Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 17 Gennaio 2019

Open Day al Nautico

Gen 16, 2019 Hits:175 Crotone

Sanremo: i premi di Miche…

Gen 14, 2019 Hits:758 Crotone

La Beethoven tra Santa Se…

Gen 08, 2019 Hits:1003 Crotone

La befana fa visita al Re…

Gen 08, 2019 Hits:991 Crotone

Una originale lettura di …

Gen 07, 2019 Hits:1012 Crotone

Maria Taglioni dance proj…

Gen 04, 2019 Hits:1287 Crotone

Rotary club Crotone e coo…

Dic 21, 2018 Hits:1409 Crotone

Concerto per Telethon del…

Dic 18, 2018 Hits:1722 Crotone

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato ad Atene per una visita ufficiale in Grecia di due giorni. Tra i tanti temi in agenda centrali saranno sicuramente un'analisi congiunta della crisi migratoria e la situazione politica dell'unione europea soprattutto in materia di crescita e sviluppo. Il capo dello Stato incontrerà oggi il presidente della repubblica ellenica, Prokopis Pavlopoulos. Nel pomeriggio il programma di questa prima giornata prevede una visita di Mattarella al campo profughi di Eleonas. Concluderà la giornata una visita al parlamento greco.

Una "storica sfida" che l'Unione europea deve affrontare è "quella rappresentata oggi dalle centinaia di migliaia di donne, bambini e uomini che si mettono in cammino - rischiando la loro stessa vita - in fuga da guerra, terrorismo e dalla fame, inseguendo il sogno di un luogo - l'Europa - che anch'essi percepiscono come terra di libertà, di sicurezza, di benessere. Per poter affrontare con risolutezza ed efficacia queste prove, dobbiamo ritrovare lo slancio ideale che ha caratterizzato la fase di avvio del processo europeo, la spinta ideale a vivere insieme e non soltanto a collaborare". Lo ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella parlando oggi ad Atene nel suo primo giorno di una visita di Stato in Grecia.

'Siamo convinti che l'Unione europea debba dare primaria importanza alla crescita economica e all'occupazione, soprattutto a quella dei giovani'. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Atene, dove si augura che l'appuntamento per i 60 anni del Trattato di Roma 'sia l'occasione per rilanciare l'integrazione ma anche il vincolo di vera, autentica ed effettiva solidarietà europea'. 

"L'Europa si trova ad affrontare sfide cruciali e non contingenti, sfide che ne mettono alla prova il carattere di comunità di ideali e ci richiamano, prepotentemente, alle ragioni fondative di questa comunità di popoli liberi", ha proseguito il presidente della Repubblica rimarcando il fatto che tra queste sfide si staglia con forza la crisi economica che ha prodotto "nuove soglie di povertà". "Anzitutto - ha spiegato - la crisi economica e finanziaria, che aggredisce il nostro modello di convivenza sociale, colpendo soprattutto le legittime aspettative delle giovani generazioni, che vanno invece poste in condizione di poter guardare al futuro con ottimismo e fiducia. Attraversiamo grandi difficoltà, a causa della crisi. Ha colpito molti Paesi europei. Ha prodotto nuove soglie di povertà, che investono strati sempre più ampi di popolazione. Ha innescato nuove forme di emarginazione e ha dato alimento a forze centrifughe crescenti".

"Ogni scossa aggrava le condizioni dei nostri concittadini ma aumenta anche la determinazione a star loro vicini e ad aiutarli". Lo ha garantito il presidente Sergio Mattarella parlando con i giornalisti ad Atene. Il capo dello Stato ha aggiunto che nonostante il terremoto non si fermi la ricostruzione "si farà ugualmente".

Mattarella ha parlato anche del problema migranti: riguarda l'Europa intera, ha spiegato, e serve sempre più solidarietà.

Una "storica sfida" che l'Unione europea deve affrontare, ha aggiunto Mattarella, è "quella rappresentata oggi dalle centinaia di migliaia di donne, bambini e uomini che si mettono in cammino - rischiando la loro stessa vita - in fuga da guerra, terrorismo e dalla fame, inseguendo il sogno di un luogo - l'Europa - che anch'essi percepiscono come terra di libertà, di sicurezza, di benessere. Per poter affrontare con risolutezza ed efficacia queste prove, dobbiamo ritrovare lo slancio ideale che ha caratterizzato la fase di avvio del processo europeo, la spinta ideale a vivere insieme e non soltanto a collaborare".

