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Mercoledì, 25 Novembre 2020

Le reti d'impresa... una sfida per la Calabria

La regione Calabria ha un PIL pro capite (€ 16.739,4) di circa la metà rispetto a quello delle altre regioni del Centro-Nord, così come evidenziato nell’ ultimo rapporto Svimez. I dati  dimostrano un’indubbia potenzialità di crescita che consentirebbe di allinearsi alle altre regioni che registrano un PIL superiore. In questo contesto  generale, nonostante tutte le difficoltà territoriali, strutturali e congiunturali, la Calabria evidenzia  alcuni importanti ambiti territoriali e settoriali di eccellenza e segnali di dinamismo che possono, se ben indirizzati, contribuire al miglioramento dell’economia regionale. Occasione da non perdere, in tal senso,  quindi,  non potrà che essere la costruzione di Reti d’Impresa, realtà introdotta in Italia  con la legge 9 aprile 2009, n. 33 : la  disciplina del contratto di rete è stata successivamente integrata e modificata dall’articolo 2 della legge 23 luglio 2009, n. 99, e dall’articolo 42 del decreto legge 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

In questi ultimi giorni il Ministro Tremonti ha rilasciato una dichiarazione in merito al decreto attuativo per le Reti d’impresa alla presenza del presidente di Confindustria Marcegaglia e del responsabile per le politiche territoriali e distrettuali Aldo Bonomi, dichiarazione seguita  dall’entrata in vigore  delle agevolazioni fiscali per le Reti d’Impresa: l’Agenzia delle Entrate,infatti, con la circolare n. 15 del 14 aprile 2011, ha pubblicato i tanto attesi provvedimenti di attuazione a favore delle imprese aderenti alle reti di impresa. Il via alle agevolazioni scatta il prossimo 2 maggio con l’invio della comunicazione dei dati richiesti per fruire dei vantaggi fiscali previsti dall’art. 42 del DL n. 78/2010. In particolare, l'agevolazione è rivolta alle   imprese aderenti alle reti:  l’art. 42, comma 2-quater e seguenti del DL 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge 122/2010, prevede un regime di sospensione di imposta sugli utili d'esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete. L’importo degli utili che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di 1 milione di euro. Tale limite, come chiarito dalla Circolare 15/E/2011, si applica per singola impresa, pur se aderente a  più di un contratto di rete, e per ciascun periodo d’imposta in cui è consentito l’accesso all’agevolazione.

Gli utili di esercizio da considerare ai fini dell’agevolazione fiscale, sono quelli accantonati a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2010 e fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012.

Le Reti d’impresa, però, non possono solo essere viste come strumenti da utilizzare per avvantaggiarsi di agevolazioni fiscali. A livello nazionale il Ministero dello Sviluppo Economico, con le linee di indirizzo di politica settoriale “Industria 2015”, ha impostato una strategia di politica industriale che discende da un’ampia riflessione sui problemi dell’economia reale, sulla collocazione strategica del nostro Paese nell’ambito della nuova divisione internazionale del lavoro e sul ruolo dell’azione pubblica a sostegno dello sviluppo economico. Si punta a favorire la formazione di filiere industriali che riuniscano grandi e piccole imprese e centri di ricerca per la realizzazione di nuovi prodotti/servizi.

Alla fine del 2010, sì è stipulato un Accordo di Programma con Unioncamere con lo scopo di  “promuovere lo strumento delle reti di imprese, e favorire la stesura dei contratti di rete, privilegiando cicli seminariali sul territorio, ricerche e mappature delle reti e delle filiere (anche di subfornitura a transnazionali), manualistica per la costituzione e la gestione delle reti di impresa, appositi studi di fattibilità e/o stesura delle relative tipologie contrattuali che si attagliano ai modelli organizzativi di rete per filiere distributive, produttive e per dimensione imprenditoriale”. La Regione Calabria ha già colto quest’ impostazione di politica nazionale, traducendola in azione  attraverso la pubblicazione del Bando, nei mesi passati,  sulla Linea di Intervento 7.1.1.3 “Azioni di informazione e assistenza tecnica per la creazione di reti/cluster di imprese e la definizione di progetti di cooperazione da finanziare attraverso i Contratti di Investimento” del POR Calabria FESR 2007- ed individuando quei settori che, se ben supportati, possono contribuire al miglioramento dell’economia regionale. Allo stesso tempo l’assessore alle Attività Produttive ha dichiarato di avere individuato,in aggiunta alle sette individuate nel bando su citato, altre due filiere (nautica e bio-edilizia), che saranno proposte in un prossimo bando regionale, anche a seguito del favorevole accoglimento del primo, da parte del mondo imprenditoriale calabrese.

Il rafforzamento della collaborazione tra imprese, infatti, rappresenta la chiave per affrontare le sfide della globalizzazione e dell’innovazione tecnologica, valorizzando le caratteristiche strutturali (forte prevalenza di piccolissime imprese, presenza di un sistema di piccole-medie imprese e alcune di questa fortemente innovative e competitive sui mercati internazionali) del nostro apparato produttivo regionale.

Negli ultimi anni il tema delle reti di impresa ha acquisito un ampio spazio nel dibattito e l’indagine scientifica sulle sue caratteristiche ha consentito di definire le reti di impresa un modello di governo delle relazioni stabili, contrattuali ed organizzative tra imprese, che favoriscono gli investimenti e, quindi, la crescita economica.

Le reti di impresa rispondono ad un’esigenza produttiva di coordinamento tra imprese complementari, formalmente e giuridicamente distinte, tra le cui attività esista o si generi un’interdipendenza. D’altro canto, la funzione principale del contratto di rete è la definizione di regole, attraverso cui le imprese, rimanendo indipendenti, possono realizzare progetti industriali o commerciali comuni, diretti, in particolare, ad accrescere la capacità innovativa e la competitività che sono obiettivi molto ampi e che, quindi, possono riguardare qualsiasi produttore di beni e servizi.

Alla luce di quanto detto, siamo consapevoli, inoltre, che un importante vantaggio dell’aggregazione è connesso alla necessità di accrescere la massa critica delle produzioni d’eccellenza calabresi  a fronte della globalizzazione dei mercati.

Il sostegno all’aggregazione tra imprese  è, senz’ombra di dubbio, un obiettivo strategico che  il “Sistema Calabria” – Regione, mondo imprenditoriale, Università e Centri di Ricerca-  non potrà che perseguire.

 

 

 

Adolfo Rossi – Esperto in Sviluppo Locale.

Sangiovanni Maria Rita – Dottore Commercialista e Revisore dei Conti.

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