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Dall’Unione europea più occupazione per il Mezzogiorno

In primis, riportiamo la “fotografia” scattata da Eurostat (Istituto di statistica europeo) che ha diffuso i dati sull’andamento della disoccupazione, nelle tante regioni, in cui sono divisi i Paesi membri. Nel particolare, la metà dei giovani del Mezzogiorno, risulta disoccupato. Ma, anche, per la disoccupazione, di lunga durata, i dati sono allarmanti: nel Sud e nelle isole, tra il 2017 e il 2018, è cresciuta, ancora: in Sicilia, Campania e Calabria è senza lavoro, oltre, un ragazzo su due. Ma c’è di più. L’Europa ha fatto i conti sul lavoro, in Italia: Il Mezzogiorno è risultata area più critica, con una netta divisione tra Nord e Sud del Paese. A questo punto diciamo, senza mezzi termini, che l’Europa sta portando occupazione, nel Mezzogiorno. Ecco, un grande esempio. In Puglia, nel ciclo 2014-2020: gli strumenti agevolativi europei hanno stimolato quasi 10mila iniziative aziendali, creando 20mila posti di lavoro, in più, dal 2014; è stata di 7,2 miliardi la dotazione del Piano operativo regionale, alimentato da risorse europee per il ciclo 2014-2020. In conclusione, noi diciamo che per il Mezzogiorno c’è un fruttuoso gioco di sponda, per creare più occupazione e un decisivo sviluppo economico: l’Unione europea dà i fondi; le singole Amministrazioni regionali li raccolgono; i tessuti produttivi sono sensibili e ricettivi.

 

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