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L'Europa che non vale una lira

non vale una lira

Bisogna uscire dall’euro, scrive Mario Giordano nel suo “Non vale una lira”, Mondadori (2014). Certo non sono all’altezza di poter dare un giudizio tecnico sulla questione euro, ho assistito come voi a tante discussioni pro o contro, più o meno interessanti sull’argomento. Tuttavia forse senza essere esperti di economia, si può dare un giudizio negativo su questa moneta unica che ha provocato tanti disastri in questi anni. Certamente l’euro, ci ha resi più poveri, anche se per alcuni è solo un’impressione. Mi riferisco a certi soloni della materia, che si sentono detentori del sapere assoluto, che fanno calare le loro conoscenze dall’alto, dalla rivelazione del dio Euro le dieci tavole della legge di Bruxelles.

Secondo Giordano, l’euro ha accresciuto le differenze tra i Paesi, non ci ha protetti dalla crisi, ed ha portato al fallimento di diverse imprese.

“Oggi l’Europa è soltanto un mostro burocratico e antidemocratico, - scrive Giordano - sempre più lontano dai cittadini e dai loro bisogni, che ci opprime con la sua tirannia fiscale e con una quantità di normative astruse”.

Nel libro Mario Giordano cerca di raccontare perché l’euro è stato un fallimento e devastante come una guerra mondiale e soprattutto perché bisogna uscirne, forse saremo anche costretti ad abbandonarlo. Nella seconda parte Giordano racconta il fallimento del sogno europeo dei padri o nonni dell’unione europea. Infine, nella terza parte, si racconta quel che è l’Unione europea oggi: “un mostro di sprechi e assurdità dove si finanziano gli spettacoli coi rutti e si passano due anni a studiare gli sciacquoni (costo: 90.000 euro). Una roba da abbattere, insomma”.

Giordano come sempre nei suoi libri fa parlare soprattutto i numeri. In dieci anni per colpa dell’euro, il reddito degli italiani è sceso del 7%, mentre quello degli svedesi è aumentato del 16 %, negli Stati Uniti del 10%, in Gran Bretagna del 7%.

C’è una indiscutibile verità per Giordano: “se guardiamo gli anni appena passati sotto l’euro, vediamo solo macerie. E se guardiamo gli anni futuri non vediamo speranze. La moneta unica ha ucciso l’economia del continente e ora si appresta a uccidere ogni speranza di ripresa”.

Il libro cita ben sei premi Nobel, che si schierano contro l’euro, per Giordano questi esperti in economia, non si possono liquidare come biechi “populisti”. Si perché chi non è d’accordo, e siamo la maggioranza, con l’Europa, viene tacciato come un appartenente ai movimenti populisti. Ma sul disastro euro vi lascio alla lettura del testo, qui voglio affrontare i temi degli sprechi, delle follie ben raccontati nella terza parte da Giordano. “E’ l’Europa del diktat e delle troike, che impone agli altri severità e concede a sé ogni beneficio. L’Europa che taglia le pensioni ai cittadini e le aumenta ai suoi burocrati, che chiede sacrifici a tutti, ma poi fa vivere i suoi 766 parlamentari nel lusso, spendendo 2 miliardi e mezzo di euro in rinfreschi e 4 milioni per rinnovare il centro fitness interno al Parlamento di Bruxelles…”.

Il giornalista con uno spietato rapporto, racconta tutto degli sprechi e delle follie europee, delle 139 sedi sparse in tutto il mondo e dei tanti addetti con un costo di 524 milioni di euro. E’ l’Europa che distribuisce soldi per finanziare qualsiasi follia, dall’utilizzo degli insetti in cucina, che si preoccupa del passaporto dei furetti croati, della peluria del cavolfiore, della lunghezza delle banane e della curvatura dei cetrioli. Quest’Europa a noi italiani ci costa 15 milioni al giorno, 5,5, miliardi l’anno. Per darci in cambio nulla, in pratica abbiamo meno soldi in tasca, meno libertà nella vita, meno speranza per il futuro.

L’Europa che si voleva costruire, “E’ un errore storico mostruoso” , per Giordano non si può costruire un’unione politica a partire dall’unione monetaria.

No è una esagerazione ma questa Europa assomiglia molto all’Unione Sovietica del 1986, al periodo quando arrivò al governo dell’Urss, Gorbaciov. Per il dissidente russo Vladimir Bukovskij le analogie tra l’Urss e l’Ue sono tante. L’ex dissidente ne individua tre; la prima: “Come fu creata l’Urss? Costringendo le repubbliche a unirsi, anche con la minaccia finanziaria. Come si sta costruendo l’Ue? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria”. La seconda: “Per l’Urss le nazioni non esistevano, ma solo i ‘cittadini sovietici’. E anche l’Ue non vuole nazioni, ma solo i cosiddetti ‘europei’”. La terza: “In teoria ogni repubblica dell’Urss aveva il diritto di secessione. In pratica non esisteva nessuna procedura che consentisse di uscirne”. E nell’Ue? Se qualcuno dovesse cercare di uscire, scoprirebbe che non è prevista alcuna procedura…”. Le similitudini tra i due imperi del male non finiscono. “L’Ue è governata da una ventina di commissari, rigorosamente non eletti, come accadeva in Urss; il Parlamento è ridotto a uno sfogatoio privo di partiti, come accadeva in Urss; l’Europa promette più uguaglianza, più equità e più giustizia, come accadeva in Urss. ‘La Mosca bolscevica aveva l’Armata Rossa, qui si usa l’arma della finanza per sedare le rivolte’. Forse come nell’Urss anche in Europa ci sono i gulag, soltanto che sono figurati: “se parli male dell’Europa sei tagliato fuori, isolato. Da perseguire”. Dunque avevo ragione quando il 12 novembre 2011 al Teatro Manzoni di Milano in occasione di un affollato convegno indetto da Giuliano Ferrara, ho quasi urlato in faccia al giornalista David Parenzo, inviato rai, lo slogan che l’”Europa era come l’Unione Sovietica”.

Pertanto dal libro di Giordano si mostra che l’Europa non è più una democrazia, “è stata costruita per imporre decisioni contro la volontà popolare”. Sostanzialmente il popolo non è più sovrano, perché non riesce a fare sentire la sua voce. Ma soprattutto non è più sovrano, perché l’Europa non vuol sentire più la voce del popolo. Peraltro in tanti Paesi europei ci sono stati tanti no a questa Europa, e chissà quanti altri ce ne sarebbero stati di no, soltanto se consentissero di votare.

E’ un dato di fatto che la democrazia nell’Unione è svuotata, le decisioni sono prese da poche decine di persone che se occorre minacciano sanzioni contro chi dissente. Giordano è convinto che l’Europa ha instaurato una nuova tirannia. “L’Europa è stata costruita volutamente così per imporre scelte impopolari che non possono passare attraverso governi legittimamente in carica, che nessun Parlamento eletto dai cittadini potrà mai approvare. Per questo vengono spogliati gli Stati. Vengono spogliati di denari e di poteri, di capacità decisionale e di possibilità di intervento, di industrie e di moneta, di visione e di decisione”.

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