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Sabato, 22 Gennaio 2022

Inclusione sociale degli immigrati

Ecco il nostro ritratto di oggi fornito dall’Istat: l’Italia cresce, anche, se poco(+4,3% in dieci anni) e, ancora, grazie agli stranieri che sono triplicati. Pertanto, a nostro avviso, la pluralità fa problema, tanto più che l’aumento e l’accelerazione dei flussi migratori hanno notevolmente cambiato il nostro Paese. Considerata l’atmosfera che respiriamo, si capisce quanto sia divenuto difficile comunicare tra persone e soggetti associati che hanno concezioni del mondo così diverse e contrastanti. Tuttavia, a livello dei rapporti interpersonali, che possiedono un obiettivo-primato dell’umana convivenza, la comunicazione, in primis, riconosce l’unicità di ogni singolo uomo e nella maggioranza degli uomini giunge ad affermare il Fattore personale e trascendente che ne custodisce gelosamente l’assoluta dignità. Peraltro, va detto, pure, che l’identità umana documenta che costitutivamente la persona è un “io-in relazione”; pertanto, l’essere insieme è il bene sociale primario e questo implica accettare le divergenze. Ancora, l’esame delle correlazioni evidenzia dati di particolare interesse, anche, per quanto riguarda la componente degli stranieri residenti, che si dimostra correlata con gli andamenti del “lavoro irregolare”. Se il legame tra immigrazione clandestina ed economia sommersa è per certi versi scontato(poiché, per gli immigrati “clandestini” lavorare irregolarmente costituisce l’unica possibilità di sostentamento e per le imprese “irregolari” una opportunità per realizzare maggiori profitti, attraverso forme gravi di sfruttamento), è in un certo senso meno evidente il legame tra lavoro irregolare e numero di immigrati residenti(con permesso di soggiorno regolare) per mille abitanti . Visto in termini nazionali il fenomeno presenta una correlazione negativa: al crescere della presenza di immigrati regolari sulla popolazione residente, diminuisce il tasso di irregolarità del lavoro. Le sanatorie dell’anno 2002 sugli immigrati e la capacità di attrazione delle economie regionali più forti e quindi più “sane”, spiegano l’andamento delle correlazioni laddove è evidente che al crescere degli immigrati regolarmente assunti(attraverso la sanatoria), ponendo in atto, anche, i valori condivisi per la loro inclusione sociale, diminuisce il peso dell’irregolarità e cresce la quota di immigrati con permesso di soggiorno sul totale della popolazione italiana.

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