ambigua triangolazione militare Italia - Stati Uniti - Afghanistan. Glissando i controlli e le autorizzazioni previste dalla legge n. 185 del 1990, che disciplina il commercio delle armi italiane, vietando le esportazioni a paesi belligeranti o i cui governi sono responsabili di “accertate gravi violazioni delle convenzioni sui diritti umani”, la società aveva venduto ad US Air Force 18 aerei da trasporto G.222 (già in uso all’aeronautica militare italiana), da riammodernare nello stabilimento Alenia di Capodichino e successivamente consegnare prima al Combined Security Transition Command alleato per le operazioni in Afghanistan e, dopo, alla ricostituita ANAAC.

L’ammontare del contratto, comprensivo della fornitura dei velivoli, delle parti di ricambio e del supporto logistico in Italia e in Afghanistan, fu di 287 milioni di dollari. La commessa fu entusiasticamente salutata dagli amministratori generali di Alenia North America che si dissero “fieri” del crescente ruolo dell’azienda “a sostegno dello sviluppo di una robusta capacità del trasporto aereo in Afghanistan che consenta di condurre missioni umanitarie e di assistenza alla sicurezza del popolo afgano”. Due anni dopo l’US Air Force ha chiesto all’azienda di portare a 20 unità il numero dei G.222 da ammodernare e consegnare - via Washington - alle forze armate afgane. Con un’integrazione del contratto di 30 milioni di dollari, Alenia North America si è impegnata a modificare i due aerei addizionali in funzione “trasporto VIP”, dotandoli di un nuovo sistema autopilota e delle protezioni balistiche. Ad oggi sono stati completati 7 velivoli: 6 sono già operativi in Afghanistan, mentre il settimo è utilizzato a Capodichino per la formazione degli advisors di US Air Force. Le operazioni di supporto logistico dei velivoli nello scalo aereo di Kabul sono state affidate dalla Combined Air Power Transition Force (CAPTF) alla società “L-3 Vertex Aerospace” di Madison, Mississippi, uno dei maggiori contractor USA nel settore aerospaziale. La consegna dei restanti velivoli G.222 dovrebbe essere realizzata da Alenia entro il dicembre 2011.

Finmeccanica punterebbe però ad altri lucrosi affari nel teatro di guerra asiatico. Nell’ottobre 2009, in concomitanza della firma del primo contratto di formazione piloti, Alenia Aeronautica ha offerto ad US Air Force la “triangolazione” a favore afgano di una ventina di cacciabombardieri AMX in via di dismissione dall’Aeronautica militare italiana. “I velivoli, ottimali per gli attacchi contro obiettivi terrestri, potrebbero essere migliorati nella versione ATOL, acronimo che sta per potenziamento delle capacità operative e logistiche”, hanno spiegato i manager Alenia. Il Dipartimento della difesa dovrebbe pronunciarsi sull’offerta nei prossimi mesi.

Natale 2010: davvero fruttuoso per l'islam. In Iran, Irak, Siria, Libano, Africa del Nord, Filippine, Indonesia, Pakistan ed Egitto, i seguaci di Maometto hanno mandato al Padreterno centinaia di "cani infedeli". Poco importa che tra gli apostati figurassero donne e bambini, l'importante era dimostrare la superiorità del Corano rispetto alle inattendibilità dei Vangeli. Riferendosi alla strage di Alessandria, il Santo Padre ha osservato che: «davanti a questa strategia di violenze che ha di mira i cristiani, e ha conseguenze su tutta la popolazione, prego per le vittime e i familiari, e incoraggio le comunità ecclesiali a perseverare nella fede e nella testimonianza di non violenza che ci viene dal Vangelo. Penso anche ai numerosi operatori pastorali uccisi nel 2010». L'imam di Al Azhar, sceicco Ahmed El Tyeb, ha risposto definendo le dichiarazioni di Benedetto XVI un «intervento inaccettabile negli affari dell'Egitto». Dettaglio che la dice lunga sul concetto di rispetto umano professato dall'islam. Una volta per tutte la Chiesa Cattolica dovrebbe dichiarare pubblicamente ai fedeli ciò in realtà pensa privatamente, vale a dire che il Corano non è stato dettato a Maometto dall'Arcangelo Gabriele (in questo caso il libro sarebbe sacro, veritiero e portatore di pace), bensì da qualche entità maligna che si è palesata sotto le mentite spoglie di un angelo di luce. Basti chiedere a qualsivoglia esorcista o sacerdote serio per averne conferma. Se non ci si ficca in testa questa banale verità, si continuerà a spiegare la brama di sangue insita nel dna dell'islam, con una serie di inconcludenti analisi sociologiche che lasceranno il tempo che trovano. Si continuerà a dire che gli integralisti e i kamikaze usano la religione per fini altri, che i veri islamici predicano la pace e la tolleranza e che le cause del terrorismo sono imputabili alla povertà. Baggianate!!! La radice dell'odio va unicamente ricercata nel Corano. La soluzione? Elementare: evangelizzare e convertire chi non ha avuto la fortuna di conosce Cristo, la Via, la Verità, la Vita. Tutto il resto, a partire dal cosiddetto dialogo interreligioso, per passare dalle marcette della pace e per finire con lo spirito di Assisi, è improduttiva perdita di tempo e di vite.