La situazione in cui versano le aree terremotate ha scatenato un'accesa contesa politica. A sollevarla è stato Salvini che ai microfoni dell'Agenzia Vista ha detto: "Che qualcuno si occupi dei diritti dei migranti da mattina a sera e si dimentichi degli italiani sotto la neve - ha commentato Matteo Salvini all' Agenzia Vista- mi sembra francamente incredibile".

 "Quello che arriva dal cielo non sempre è prevedibile, ma che ci siano ritardi a livello locale, a livello di Prefetture e a livello di governo mi sembra assolutamente evidente. E che ci sia qualcuno che si occupa dei diritti dei migranti da mattina a sera ma si dimentica degli italiani sotto la neve - conclude - mi sembra francamente incredibile".

Nella città coperta di neve e con temperature rigidissime la gente è scesa in strada in preda al panico. Un panico che ha travolto tutto il Centro Italia già messo in ginocchio dal maltempo. Da tre giorni nevica senza sosta, decine di migliaia di persone sono rimaste senza acqua e senza elettricità. L'Abruzzo è sicuramente la Regione più colpita, ma l'emergenza neve preoccupa soprattutto i terremotati che vivono nelle tende della Protezione civile. 

L' emergenza del sisma si aggiunge a quella del maltempoche sta colpendo in queste ore i centri interessati dal terremoto. "L'emergenza ora non è il terremoto, che comunque continua a fare paura, sono le famiglie isolate a causa della neve", ha messo in chiaro il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. "La gente non può uscire di casa perché ci sono 2 metri di neve - ha continuato il primo cittadino - siamo stati svegli tutta la notte per risolvere il problema ma è necessario che arrivino le turbine per permettere di accedere e uscire dalle abitazioni". Uomini e mezzi dell'Anas stanno intervenendo ininterrottamente su numerosi tratti stradali in Abruzzo, Umbria, Marche, Emilia Romagna e Toscana per garantire la transitabilità e prevenire disagi alla circolazione.

L'intensa nevicata che da quasi ventiquattr'ore insiste sulle aree colpite dal terremoto continua a creare disagi non soltanto a viabilità è allevamenti. Ad Amatrice, schiacciato dal peso della neve, è crollato il presidio sanitario temporaneo installato presso l'istituto Don Minozzi. Il "pass", struttura provvisoria allestita dalla Regione Lazio in sostituzione dell'ospedale Grifoni, inagibile dal giorno del sisma del 24 agosto, non ha retto al maltempo, collassando su se stesso. Proprio nei giorni scorsi la stessa Regione annunciava la sostituzione dei presidi sanitari temporanei con strutture più solide, pronte ad erogare servizi di assistenza base entro i prossimi quarantacinque giorni.

"La Nato è veramente un anacronismo, anche noi siamo d'accordo su questo, è da tempo che esprimiamo la nostra visione su questa organizzazione": lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, commentando le parole del presidente americano eletto Donald Trump, che ha definito la Nato "obsoleta". "Siccome questa organizzazione ha come scopo il confronto - ha dichiarato Peskov - anche tutta la struttura è dedicata agli ideali di confronto, quindi - ha aggiunto - è poco probabile che possa essere definita una struttura moderna che risponde ai principi di stabilità, di sviluppo stabile e di sicurezza"

Gli europei potrebbero essere interessati da alcune limitazioni per quel che riguarda i viaggi negli Stati Uniti: lo ha affermato il neo presidente americano Donald Trump nella sua prima intervista a un media britannico, il Sunday Times. Trump ha spiegato che il lunedi' dopo l'insediamento alla Casa Bianca del 20 gennaio firmera' alcuni provvedimenti per rafforzare i confini deli Stati Uniti, che potrebbero comprendere anche restrizioni sugli europei che viaggiano negli Usa e "controlli estremi" per quelli che arrivano in America "da parti del mondo conosciute per il terrorismo islamico". In un altro passaggio dell'intervista Trump ha definito "la Brexit una grande cosa e io faro' un accordo con il Regno Unito", mentre sulla Russia ha aggiunto: "dobbiamo cominciare a fidarci di Vladimir Putin". "L'Unione europea - ha spiegato - rappresenta di base soltanto un mezzo per raggiungere gli obiettivi della Germania. Perciò ho trovato così intelligente che la Gran Bretagna sia uscita".

