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Sabato, 04 Dicembre 2021

L’Italia non spende i Fondi europei

L’Europa stanzia i Fondi, l’Italia non li spende completamente.. L’ultima fotografia della situazione sul programma 2007-2013 è aggiornata al dicembre 2010; l’ha scattata la Ragioneria Generale dello Stato. Riceviamo da Bruxelles due tipi di fondi. Ci sono quelli dell’Obiettivo convergenza(nel senso che i fondi dovrebbero portare le regioni interessate, a convergere verso la ricchezza media dell’Europa), destinati alle cinque regioni economicamente più in affanno: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. In queste cinque regioni la percentuale di spesa si ferma al 9,59%. Poi, ci sono i fondi dell’Obiettivo competitività regionale e occupazioni, destinati allo sviluppo di tutte le regioni europee. Di questi fondi le cinque regioni del Sud hanno impegnato il 18,81% delle risorse assegnate, le altre regioni sono arrivate al 33%, un terzo del totale dei fondi. I numeri assoluti fanno impressione: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia avrebbero a disposizione 43miliardi di euro e ne hanno spesi poco più di quattro. Le altre regioni ne hanno spesi quasi tre a fronte di una disponibilità di circa 15 miliardi. E qui va detto senza mezzi termini, che il caso Italia non è passato inosservato. Nello scorso aprile l’Unione europea ha inviato il Commissario per le politiche regionali, Johannes Hahn in tournèe tra Sicilia, Puglia e Campania. “I fondi comunitari vanno spesi nei tempi stabiliti seguendo una strategia e non messi da parte pensando di poterli spendere tutti insieme, altrimenti si perdono”ha spiegato Johannes Hahn. Ma c’è di più. “Le tre regioni, da sole, rischiano di perdere 2miliardi di euro se non spesi entro quest’anno” ha sottolineato il ministro dei Rapporti regionali, Raffaele Fitto, che accompagnava il Commissario Hahn. C’è da dire pure per completezza, che i ritardi sono biblici al Sud, ma ad onor del vero, neppure il Nord sembra efficiente come vorrebbe la sua fama. Allora cosa bisogna fare? A nostro avviso, i Fondi europei servono solo se concentrati su grandi opere che aumentano la competitività del sistema economico; pensiamo alla rete infrastrutturale, alle ferrovie, alle autostrade; in questo processo operativo è importante, avere a che fare, anche, con meno burocrazia. E dulcis in fundo diciamo: è necessario che in Italia si costituisca una “regia nazionale” per l’utilizzo dei Fondi europei.

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