1.Massimo_Polledri

L’On. Massimo Polledri, deputato della Lega Nord, è alla sua terza esperienza parlamentare. Prima di dedicarsi professionalmente alla politica ha esercitato la sua attività di neuropsichiatra infantile.  Si definisce piacentino d.o.c., e si sente! Non solo dal suo accento, ma anche dal fatto che non disdegna di usare il suo dialetto, quando riconosce che alcune massime in vernacolo esprimono o descrivono più sinteticamente e meglio i concetti che vuole illustrare.

Dai suoi modi, appare chiaramente che è una persona che conosce gli uomini, con i suoi pregi ed i suoi difetti e con i loro caratteri particolari. Di questo, però, non ne fa un’arma, ma accoglie tutti con gentilezza e disponibilità, convinto che questo sia il modo migliore per trattare ogni uomo, al di là delle sue peculiarità e necessità. Infatti, ha un modo di fare molto alla mano, frutto di una sensibilità umana vigile e marcata, forse perfezionata grazie ai suoi studi, ma certamente già presente nel suo carattere. Sa dosare bene la praticità e la riflessione, difatti ascolta e fa. Ha un’intelligenza raffinata e altrettanta dimestichezza al telefono per ordinare, chiedere e dare consiglio. Sa scherzare su se stesso e quando Bossi lo chiama “il medico dei matti” lui conferma, dicendo, però, di trovarsi nel posto giusto! Ha l’umiltà di domandare quando non sa e la coscienza di non poter fare tutto da solo, anche per questo ha grande attenzione verso i suoi collaboratori. E’ circondato da molti giovani e la sua sede, proprio per la presenza di diversi ragazzi, sembra più la stanza di un oratorio che un ufficio di partito. Pure questo è segno dell’atmosfera che desidera costruirsi e della convinzione che ai giovani vada dedicata attenzione, vada lasciato un patrimonio, il più possibile ricco e prezioso.

L’On. Polledri è un profondo conoscitore dell’ambiente sanitario, oltre che per la sua professione, anche per la carica istituzionale di Vice presidente della Commissione d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali ed è per questo che a lui chiediamo un’opinione sul corretto rapporto tra le sempre maggiori possibilità della tecnica medica ed il rispetto per la dignità dell’uomo, del malato, del sofferente, del più debole. Con il suo contributo cercheremo di individuare i punti saldi con i quali gestire, a livello morale e politico legislativo, queste nuove possibilità tecnologiche.

La prima riflessione che chiedo all’On. Polledri è di carattere generale e concerne l’ambito culturale. Mi appresto a questa richiesta permettendomi di assumere io suoi panni da scienziato della psiche e gli chiedo di darmi la sua interpretazione di due situazioni che gli propongo, sintetizzate in due immagini. Si tratta di una brutta copia del test di Rorscharch e le icone che propongo alla sua immaginazione e sulle quali desidero che si esprima, sono quelle di una foto aerea del campo di sterminio di Auschwitz e quella di un piccolo dettaglio dello stesso campo, un bunker dove è detenuto, in attesa della morte, un prigioniero che si è offerto di morire al posto di un altro recluso:

«Queste due immagini descrivono bene non solo la realtà culturale degli anni ’40, ma anche quella che viviamo ai nostri giorni, sebbene siano diverse le forme in cui si concretizza. Oggi è predominante e fondamentale l’aspetto culturale,  e queste scene evocate mostrano la presenza di due culture: quella della morte e quella della vita. Quest’ultima non ha paura, sa affrontare la realtà a viso aperto conscia di aver sempre qualcosa da dare, di essere creativa, travolgente e ricca di speranza. Al contrario la cultura della morte, dietro un’apparente ordine, dietro la sua falsa logicità e equivoca scientificità, non dà frutto e non sa alleviare il pianto. Per me solo la cultura della vita – per la quale ogni uomo merita il massimo sostegno e la massima considerazione, cioè tutto l’impegno umano e scientifico di cui sono capace – è degna della grandezza dell’uomo, perché nella libertà, quella vera, che tutti ricerchiamo, c’è sempre spazio per il servizio e la solidarietà. La morte è e rimane un fatto e mai può essere un desiderio all’altezza dell’uomo».