"La Nato - ha detto ancora il presidente eletto - e' obsoleta. Non e' attrezzata per combattere il terrorismo islamico e i suoi membri si appoggiano sull'America, non pagano quello che dovrebbero pagare".

Il tycoon ha litigato anche con i vertici della Cia.  Il direttore uscente John Brennan ha ammonito Trump ad evitare commenti improvvisati quando si insedierà alla Casa Bianca. "Parlare e twittare" non è un'opzione per il presidente, ha detto alla Fox. "Non credo che possieda una comprensione completa delle capacità, delle intenzioni e delle azioni della Russia", ha aggiunto. Il presidente eletto replica a muso duro: "Davvero non avrebbe potuto fare peggio, guardate solo alla Siria (linea rossa, ossia l'uso di armi chimiche come limite invalicabile evocato da Obama, ndr), Crimea, Ucraina e il rafforzamento dell'arsenale nucleare russo"

La Nato "non è obsoleta", ma "è di grande significato per l'Europa e per tutti": a dirlo a Berlino il portavoce del ministero della Difesa e degli Esteri in conferenza stampa, replicando alle affermazioni rilasciate da Donald Trump alla Bild e ad altri tabloid. Poi è arrivata la replica anche della cancelliera Angela Merkel, che ha sottolineato: "Penso che noi europei abbiamo nelle nostre mani il nostro destino". Ed assicurando: "Mi impegnerò perché i 27 Stati membri collaborino intensamente e soprattutto guardando al futuro", ha aggiunto.

 

Lieve malore per il premier Paolo Gentiloni al rientro da Parigi Il presidente del Consiglio, si apprende, si è recato al Policlinico Gemelli dove è emersa la necessità di un piccolo intervento di angioplastica ad un vaso periferico perfettamente riuscito. Gentiloni sta bene ed è vigile. Il decorso post operatorio del premier prosegue senza problemi.

L'intervento è riuscito senza problemi e ora il premier, vigile, sta bene. Tuttavia dovrà rimanere per qualche giorno in ospedale, il che significherà per lui rimandare alcuni appuntamenti istituzionali, come l'incontro previsto domani a Londra con il premier britannico, Theresa May.

"I nostri migliori auguri di pronta guarigione al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni". Lo scrivono, in una nota congiunta, deputati e senatori del M5S. "Auguri di pronta guarigione al premier Paolo Gentiloni da parte del Gruppo FI Camera. Un abbraccio affettuoso e in bocca al lupo". Lo scrive su Twitter Renato Brunetta. "Un augurio e un abbraccio a Paolo Gentiloni. Ti aspettiamo presto. Deputati Pd". Così, in un tweet, il presidente del gruppo dem alla Camera, Ettore Rosato. "A nome del gruppo della Lega Nord i più sinceri auguri di pronta guarigione al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni". Lo dichiarano i capigruppo di Camera e Senato della Lega Nord, Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio. 

Dispiaciuta per lieve malore ma contenta per la completa riuscita dell'intervento. Auguri di pronta guarigione". Così la presidente della Camera Laura Boldrini su Twitter in seguito all'intervento di angioplastica a cui è stato sottoposto il premier Paolo Gentiloni a causa di un lieve malore. 

Sono state rafforzate le misure di sicurezza all'esterno e all'interno del policlinico Gemelli, dove il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è ricoverato nell'Unità di terapia intensiva cardiologica. La presenza è discreta ma diversi agenti di polizia in abiti civili presidiano fin dal piano terra i corridoi che portano al reparto.

Gentiloni, sbarcato dal volo che da Parigi aveva fatto rientro a Roma, aveva normalmente fatto rientro a Palazzo Chigi dove, avvertendo un leggero malessere, aveva deciso di farsi controllare in ospedale. Il presidente del Consiglio, sempre lucido ed in piedi, si è recato in auto al Gemelli avvertendo il suo staff che non si sentiva bene: "Mi vado a far vedere - aveva detto - non mi sento bene".

Non è previsto al momento, secondo quanto si è appreso, nessun bollettino medico sulle sue condizioni. Il premier è stato ricoverato nella Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) del Policlinico Gemelli guidata dal professor Antonio Rebuzzi.

Prima del suo rientro in Italia il Premier Paolo Gentiloni, in conferenza stampa con il presidente francese Francois Hollande aveva detto che "Francia e Italia sono impegnate a rilanciare l'Ue in uno momenti più difficili dopo la Brexit" e le priorità sono "crescita e lavoro"....  "Non esiste futuro - ha detto ancora il premier - per un'Europa concentrata sul bilancio e non sul lavoro". "Francia e Italia - ha detto il premier - sono impegnate a rilanciare l'Unione europea in uno dei suoi momenti più difficili, dopo la Brexit e il disordine nella regione. Il capitolo più importante è quello della crescita e del lavoro: non esiste un futuro all'altezza della sua tradizione per un'Europa ossessionata dalle regole di bilancio e non concentrata su lavoro, crescita, sviluppo". 

"Il 2017 può essere l'anno della sconfitta dell'Isis" ma "questa vittoria militare non sarà sufficiente se non sarà accompagnata da una vittoria sul piano culturale e sociale", ha aggiunto ancora.

"Cercheremo con la presidenza del G7 di impostare sul binario giusto i rapporti con la Russia - ha detto - fermi sui nostri principi, leali con i nostri alleati e non disponibili al rilancio di logiche di guerra fredda".

"Per molti anni abbiamo detto che siamo contro una logica da nuova guerra fredda. Non possiamo che sostenere queste parole, soprattutto viste le comuni minacce che affrontiamo oggi, come quella del terrorismo". Così, in un'intervista telefonica all'ansa, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accolto le dichiarazioni del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il quale ha auspicato di "impostare sul binario giusto i rapporti con la Russia" durante la presidenza italiana del G7 e ha respinto il "rilancio di logiche da guerra fredda".

"Con la cerimonia di Roma per i 60 anni dei Trattati - ha detto Hollande - possiamo celebrare una pagina di storia o creare una nuova tappa di questa storia. Noi vogliamo aprire una nuova pagina per l'avvenire dell'Europa".

Gentiloni comincia dall'Eliseo il giro delle cancellerie europee, il classico tour di ogni premier appena insediato che, nel caso dell'ex ministro degli Esteri, rappresenterà l'Italia in un'Europa segnata nel 2017 da elezioni nei paesi-guida dell'Ue: Francia e Germania.

Anche in politica estera, campo nel quale Gentiloni gioca in casa come ex titolare della Farnesina, la linea del governo è caratterizzata da una forte continuità rispetto al governo Renzi sui dossier più caldi: la necessità di una svolta per un'Ue con meno austerity come l'urgenza di un'Europa più solidale e unita su temi come l'immigrazione restano le priorità dell'Italia. Così come la volontà, anche alla luce dei recenti attentati, di un rafforzamento della sicurezza europea con un maggiore scambio di informazioni tra paesi.

Giovedì poi il presidente del consiglio sarà a Downing Street per un confronto con il primo ministro Theresa May che avrà al centro tempi e procedure della Brexit. A proposito dei negoziati tra Londra e Bruxelles, l'Italia sostiene che è cruciale che l'addio all'Ue avvenga nel quadro dell'articolo 50 e auspica negoziati amichevoli e alla luce del sole, nel rispetto delle regole e dei trattati. Gentiloni affronterà anche il tema degli italiani residenti in Gb ma già nell'incontro tra il ministro degli Esteri Angelino Alfano e l'omologo Boris Johnson, l'Italia ha avuto rassicurazioni sul fatto che non ci saranno ritorsioni.

Non sarà, almeno al momento un bilaterale, invece, l'incontro a Berlino tra il premier italiano e la cancelliera Merkel. Il 18, al ministero dell'Economia tedesco, si riuniranno i vertici politici e imprenditoriali dei due Paesi per Industria 4.0, una conferenza economica per approfondire il dialogo tra Italia e Germania sulla digitalizzazione del settore manifatturiero con l'obiettivo di promuovere gli investimenti per la crescita e l'innovazione. Il braccio di ferro Italia-Germania sulla flessibilità e sul surplus tedesco dovrebbe però restare sullo sfondo per non rovinare lo spirito di un appuntamento che vuole valorizzare le due principali manifatture europee. Oggi Angela Merkel ha, però, chiesto ancora una volta che le regole che ci si è dati nell'eurozona "siano rispettate" perchè si è deciso di modificare "il patto di stabilità e crescita per proteggerci meglio dalle crisi in futuro". Per chiudere il tour in Europa, Gentiloni dovrebbe approdare - ma l'agenda non è ancora certa - sempre la prossima settimana a Madrid prima di partecipare sabato 21 alla tradizionale assemblea del Pse a Lisbona.

 

Incrementare ulteriormente lo scambio di informazioni in tempo reale, intensificare la collaborazione operativa in tema di prevenzione e gestione dei flussi migratori, cooperare per la messa a punto di un meccanismo europeo di rimpatri. Lo hanno concordato ieri durante il loro incontro a Roma, al Viminale, il ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, e il ministro per le Politiche migratorie della Grecia, Ioannis Mouzalas

Italia e Grecia concordano su molti punti di una strategia condivisa per gestire i flussi migratori e stanno valutando l’idea di organizzare una Conferenza di tutti i paesi esposti in prima linea nell’emergenza. E’ quanto affermato ieri dal ministro per le Politiche migratorie di Atene, Yoannis Mouzalas, che ha parlato ai giornalisti in Italiano, parla molto bene avendo studiato in Italia, e al Corriere del Sud all’Ambasciata Greca a Roma dopo l’incontro con il ministro dell’Interno italiano Marco Minniti. Questa conferenza - ha precisato Mouzalas - potrebbe essere proposta nel corso del prossimo Consiglio Ue della presidenza maltese in programma a La Valletta e potrebbe coinvolgere oltre a Grecia e Italia anche Malta, Spagna, Cipro e Bulgaria. Il ministro Mouzalas ha parlato di un colloquio cordiale avuto oggi con Minniti, che si inserisce sulla scia dell’ottima collaborazione avviata già con l’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano in relazione ai problemi condivisi tra Grecia e Italia per quanto l’emergenza migratoria nel Mediterraneo e nell’Egeo.

"occorre creare alleanze, anche perché ci sono alleanze contro di noi in Europa" ci ha dichiarato il Ministro Greco, Il riferimento è ai paesi come l'Austria e i paesi del gruppo di Visegrad, che in passato "avevano proposto che la Grecia e l'Italia diventassero 'depositi' per i migranti ed i rifugiati. Ma l'Europa non può essere questo. Questo porta al populismo e non facilita soluzioni né a livello europeo, né nazionale". Per Mouzalas, Italia e Grecia sono d'accordo che la riforma del regolamento di Dublino ipotizzata dalla Commissione Ue, "via ai ricollocamenti solo quando un paese raggiunge il 150% delle sue possibilità di accoglienza, non è accettabile, non si può chiedere ai nostri paesi, né è giusto per l'Europa". Per il Ministro, la soluzione, sulla quale c'è sintonia con l'Italia "è un meccanismo europeo obbligatorio dei rimpatri. Oggi non c'è: la Spagna può rinviare un migrante in Marocco, ma la Bulgaria non può; il Regno Unito può rimandare una persona in Pakistan, ma non la Grecia. Minniti su questo è stato molto positivo, ma mi ha detto che serve comunque un accordo bilaterale tra Italia e Libia, perché i tempi dell'Europa non sono certi".

Comunque al centro dell’incontro – che si inserisce nel contesto delle già intense relazioni tra i due Paesi - i temi della cooperazione in materia migratoria, con particolare riferimento alla rotta balcanica e alla rotta centro mediterranea. Sono state esaminate, a questo proposito, le prospettive di un rafforzamento della cooperazione tra i due governi per affrontare la questione della prevenzione del fenomeno migratorio e della sua gestione.

A tal fine, è stato concordato di incrementare ulteriormente lo scambio di informazioni in tempo reale, di intensificare la collaborazione operativa in tema di prevenzione e gestione dei flussi migratori e di cooperare per la messa a punto di un meccanismo europeo di rimpatri.

