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Domenica, 29 Novembre 2020

Lavoro artigianale e alta tecnologia, un binomio vincente per crescita e occupazione giovanile

Per comprendere quanto conti il saper fare e in che misura possa salvare il sistema –“Sviluppo Italia” creando crescita e occupazione giovanile, soprattutto, bisogna accendere un faro sul sistema produttivo del nostro Paese. Le aziende italiane stanno riscoprendo la bottega artigiana. Pertanto, chi sa fare gli antichi mestieri sapendo coniugare il lavoro manuale con le nuove tecnologie per produrre l’eccellenza, oggi, è considerato una risorsa preziosa(e sempre più rara) da grandi marchi e imprese, impegnate nella sfida sulla qualità dei prodotti. Ancora, se l’obiettivo è quello di catturare sempre più ragazzi e ragazze, la via è quella di rendere glamour(attraenti) i vecchi mestieri. Alcuni “magazine” cominciano a parlarne. Recentemente, “Vogue Italia” ha dedicato un’inchiesta ai giovani uomini e donne che, pur essendo laureati in altri campi, si sono avvicinati all’artigianato, riuscendo a fondare imprese di successo. In particolare, poi, non va ignorata l’ultima frontiera dell’”onda rosa” nel lavoro artigianale maschile che riguarda mestieri come il carrozziere, il falegname, il fabbro, l’autoriparatore; professioni fin qui considerate “lavori solo da uomini”. Molti di loro si ritrovano a Vicenza, dove due volte l’anno si svolge una Fiera di nuovi creativi denominata, “Abilmente”, che ospita i titolari di laboratori e mini-imprese di moda fai-da-te, tintura di stoffe e pasticcerie di dolci decorati((cake design). E a Treviglio , in provincia di Bergamo, gli artigiani del posto si sono riuniti, in assemblea, con l’obiettivo di parlare con le famiglie, contattare i professori, riqualificare i programmi scolastici degli Istituiti professionali affermando, senza mezzi termini:”Oggi, i mestieri artigianali sono diventati moderni e non hanno paura di prendere dalla tecnologia tutto ciò che serve per farli diventare eccellenti. Peraltro, c’è bisogno di fabbri, elettricisti, idraulici e falegnami e la scuola non li sforna. Prima le famiglie lo capiscono e meglio sarà, anche, da punto di vista occupazionale dei giovani.”. Ma c’è di più. Il docente Stefano Micelli, economista dell’Università “Ca Foscari”, nel suo saggio”Futuro Artigiano”(Marsilio, editore) sostiene che una mano sapiente è l’unica in grado di soddisfare la domanda di qualità che il mondo continua a chiedere. Per questo- spiega, ancora, il professore- la salvezza dell’economia italiana può passare, anche dall’artigianato tecnologico.

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