Come nel caso del periodo nazista, ma fu così anche in quello sovietico e oggi la situazione non è diversa in molti stati, ci sono persone non protette dalla legge, mi riferisco a tutte quelle persone non ritenute ancora uomini o alle quali non viene data la possibilità di essere generati e accolti secondo quanto la loro dignità richiede. Oggi le nuove possibilità in campo medico possono accrescere questa mancanza di protezione?

«Certo, oggi con le nuove tecnologie biomediche possiamo intervenire sui meccanismi che generano la vita, creare possibilità di trasmissioni della vita diverse da quelle naturali, possiamo scegliere quale vita umana deve nascere ed escludere quella che non desideriamo. Le nuove tecnologie nel campo genetico possono aumentare il rischio che tutti gli esseri umani non abbiano gli stessi diritti di nascere o di essere generati secondo quanto richiede la loro dignità, quando non sono usate per riconoscere e diffondere il valore della vita. La tecnica è uno strumento e non un fine. La tecnica deve servire all’uomo per valorizzare la sua vita e la sua dignità. Oggi, soprattutto dagli ambienti radicali, assistiamo al tentativo di focalizzare il dibattito su aspetti secondari, come quelli biologici, al solo fine di trovare delle scusanti per poter far tutto».

E, invece, quale soggetto proteggerebbe la L. 194/78?

«E’ una legge fallimentare e che ha fallito, perché non ha protetto nè la madre, nè i nascituri. Non è questione di quanto sia stata disapplicata, anche se è certamente vero soprattutto per quanto riguarda “il contributo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza”. E’ una legge che permette di essere usata, in molti casi, al suo fine e cioè solo per gestire la convenienza o meno di una nascita».

Nel periodo nazista l’idolatria del sangue, della razza e della patria, oggi quella dell’individualismo e della libertà senza limiti, vorrebbero trasformare alcuni crimini in atti legittimi. Qual è il correttivo che propone?

«Quello di sostenere la cultura della vita, che poi a ben vedere non è altro che difendere quello che ci detta la coscienza e porre un limite, necessario, giusto e corretto, al nostro opportunismo, perché tutti gli esseri umani solo uguali in dignità e in questo campo fare differenze equivale a escludere degli individui, delle persone. Questo compito di sostenere la vita è affidato a tutti, perché il vivere l’autentica umanità è un diritto e un dovere generale. La politica certamente non può essere neutra su questi temi, ma è necessario che tutti si riapproprino di ciò che appartiene all’essere umano per la sua natura e dignità».

L'on.le Massimo Polledri

Come lei fa capire, la società non può stare assieme solo grazie all’interesse personale, alla forza del potere, per vivere ha bisogno di relazioni, di accoglienza, di servizio, di amicizia e di solidarietà. Quanto è importante lavorare sulla famiglia, sostenerla e difenderla da ciò che non è famiglia?

«Cos’è la famiglia ed il suo sostegno sono sanciti dalla nostra costituzione all’art. 29. Anche qui è necessario riconoscerne, con onestà, il suo valore e quindi quanto siano differenti altri tipi di unioni, nelle quali gli interessi delle parti sono garantiti dal diritto privato. Ciò che ci chiede l’art. 29 è di sostenere un uomo ed una donna che decidono di dare vita ad una piccola società, che quindi sono aperti alla vita e ad impegnarsi perché questa società renda i suoi frutti, cioè dia figli ben educati per contribuire al bene delle comunità locali e nazionali».

