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Domenica, 24 Ottobre 2021

Torna a salire l'inflazione

Torna a salire l'inflazione a febbraio. Secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di febbraio 2011 (era +3,2% a gennaio). L'inflazione acquisita per il 2012 (ovvero quella che si avrebbe ipotizzando che l'indice stesso rimanga nei restanti mesi dell'anno al medesimo livello dell'ultimo dato mensile disponibile) è pari all'1,9%.
I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti) che compongono il cosiddetto carrello della spesa, aumentano invece dello 0,7% a febbraio su base mensile e del 4,5% su base annua, rispetto al +4,2% di gennaio. Si tratta del rincaro maggiore dall'ottobre del 2008.

La lieve accelerazione dell'inflazione deriva dall'aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+4,2%, dal +3,9% di gennaio 2012), soltanto in parte compensato dal calo di quello dei servizi (+2,2%, dal +2,3% del mese precedente). Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di quattro decimi di punto rispetto al mese di gennaio.

Particolarmente forte, l'impennata dei prezzi dei vegetali freschi con un incremento congiunturale dell'8,6% (-0,1% in termini tendenziali). Incrementi rispetto allo scorso anno si registrano anche per i prezzi del pesce fresco di mare di pescata (+5,9%) e del pesce fresco di mare di allevamento (+8,8%), per la carne bovina (+ 2,7%), per la pasta con +2,3% e soprattutto caffé (+14,7%) mentre sono diminuiti i prezzi della frutta (-2,3%).

Un impatto significativo deriva anche dall'aumento congiunturale dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+0,8%) e di quelli di benzina e gasolio: a febbraio, rileva l'Istituto di Statistica, la verde è aumentata del 2,1% sul base mensile, e del 18,7% tendenziale (in accelerazione dal 17,4% di gennaio). Il prezzo del Gasolio per mezzi di trasporto segna un rialzo congiunturale dell’1,3% e cresce su base annua del 25,4% (dal 25,2% del mese precedente).

''Questi dati rappresentano una 'mazzata' per i cittadini, costretti a subire continui aumenti dei prezzi al dettaglio: una famiglia di 3 persone - spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi - spenderà, per andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni, 608 euro in più su base annua. Per una famiglia di 4 persone, la stangata, sempre per il solo carrello della spesa, equivale ad un aggravio pari a 657 euro all'anno''. ''Per questo l'idea di Monti di spostare l'imposizione dalla diretta all'indiretta, dall'Irpef all'Iva, è irresponsabile, dato che alzare le tasse per tutti, indipendentemente dal reddito, significa mandare sul lastrico un terzo della popolazione italiana e far venire meno la funzione fondamentale di uno Stato moderno di ridistribuire la ricchezza. Di fronte ad un tasso di inflazione così elevato - prosegue Rienzi - il Governo Monti deve fare dietrofront sul prossimo aumento dell'Iva previsto a settembre. In caso contrario ci sarà un vero e proprio 'massacro' per le tasche delle famiglie e ricadute pesantissime sul fronte dei consumi''.

Per Federconsumatori e Adusbef "gli aggravi per le famiglie saranno di oltre 1.305 euro annui, di cui oltre 216 solo nel settore alimentare". ''Si tratta di cifre insostenibili per le famiglie che, solo nel corso dell'ultimo anno, hanno conosciuto una caduta del proprio potere di acquisto del -2,8%'' dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. "E' indispensabile intervenire al più presto - continuano le associazioni - principalmente per rilanciare il potere di acquisto delle famiglie e per la necessaria ripresa economica del Paese: avviando maggiori controlli sulle filiere, per contrastare speculazioni sui prezzi; calmierando la tassazione sui carburanti anche attraverso il meccanismo dell'accisa mobile; portando avanti con determinazione misure di rilancio dell'economia".

Secondo la Coldiretti, sull'aumento del costo del carrello della spesa provocato dai rincari di alimentari e carburanti pesa il maltempo che ha bloccato per due settimane le forniture facendo lievitare i prezzi
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