A parere del ministro greco, nonostante le difficoltà nella sua concreta attuazione, la dichiarazione Ue-Turchia sull’immigrazione "deve continuare". Dall'altra parte Mouzalas ha riferito di aver parlato con Minniti anche della situazione in Libia, sottolineando come sia un paese su cui "siamo d’accordo che si troverà un' intesa per far diminuire il flusso in arrivo in Italia"; in particolare Mouzalas ha evidenziato che il ministro Minniti preme per trovare presto un accordo bilaterale tra Italia e Libia. Dopo l’accordo tra Ue e Turchia – ha proseguito il ministro greco – è vero che il peso maggiore dell’emergenza si è riversato sull’Italia, ma la Grecia sta pagando ancora un peso molto grande anche in considerazione della recente crisi economica.

La Grecia sostiene la posizione dell’Italia sul Migration Compact a livello Ue – ha dichiarato Mouzalas -, precisando tuttavia come per ora questo accordo sia stato siglato solamente con i paesi dell’Africa e questo è un aiuto per l’Italia, mentre la Grecia ha problemi con i migranti provenienti da Afghanistan e Pakistan e quindi sostiene che tali "Compact" siano estesi dall’Ue anche ai paesi dell’Asia. Secondo il rappresentante del governo di Atene, Italia e Grecia condividono anche la responsabilità per la sicurezza dell’Europa ma non per questo devono essere accusate per presunte falle dato che anche i recenti episodi dimostrano che i controlli in questi due paesi non hanno da invidiare e “siamo molto rigidi sulle questioni della sicurezza”. "Serve un responsabilità condivisa a livello Ue" e non è ammissibile che Italia e Grecia servano come "un deposito" per i migranti in Europa, ha concluso Mouzalas.

“Sarebbe paradossale”, ha detto Mouzalas che venisse ripristinato l’accordo di Dublino senza prevedere al contempo un reale piano di ricollocamenti Ue in quanto non è possibile che tutto il peso sia addossato al paese di primo ingresso dei migranti e non è possibile che i ricollocamenti possano avvenire solamente sul piano bilaterale. Secondo l’attuale proposta della Commissione Ue – ha spiegato Mouzalas- l’accordo di Dublino potrebbe essere derogato solamente nel caso in cui un paese raggiunga il 150 per cento delle proprie capacità di accoglienza. “Ma questo è impossibile e inaccettabile”, ha dichiarato il ministro ellenico secondo cui anche su questo c’è stata piena sintonia con Minniti. “C’è bisogno di un alleanza” dei paesi maggiormente esposti ai flussi per contrastare quella che è un’alleanza tra i paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, V4) e l’Austria, ha affermato Mouzalas.

In ogni caso, la situazione nella Grecia continentale è sotto controllo ma “abbiamo un grande problema con le isole”, ha detto il ministro spiegando anche che - a causa della grande ondata di freddo - Atene ha dovuto inviare una nave per accogliere i migranti dell'isola di Lesbo che tuttavia temono questo sia un modo per rimandarli in Turchia. "L’Europa non ha mantenuto la sua promessa politica”, ha sottolineato poi Mouzalas in riferimento al piano dei ricollocamenti Ue: Italia e Grecia per quest’anno avevano 180 mila ricollocamenti previsti ma fino ad ora da tutti e due i paesi sono stati meno di 15 mila, dalla Greca circa 5.500; anche per questo Atene ha siglato un piano d’azione con l’Ue in base al quale dovrebbero essere resi possibili da gennaio 2000 ricollocamenti al mese.

Minniti e Mouzalas hanno, altresì, convenuto sulla necessità di affrontare l’attuale crisi migratoria con un approccio europeo all’insegna di solidarietà e responsabilità condivise, confermando la necessità di giungere al più presto alla conclusione dell’attuazione del sistema comune europeo di asilo e della riforma del regolamento di Dublino, attraverso il meccanismo della redistribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo.

Nel corso dei colloqui, Minniti e Mouzalas hanno sottolineato che le sfide poste dal fenomeno migratorio richiedono un impegno e una responsabilità comune dei Paesi d’origine, transito e destinazione, al fine di affrontare e gestire con efficacia tutti gli aspetti umanitari e di sicurezza relativi a questo complesso fenomeno.