In un’intervista televisiva, riguardante le tematiche del fine vita, lei aveva affermato che la vita dell’essere umano “non è a disposizione dei giudici”:

«Certo. Provi a pensare a tutti coloro che soffrono di disturbi depressivi e che come conseguenza hanno una visione di sé e del mondo distorta e non di rado non trovano motivazioni per continuare a vivere. A tutte le richieste di morte che ci arrivano da queste persone dovremmo dare corso? O invece dovremmo cercare le migliori terapie per permettergli una vita normale? Da essere umano la risposta mi sembra ovvia. Anche quando non si può più curare, di fronte ad un altro essere umano, si ha il dovere di assisterlo e l’utilizzo delle cure palliative, che abbiamo garantito con una legge ad hoc, va proprio in questa direzione. Guardi, la nostra cultura europea è cominciata quando nei conventi è stato dato ordine di accogliere vedove, pellegrini ed infermi, quando cioè è nato il binomio ricovero-accoglienza, quando il malato, invece di essere lasciato solo, si sentiva accolto e oggi dobbiamo riappropriarci di questa grande ricchezza umana».

Da questa breve intervista con l’On. Polledri emerge un dato chiaro ed è quello della presenza di un grave rischio nell’uso delle biotecnologia: la tecnica può diventare lo strumento con il quale uno stato, culturalmente totalitario, decide quali siano le vita degne di essere vissute. A questo rischio si fa fronte ascoltando, incentivando e dando risposte alla grande sete di senso e di verità che è presente in ogni uomo, così da risvegliare le grandi potenzialità dell’umano.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha dedicato il suo discorso di fine  anno 2010, al malessere dei giovani. Egli così si è espresso:” Ci attendono prove molto impegnative. Occorre uno scatto, una mobilitazione. Bisogna, soprattutto, tenere aperte le linee di comunicazione con le generazioni più giovani, i cui problemi sono quelli del futuro dell’ Italia”.  E qui noi ci chiediamo: che cosa fanno gli oltre due milioni di giovani italiani che, secondo l’Istat  hanno compiuto l’iter scolastico con diploma o laurea e non lavorano, non studiano, non fanno apprendistato? Aspettano che il diritto al lavoro si concretizzi,  forse per magia? Certo, i tempi sono duri. Il mercato del lavoro è un palude. Allora, se vogliamo cambiare le cose, se vogliano distillare il meglio delle  moltissime risorse umane di questo Paese dobbiamo puntare sull’importanza essenziale del principio dei doveri dei giovani   e non solo sull’enfatizzazione dei loro diritti.  Pertanto, la preparazione, anche alla vita e al lavoro dei giovani non si improvvisa. In primis, diciamo che bisogna valorizzare le scuole professionali, delle quali abbiamo immenso bisogno; questo per dare un futuro di qualità a ragazzi e ragazze che hanno talenti e abilità manuali. Meglio fare il meccanico, perché si ha la passione e il gusto di sentire il “canto” del motore, e crescere fino a gestirsi un’officina, che fare il laureato disoccupato. Ancora, meglio fare il cuoco, professione oggi in crescita verticale. Ma c’è di più. Autoriparatori, panificatori, addetti al settore caseario, sarti, le chiamano “professioni povere”, ovvero quelle che nessun giovane ha  più voglia di fare. Eppure, solo in provincia di Bari, sono centinaia  le aziende che sarebbero pronte ad assumere queste figure professionali, anche, immediatamente. Secondo la Cna, la Confederazione delle piccole imprese sono almeno 400 i posti di lavoro pronti per essere offerti a giovani adeguatamente formati, nell’arco di appena due anni. Il progetto della Cna punta a chiedere alla Regione Puglia e alla Provincia di Bari di coinvolgere direttamente le associazioni imprenditoriali nella selezione e nello svolgimento dei corsi professionali. Sono stati già contattati gli istituti tecnici della provincia e  il Provveditorato  affinché, già nei percorsi di alternanza scuola-lavoro si passi dalle attuali tre settimane di stage aziendale a periodi più lunghi, magari portando i ragazzi a lavorare fra giugno e settembre. Inoltre, alcune scuole hanno ipotizzato la realizzazione di corsi di formazione per i neodiplomati, da svolgere direttamente in azienda. Un modo, insomma, per far incontrare, concretamente, domanda e offerta di lavoro. C’è da augurarsi che questa iniziativa della Cna di Bari possa avere un’ampia espansione in tutto il territorio italiano.   E dulcis in fundo, rivolgiamo un nostro caloroso appello ai giovani, visti come “diamanti”: accanto al vostro sacrosanto diritto di brillare, c’è il dovere personale di  raffinarsi e coltivarsi, togliendo con impegno, tutte le scorie dello spontaneismo, dell’improvvisazione, dell’irresponsabilità, del vandalismo, rivolgendosi agli altri, sempre con  garbo e gentilezza(qualità essenziali in ogni rapporto con il prossimo).

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI