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L'euro tenta di risalire

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Euro debole ma che tenta di risalire, Borsa di Milano migliore di quelle europee, spread tra Btp e Bund in leggera contrazione: questa la situazione dei mercati a metà giornata, grazie soprattutto all'esito dell'asta della mattina dei Bot italiani, per i quali la richiesta ha sostanzialmente tenuto con rendimenti comunque in forte aumento. Al 'giro di boa' di metà seduta Piazza Affari è passata in territorio leggermente positivo (Ftse Mib +0,31%, Ftse All share +0,10%), dopo essere partita in fortissimo calo, fino a una perdita del 4% con diversi titoli bancari ancora nel mirino delle vendite. Poi un rimbalzo naturale e l'effetto benefico dell'asta dei Bot, con Fondiaria Sai il titolo più pesante a metà giornata in calo del 3,80% e Ubi banca (+2,30%), Fiat (+1,75%) e Telecom (+1,08%) in recupero.

Le Borse europee sono in calo medio di quasi il 2% (Londra -1,59%, Parigi -2,13%) e sempre debole anche l'euro: dopo essere scesa fino a 1,383 durante la mattinata, la moneta unica sta tentando di recuperare qualche posizione e si è portata fino a 1,392 dollari, un livello comunque inferiore a quello di avvio contrattazioni della giornata (1,396) e soprattutto alla chiusura di ieri (1,403). Con l'asta di Bot da 6,75 miliardi di euro che ha segnato un deciso aumento i rendimenti (saliti al 3,67% dal 2,147% precedente) ma anche una discreta domanda (rapporto fra richiesta e offerta pari a 1,55 contro quota 1,71 dell'asta precedente), è ritornato sotto i 330 punti lo spread tra i Btp decennali e il corrispettivo bund tedesco. Secondo gli analisti sul parziale rasserenamento del clima dei mercati, almeno in Italia, contribuiscono anche i segnali di un'accelerazione nell'approvazione della manovra economica varata dal Governo.

La Commissione europea guarda con favore al "serio sforzo di consolidamento" dei conti pubblici italiani. Lo ha detto il Commissario agli Affari economici Olli Rehn, aggiungendo che la Commissione "naturalmente monitorerà attentamente la realizzazione" delle misure adottate.
"Il pacchetto di misure pluriennali di consolidamento fiscale è accolto con molto favore" ed è in linea con le raccomandazioni "per raggiungere un pareggio di bilancio nel 2014 e accelerare la riduzione dell'elevato debito italiano". Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici riferendosi alla manovra finanziaria italiana.
La manovra finanziaria italiana é "ambiziosa" e i mercati devono prenderne atto con realismo. A dirlo è Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, durante una conferenza stampa al termine del consiglio Ecofin. "Non abbiamo parlato molto dell'Italia - ha detto Schaeuble - perché noi siamo convinti che il nocciolo della crisi sia la Grecia. In base alle nostre informazioni l'Italia vuole approvare un ambizioso piano di risparmi e non abbiamo dubbi che lo farà". Schaeuble ha aggiunto che i mercati devono essere "realistici" e valutare la situazione.

In caso le banche non passino gli stress test, la Ue prenderà una serie di misure che coinvolgono il settore privato ma, in caso di necessità, prevedono anche il sostegno dei governi, in linea con le regole sugli aiuti di Stato. E' quanto si legge nel comunicato finale della riunione dei ministri delle Finanze della Ue.

La crisi in Italia è "essenzialmente determinata dai mercati, ai quali il governo italiano e i suoi partner europei saranno molto attenti". Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, ammette però che la crescita economica italiana deve migliorare per assicurare la stabilità: "é essenziale per ristabilire la situazione, oltre alle misure già decise con l'obiettivo di riportare il deficit al 3% nel 2012". "Alcune cifre dell'Italia sono eccellenti. Il deficit primario è uno dei migliori. Il debito è particolare nelle sue caratteristiche perché è detenuto all'interno del paese. E' chiaro che l'Italia si confronta al momento con problemi che sono dettati dai mercati" afferma Lagarde, criticando le agenzie di rating che, nella crisi europea, "giocano un ruolo. Non c'é dubbio". Nei giorni scorsi Moody's ha tagliato il rating del Portogallo a spazzatura, sollevando critiche dall'Unione Europea e dalla Banca Centrale Europea (Bce). E alimentando la spirale della crisi europea, già infiammata dalla Grecia. "La Grecia ha lavorato molto per ridurre il deficit e riuscire a riequilibrare il budget di 5 punti percentuali del pil. Si tratta di una performance considerevole ma sappiamo tutti non sufficiente: bisogna fare di più. La soluzione dovrà essere trovata fra i partner europei, compreso il governo greco, la troika (il Fmi, la Commissione Europea e la Bce)". Sul nuovo piano di aiuti alla Grecia e la parte che il Fmi potrebbe giocare, Lagarde afferma: "Non siamo ancora in una fase di studio delle condizioni, dei termini, della durata e del volume. Nulla puòessere considerato come acquisito". Il Fmi ha dato il disco verde alla quinta tranche da 3,2 miliardi di dollari del prestito accordato alla Grecia lo scorso anno. La sesta tranche dipende dal secondo piano di aiuti che le autorità europee valutano.
I ministri dell'area euro "sono pronti ad adottare ulteriori misure contro il contagio". A partire da un rafforzamento del Fondo salva-Stati, e coinvolgendo eventualmente i creditori privati. Dopo oltre nove ore di riunione, il consiglio dei ministri delle Finanze dell'euro non va oltre questo proposito. Niente misure concrete per fermare gli attacchi dei mercati finanziari che hanno preso di mira anche l'Italia, facendo balzare lo 'spread' decennale a nuovi record oltre i 300 punti e affondando la borsa di Milano. Ma l'Eurogruppo convocato ieri ha delineato comunque una possibile strada da seguire per prepararsi al peggio: i ministri sono pronti ad "aumentare la flessibilità e la capacità del fondo Efsf - si legge in una nota - e allungare le scadenze dei prestiti e abbassare i tassi".

Anche attraverso un accordo sul collaterale. O dando allo 'European Financial Stability Facility', che finora può solo concedere prestiti bilaterali ai Paesi in difficoltà come fatto con Grecia, Portogallo e Irlanda, la capacità di comprare titoli di Stato sui mercati. Il nuovo piano per la Grecia "ci sarà, questo è sicuro", garantisce il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. I ministri dell'Eurogruppo "hanno discusso i principali parametri di un nuovo programma di aggiustamento pluriennale per la Grecia" e hanno dato il benvenuto alle nuove misure adottate da Atene sul fronte delle privatizzazioni, nonché il via libera alla quinta tranche del prestito del Fondo monetario internazionale". Nessuna discussione specifica - ha proseguito Juncker - si è invece svolta sull'Italia.

Nemmeno in occasione del vertice speciale che in mattinata ha preceduto il consiglio dei ministri europei e a cui hanno partecipato anche il presidente della Ue Herman Van Rompuy, quello della Bce Jean-Claude Trichet e il presidente del Comitato economico e finanziario Ue Vittorio Grilli. Ma è anche per combattere l'instabilità che sta colpendo i titoli italiani che "stiamo rafforzando la nostra capacità di risposta comune", ha detto il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn. Il nuovo salvataggio della Grecia - come ha spiegato Juncker - potrà avvenire facendo pagare una parte del conto anche ai creditori privati. Ma restano irrisolti i nodi principali a partire dal tipo di meccanismo: dopo il probabile tramonto dell'ipotesi di allungare il debito in scadenza, avanzata dai francesi, si parla di un concambio o riacquisto dei titoli sul mercato, quest'ultima "una delle opzioni" come ha spiegato Rehn.
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