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Domenica, 24 Ottobre 2021

Il vertice franco-tedesco affonda le Borse

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L'esito del vertice di ieri tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy non convince i mercati. All’indomani dell’atteso incontro tra i due leader, da cui è emersa la proposta di un prelievo sulle rendite finanziarie, i listini simostrano gelidi e in continua volatilità. Sui mercati si respira una certa delusione per le misure che sono state annunciate (la tassazione delle transazioni finanziarie) e, soprattutto, per quelle che non sono state prese (gli eurobond). I mercati si riprendono solo nel pomeriggio con i futures su Wall Street in rialzo dopo il dato sulle richieste settimanali di mutui negli Usa, salite del 4,1% allo scorso 12 agosto. Milano guadagna lo 0,73%, Parigi lo 0,93% ed Amsterdam lo 0,59%, mentre Madrid segna un rialzo dello 0,48%. Bene anche Zurigo (+0,5%), mentre Londra e Francoforte si mantengono ancora sotto la parità (-0,3% entrambe).

L'eco della frenata dell’economia tedesca nel secondo trimestre e l’esito per diversi aspetti piuttosto deludenti del vertice franco-tedesco, da cui non sono emerse concrete misure di intervento per difendere la debolezza dell’eurozona, stanno ancora orientato al malumore l’atteggiamento degli investitori per nulla rinvigoriti dalla chiusura in rosso delle piazze asiatiche. Al di là dei propositi per la creazione di un governo economico per l’Eurozona, infatti sono numerosi gli analisti ad avere letto nel confronto al vertice tra Merkel e Sarkozy una nuova conferma di una distanza tra le proposte politiche e le richieste dei mercati finanziari. Non a caso, la permanente incertezza sta portando gli operatori di borsa a penalizzare nuovamente il settore bancario, ieri invece in sostanziale tenuta, oltre ad alcuni settori industriali fondamentali come l’auto (-1,2% l’Eurostoxx600).

L'incontro di ieri tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel rischia di aggravare una situazione già difficile, dato che il progetto di un direttorio chiamato periodicamente a valutare le scelte economiche dei differenti Paesi crea più problemi di quanti non ne risolva.
In primo luogo, bisogna chiedersi cosa può venire da un'Europa costruita sull'alleanza franco-tedesca e sulla marginalizzazione degli altri Paesi membri. Dato che il Regno Unito non ha aderito all'euro e che l'Italia è indebolita dal ricorso agli aiuti della Bce, dei quattro Paesi maggiori ne sono rimasti al centro della scena solo due: con la conseguenza che il nucleo forte dell'Unione si colloca sull'asse Parigi-Berlino. Ma in queste due capitali europee non ci si rende conto che l'unico modo per salvaguardare un'alleanza o un ordine federale consiste nel valorizzare, dando loro un peso proporzionalmente maggiore, le realtà numericamente più deboli. Negli Stati Uniti e in Svizzera, ad esempio, ogni Stato o cantone elegge due senatori: quale che sia il numero degli abitanti. Una decisione a due che prescinda dal resto d'Europa, insomma, è contro ogni buona regola ed è solo gravida di tensioni nazionalistiche.
Come primo titolare di questa carica, Parigi e Berlino propongono l'attuale presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy. Per quanto riguarda invece la gestione dei conti pubblici dei singoli Paesi, Francia e Germania propongono di imporre a tutti i componenti dell'eurozona di inserire nella Costituzione un vincolo che obblighi a raggiungere il pareggio di bilancio. L'auspicio, hanno sottolineato Merkel e Sarkozy, e' che cio' avvenga entro ''l'estate del prossimo anno'', dato che, ha rimarcato quest'ultimo, fare parte dell'unione monetaria ''non implica solo diritti'', ma anche ''impegni'' e ''il rispetto di regole''. Un elemento su cui, ha aggiunto, Italia e Spagna si sono mostrate diligenti, prendendo nei giorni scorsi ''decisioni molto importanti per la credibilita' della zona euro''.
Terza proposta sul tavolo, che come le altre sara' contenuta in una lettera che Francia e Germania invieranno ''gia' domani mattina'' a van Rompuy, quella di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie. Un punto caro a Nicolas Sarkozy, che lo ha voluto anche tra i punti dell'agenda per la presidenza francese del G20. I ministri delle Finanze dei due Paesi elaboreranno una proposta comune che sara' presentata ai partner europei, hanno spiegato presidente e cancelliera, senza pero' fornire maggiori precisazioni su modi e tempi. Respinta invece, almeno per il momento, l'opzione eurobond, titoli di debito comuni dell'eurozona garantiti in modo congiunto da tutti i Paesi. Molti, ha spiegato la Merkel, li ritengono ''la panacea universale'' per uscire dalla crisi, ma ''io non credo in questa soluzione unica'', ''non credo che gli eurobond ci possano aiutare in questo momento''.
I titoli di debito comune, ha aggiunto Sarkozy', ''potranno eventualmente essere la fine del processo di unificazione'', ma al momento rischiano di ''minare la credibilita''' di Paesi come Francia e Germania, che sarebberi chiamati a ''garantire per il debito di tutti'' senza poter ''averne il controllo''. I due leader hanno infine voluto lanciare un messaggio di ottimismo sulla situazione economica dell'Europa e sui suoi sviluppi futuri, nonostante i dati deludenti sulla crescita del Pil nel 2/o semestre sia in Francia che in Germania. ''Sono fiducioso sulle prospettive economiche della zona euro e del mondo'', ha affermato Nicolas Sarkozy, mentre Angela Merkel ha sottolineato come ad essere importanti non siano ''i dati congiunturali'' ma ''il mantenimento del potenziale di crescita''. Un punto su cui aveva insistito anche, in un intervento pubblicato stamattina dal Financial Times, il direttore generale del Fmi Christine Lagarde, invitando alla cautela nelle misure di austerita': ''Non lasciamo - scrive l'ex ministro dell'Economia francese - che le misure di restrizione per i bilanci blocchino la ripresa mondiale''.
Alla zona euro servono ''un vero governo economico'', che si riunisca con regolarita', e regole vincolanti su debito e deficit, da inserire al piu' presto nella Costituzione di ciascuno dei 17 Paesi membri. E' il messaggio lanciato dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, a conclusione dell'atteso vertice di ieri a Parigi. La proposta elaborata da Francia e Germania, ha spiegato Sarkozy in un'affollatissima conferenza stampa, e' di creare un'istanza di governo permanente della zona euro, a cui partecipino i capi di Stato e di governo dei 17 Paesi membri, che si riunisca due volte all'anno ed elegga ''un presidente stabile'' per un periodo di due anni e mezzo.
Insomma I leader francese e tedesco vogliono mettersi alla testa di un direttorio dell’Unione e annunciano un’imposta sulle transazioni finanziarie. Respinta l’ipotesi eurobond. Tanti annunci e piani troppo ambiziosi, invece servono risposte rapide. Wall Street a caldo ha accentuato le perdite: euro debole
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