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Martedì, 28 Settembre 2021

Anno internazionale frutta e verdura, Coldiretti: recuperare 21mila ettari persi in Puglia

Bari - Sono 21mila gli ettari di frutteto da recuperare in Puglia, andati persi negli ultimi 10 anni a causa della cementificazione e dell’abbandono per rispondere alla svolta salutista dei consumatori trainata dall’emergenza sanitaria causata dal Covid. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, che ha organizzato l’agriaperitivo a Km0 e vegan nel dehors del mercato di Via Appia 226 a Brindisi, dove i contadini di Campagna Amica hanno preparato bicchieroni di frutta e succhi di melograno, vini Susumaniello rosato e Negroamaro bianco, oltre a bruschette vegetariane, insalate di cocomeri e pomodoro e fave fritte, tutti sigilli di biodiversità, per festeggiare assieme ai consumatori il 2021 che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha dichiarato Anno internazionale della frutta e della verdura.

“La Puglia è prima in Italia per aziende che producono ortaggi e seconda per frutteti. Ha numeri da record su uva da tavola, pesche, ciliegie e agrumi per quanto riguarda la frutta. Le produzioni nella maggior parte dei casi sono caratterizzate da un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e raccolta, dove la mano dell’uomo non può essere sostituita dalle macchine”, ricorda Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Il comparto ortofrutticolo in Puglia è pari al 16% circa della superficie ortofrutticola nazionale – aggiunge Coldiretti Puglia - con l’orticoltura ampiamente diffusa in tutte le provincie nelle aree irrigue.

Sono cresciute del 30% le vendite di frutta e verdura nei mercati contadini in Puglia anche grazie ai servizi di ritiro e di domicilio organizzati dagli agricoltori nei mesi scorsi per venire incontro ai limite di movimentazione dei consumatori dovute all’emergenza Coronavirus.

A spingere le vendite della frutta e della verdura locali è soprattutto – spiega Coldiretti Puglia – la garanzia della stagionalità e della maggiore genuinità e freschezza del prodotto che, non essendo soggetto a lunghi tempi di trasporto, dura di più e, conseguentemente, azzera gli sprechi, rispetto soprattutto a quello proveniente dall’estero, spesso anche di minore qualità. In molti paesi, dall’Africa al Sudamerica, è, infatti, permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, senza dimenticare il fatto che le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. Il consiglio della Coldiretti per portare in tavola prodotti di qualità è dunque quello di acquistare direttamente dal produttore e di verificare comunque in tutti i punti di vendita sull’etichetta o sui cartellini l’indicazione obbligatoria della provenienza.

“Servono un impegno di filiera e una visione strategica per salvare il frutteto pugliese che in 10 anni dal 2010 ad oggi – conclude il presidente Muraglia - si è ridotto del 26% per colpa del consumo del suolo, della tropicalizzazione e scelte sbagliate di pianificazione e programmazione”.

Al contempo è necessaria una grande azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale – conclude Coldiretti Puglia - per garantire che dietro tutti i prodotti agricoli e agroalimentari in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguardi l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore lungo la filiera per scongiurare la deflazione nei campi che nuoce sia agli agricoltori che ai consumatori.

 

 

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