Le Piccole e medie imprese, generatori chiave di occupazione

In occasione  di un evento particolare: la Giornata della Piccola impresa, tenutasi a Roma, il 18 novembre scorso, il Pmi Day, come è stato sinteticamente battezzato, le piccole e medie imprese italiane hanno aperto le porte ai giovani per mostrare i luoghi di lavoro, le eccellenze del made in Italy. I numeri sono già di tutto rilievo: hanno aderito 51 associazioni industriali, oltre 300 imprese, più 250 scuole medie inferiori e superiori, per un totale di 15mila partecipanti, soprattutto studenti, accompagnati dagli insegnanti e dalle famiglie. Pertanto la piccola impresa va vista come fattore di ricchezza del territorio, come progetto di vita e di passione per i giovani. Ma c’è di più. A nostro avviso, va affermato il valore delle piccole e medie imprese, molto diffuse nel nostro Paese, essenzialmente trasformatore,  puntando sulla loro capacità di costruire benessere collettivo e di difendere con il lavoro, la dignità delle persone e la libertà di tutti come affermato dall’art.1 della Costituzione  italiana.  Peraltro, in un contesto economico di rallentamento della ripresa, come quello attuale, un debito pubblico più alto di tutti i tempi; una disoccupazione a livello inaccettabile, le piccole e medie imprese richiedono un’attenzione speciale, in quanto generatori chiave di impieghi lavorativi. Va detto pure, senza mezzi termini che  questi soggetti economici hanno  subito l’impatto da un lato del calo della domanda e, dall’altro della contrazione del credito. Ci sembra necessario dire, in questa situazione di difficoltà economiche, che servono riforme strutturali, a lungo termine, per migliorare il contesto economico e del business, fornendo, in particolare, alla Pmi innovative, l’opportunità di competere sul mercato, tramite strutture di finanziamento legali, specifiche, in un campo di gioco livellato, con obiettivi, ben indirizzati ed efficaci. E dulcis in fundo, diciamo che questa linea di indirizzo socio economico  e politico va seguita in quanto, oggi, un piccolo imprenditore, - (da informazioni, da noi acquisite), - quando entra la mattina in ufficio, non si chiede più quale sarà il futuro della mia azienda, ma quale sarà il futuro del Paese. Un senso di responsabilità, questo, che dimostra i passi avanti fatti dalle  attuali, piccole imprese.

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