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Domenica, 05 Dicembre 2021

Spagna e Grecia, fuga dei capitali dalle banche

Lo spread Btp-Bund risale a quota 440, e il rendimento del Btp a 10 anni è al 5,85%. Il differenziale tra i decennali di Spagna e Germania è a 489 punti.

Ulteriore discesa del rendimento del Bund a 10 anni che aggiorna il minimo storico a 1,42%. La fuga dal rischio premia i governativi tedeschi ed enfatizza il movimento degli spread: il differenziale con il Btp si è ampliato fino a 449 punti base, per poi ripiegare a 444, e quello con i Bonos ha superato quota 490.

Tassi in sensibile rialzo nell' asta titoli spagnoli: l'operazione ha visto collocati 2,49 mld di Bonos con scadenza 2015 e 2016. Sulla scadenza gennaio 2015 il rendimento è volato al 4,375% dal 2,89% di aprile. Sulla scadenza luglio 2015 il tasso è salito al 4,876% dal 4,037% di maggio. Per la tranche aprile 2016 il tasso è al 5,106%.
Riducono il calo le principali borse europee, nonostante l'aumento delle richieste settimanali e continue di sussidi di disoccupazione negli Usa e con i futures su Wall Street negativi. A Milano il Ftse Mib cede l'1,48% a 13.080 punti, poco più che a Londra (-1,35%) e meno che a Madrid (-1,58%). Più contenuto l'arretramento di Parigi (-1,14%) e Francoforte (-1,04%), mentre Amsterdam cede l'1,72% e Stoccolma e Zurigo sono chiuse per festeggiare l'Ascensione.

Negli Stati Uniti le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione sono rimaste invariate a 370.000 unità. E' stato infatti rivisto al rialzo il dato della settimana scorsa da 367.000 a 370.000. Gli analisti - scrive Bloomberg - avevano previsto un calo a 365.000 unità.

Hanno prevalso gli acquisti sulle principali borse di Asia e Pacifico, favorite dal dato sulla crescita del Pil giapponese nel primo trimestre, salito del 4,1% su base annua (+1,1% rispetto al precedente). Una circostanza che ha fatto dimenticare per un giorno agli investitori orientali le difficoltà delle Grecia, che rischia di dover lasciare l'Euro per tornare alla Dracma. Occhi puntati a Tokyo su Hitachi Construction (+7,1%), Oki Electric Industry (+6,48%), Sharp (+5,68%), Nomura (+5,58%) e Toshiba (+5,57%). In luce anche gli esportatori Sony (+3,85%), Mazda (+3,77%), Panasonic (+3,48%) e Nissan (+3,32%), mentre è scivolata Tepco (-2,94%), il gestore dell'impianto nucleare di Fukushima, interessata ad investire nel gas naturale liquefatto australiano di Chevron. Positive ad Hong Kong il colosso alimentare Want Want China Holdings (+5,33%) ed il tecnologico Tencent Holdings (+4,01%), mentre a Sidney è scivolata Aurora Oil & Gas (-9,79%), che ha annunciato un aumento di capitale con uno sconto dell8,5% sul prezzo di chiusura della vigilia. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo +0,86% - Taiwan +1,69% - Seul +0,26% - Sidney -0,20% - Singapore +0,55% - Bangkok +0,61% - Giakarta chiusa per festività.

Il Giappone segna una crescita del Pil dell'1% gennaio-marzo e una del 4,1% su base annualizzata, in scia alla ripresa dei consumi e degli investimenti pubblici. Lo rende noto l'Ufficio di gabinetto, diffondendo dati migliori delle attese degli analisti.
In Spagna è corsa agli sportelli bancari di Bankia, l'istituto nazionalizzato dal governo la settimana scorsa. Secondo quanto scrive El Mundo, negli ultimi giorni i correntisti hanno prelevato dalla banca oltre un miliardo di euro.

Bankia in caduta libera alla Borsa di Madrid, dopo le notizie di una corsa ai suoi sportelli da parte dei correntisti. Il titolo lasci sul campo il 28%

Di sicuro sono finora almeno 800 i milioni di euro che i greci hanno ritirato dalle banche in questi ultimi quattro giorni nel timore di un'imminente uscita della Grecia dall'eurozona, ma non si può escludere che siano molti di più. A riferirlo è il sito on-line Reporter.gr secondo il quale, comunque, i banchieri stanno cercando di restare calmi affermando che non c'é stato sinora alcun assalto alle banche e probabilmente non ci sarà. I responsabili degli istituti finanziari tranquillizzano anche circa i problemi di liquidità che le banche potrebbero avere a causa di forti prelievi in pochi giorni e assicurano che nei conti di aziende e privati cittadini presso le banche greche sono depositati oltre 165 miliardi di euro, ovvero quanto è rimasto dopo che avevano prelevato dai loro conti 72 miliardi a partire dal gennaio 2010.
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