In quest'ottica hanno confermato la necessità di portare a compimento al più presto l’attuazione del sistema comune europeo di asilo e la riforma del regolamento di Dublino, attraverso il meccanismo della redistribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo.

Le sfide poste dal fenomeno migratorio richiedono un impegno e una responsabilità comuni dei Paesi d’origine, transito e destinazione, hanno sottolineato inoltre i ministri. Questo per poter gestire con efficacia tutti gli aspetti umanitari e di sicurezza legati al complesso fenomeno.

Mouzalas e Minniti hanno anche parlato di sicurezza e terrorismo. "Abbiamo la responsabilità per tutta l'Europa di garantire la sicurezza. Molte volte gli altri europei hanno accusato noi perché i terroristi erano arrivati via Italia o Grecia, a causa di scarsi controlli. Ma non è vero, basta pensare all'autore della strage di Berlino. E' vero che era arrivato dall'Italia, ma poi dalla Germania ha attraversato vari paesi, e solo in Italia l'avete preso. E poi, noi siamo i paesi di ingresso, da dove altro potrebbero passare? In Grecia avevamo preso le impronte di alcuni dei terroristi di Parigi, ma poi nessun altro li ha mai controllati".

Infine, la situazione dei migranti in Grecia. "Quello che è successo a Lesvos (con le tende sommerse dalla neve e le condizioni dei migranti nei campi) non ci rende orgogliosi. Ma dopo lo sgombero di idomeni (il campo illegale nel nord della Grecia) noi garantiamo riscaldamento, cibo e assistenza medica al 99,3% dei 60.000 presenti in Grecia. Il problema è che sulle isole la gente ha paura di diventare come Ellis Island ed è difficile creare altri posti per l'accoglienza. Abbiamo mandato una nave ma i migranti hanno paura che li vogliamo portare in Turchia

 

 

 

 

 

 

 

 

Grillo a difesa della post-verità e contro la stampa. "Tutti contro Internet. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull'esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell'inquisizione proposto dal presidente dell'Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet". Lo scrive Beppe Grillo sul suo Blog. 

"Propongo, non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media". E' quanto scrive Beppe Grillo chiedendo che a formare questa giuria siano "cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo".

"In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un'offesa non sanabile a tutti i lavoratori del Tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile". Lo scrive sul suo profilo facebook il direttore del tg di La7 Enrico Mentana commentando il post del comico genovese in cui accusa "i giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene".

In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un'offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile

Intanto e' partita alle 10 la votazione online per la ratifica del codice etico del Movimento 5 Stelle, con le norme relative ai casi di coinvolgimento in vicende giudiziarie. Urne aperte fino alle 19 (si vota anche sul programma energia) e potranno votare solo gli iscritti entro il primo luglio 2016 con documento certificato. Con le nuove regole, pubblicate ieri sul blog di Beppe Grillo, non scatta automaticamente la sanzione per l'eletto M5s coinvolto in un'indagine. In caso di avviso di garanzia, si dovrà avvertire il gestore del sito, Davide Casaleggio, e a decidere saranno il garante del movimento, Beppe Grillo, e il collegio dei Probiviri. L'eletto ha la facoltà di autospendersi. Gli iscritti M5S sono chiamati a votare anche sul programma Energia del MoVimento 5 Stelle con il quesito: "Sei d'accordo con lo stop di importazione dell'energia nucleare durante l'arco della legislatura di governo del M5S?".

"I portavoce , quando ne hanno notizia, hanno l'obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito, dell'esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna". E' quanto prevede il punto 5 del "decalogo" di comportamento del Movimento 5 Stelle (da domani in votazione). Se un eletto M5s riceve un avviso di garanzia ciò "non comporta alcuna automatica valutazione di gravità" da parte del garante Beppe Grillo e dei probiviri. Tuttavia Grillo, nella sua veste di garante può sempre valutare la gravità dei comportamenti degli esponenti cinque stelle, anche "a prescindere dall'esistenza di un procedimento penale". Secondo il decalogo M5s, la condanna in un procedimento penale per reati commessi con dolo (salvo i reati d'opinione) è automaticamente considerata "grave e incompatibile con la permanenza di una carica elettiva".

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI