Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 26 Novembre 2020

460.000 piccole e medie imprese a rischio

La pandemia mette in pericolo la sopravvivenza nel 2021 di 460.000 piccole e medie imprese (Pmi): tante sono le realtà "con meno di 10 addetti e sotto i 500.000 euro di fatturato" a rischio (l'11,5% del totale). Ed è in gioco un giro d'affari di "80 miliardi e quasi un milione di posti di lavoro".

Il 95,5% dei commercialisti italiani rivela l'ansa,"ha rilevato tra le imprese di cui segue le attività una grave perdita di fatturato nell'ultimo anno, uguale o superiore al 50% (di cui per il 25,6% è avvenuta in oltre il 50% della clientela, per il 45% in una quota tra il 26% ed il 50%, per il 24,9% in una minoranza)". E "gli incassi bloccati e gli alti costi di gestione da sostenere hanno creato un cortocircuito il cui esito è una grave crisi di liquidità per le aziende: il 93,9%" dei professionisti ne osserva "un taglio uguale o superiore del 50% (di cui per il 30,3% riguarda oltre il 50% delle imprese clienti, per il 38,1% una quota tra il 26% e il 50%, per il 25,5% una minoranza)". 

E' quel che emerge dal II Barometro, fondato sull'analisi e l'interpretazione delle opinioni di oltre 4.600 commercialisti italiani che hanno aderito al progetto Censis-Consiglio nazionaledei commercialisti e rilevate attraverso una indagine condotta nel mese di settembre 2020. Secondo l ansa per evitare la moria di piccole imprese, secondo la categoria bisogna intervenire qui e ora, agendo su quello che non ha funzionato: il 79,9% "auspica più chiarezza nei testi normativi, il 76,7% chiede tempestività nei chiarimenti sulle prassi amministrative, il 70,7% molti meno adempimenti, il 67,2% una migliore distribuzione delle risorse pubbliche tra i beneficiari", si legge nel dossier.

La Bce nel suo bollettino, spiegando che "la ripresa continua a essere disomogenea tra i diversi settori, con il settore dei servizi che si rivela il più duramente colpito dalla pandemia, in parte a causa della sua esposizione alle misure di distanziamento sociale".

"Nell'attuale contesto in cui i rischi sono chiaramente orientati verso il basso, il Consiglio direttivo valuterà con attenzione le informazioni più recenti, inclusi la dinamica della pandemia, le prospettive sul rilascio di un vaccino e l'andamento del tasso di cambio". Lo scrive la Bce nel suo bollettino, spiegando che "il prossimo esercizio delle proiezioni macroeconomiche degli esperti dell'Eurosistema, che si svolgerà a dicembre, consentirà un riesame approfondito delle prospettive economiche e del quadro complessivo dei rischi". Per cui il Consiglio direttivo "ricalibrare i suoi strumenti, ove opportuno, al fine di rispondere all'evolversi della situazione e di assicurare che le condizioni di finanziamento restino favorevoli per sostenere la ripresa economica".

Verranno elaborati oggi i dati Covid arrivati ieri dalle regioni e che domani verranno valutati dal Governo per decidere nuove possibili zone rosse o arancioni in Italia. Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia varano nel frattempo nuove ordinanze anti assembramento.

In attesa dei nuovi dati per decidere in quale zona collocare la Campania, si attivano i vertici del governo. Con Conte che ha chiesto la disponibilità al ministro della Difesa Guerini e al numero uno della Protezione civile Borrelli di inviare uomini e mezzi. Disponibilità ovviamente subito accordata per cercare di capovolgere lo scenario napoletano. Il ministro democrat, in particolare, ha confermato la disponibilità per mettere in piedi a breve un ospedale da campo con laboratorio mobile di biologia molecolare. Oggi un nucleo del Coi, il comando operativo interforze, sarà a Napoli per una ricognizione logistica non appena le autorità locali competenti comunicheranno la collocazione più adatta. Oltre alla struttura, la Difesa fornirà personale medico e paramedico militare e gli addetti che si occuperanno della logistica

Rafforzamento della presenza di Esercito e Protezione civile a Napoli. Oggi nuovo vertice tra Conte, Gualtieri e i capi delegazione di maggioranza sulla manovra e le misure economiche per l'emergenza Covid-19.

A quasi 11 mesi dall'inizio della pandemia, l'Italia supera il milione di casi. Ieri in 24 ore riportati altri 33 mila contagi e 623 decessi. Il rapporto positivi-test cala ancora, al 14,6%. Sarà il commissario per l'emergenza Arcuri il responsabile del piano operativo per la distribuzione del vaccino in Italia.

Intanto per il sottosegretario Zampa l'Esercito italiano va inviato a Napoli, ma anche ovunque serve a riportare la popolazione nel solco di comportamenti rispettosi della legge.

L’Esercito a Napoli “penso che sia necessario”, così come è necessario “in tutti gli altri luoghi dove si vedono comportamenti non rispettosi delle norme, perché ogni Stato serio deve garantire il rigoroso rispetto delle regole”.
Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa del PD intervistata da Lilli Gruber a ‘Otto e mezzo’ su La7.

Zampa riferisce sputnik, dice anche che in Campania sono stati inviati gli ispettori e che questi “lunedì (16 novembre, ndr) faranno un puntuale report. Sulla base di questi dati, decideremo come agire”.

Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri (M5S), invece, ospite telefonico di ‘Un giorno da pecora’ su Radio 1, ieri aveva detto che sulle Regioni, compresa la Campania, si sarebbe deciso venerdì 13 novembre per eventuali misure di restrizione.

Zampa ha anche riferito secondo sputnik, che se servono si possono prendere anche “decisioni per misure più restrittive che possono riguardare tutto il Paese”, come ad esempio il cambio dell'orario del coprifuoco.
E per il futuro il sottosegretario non si aspetta “alcun allentamento”, ma dice che “dobbiamo fare lo sforzo di mantenere quello che abbiamo scelto”, ovvero: “mantenere il più possibile il paese produttivo lasciando il tempo necessario alle misure di mostrare la loro efficacia”.

E in caso di scenari pessimi, di cui anche Sileri aveva parlato, Zampa afferma che “è evidente che se tutte le Regioni diventano da arancioni a rosse, un lockdown che io chiamo ‘light’, nel senso che non è esattamente come quello durissimo che abbiamo fatto per lunghi mesi qui in Italia, di fatto sarà un lockdown di tutto il Paese”.

 

 

 

 

 

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI