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Venerdì, 03 Dicembre 2021

Da un maggiore e migliore uso dei Fondi europei un possibile futuro sviluppo dell’Italia

In Italia, l’utilizzo dei Fondi europei per lo sviluppo economico tra il 2007 e il 2013, è stato del 45,7%(Cfr.Panorama del 2.09.2014). Questo, a nostro modesto avviso, è dovuto ad uno scarso numero di investimenti nazionali e stranieri. In particolare, la Sicilia ha speso, al 31 maggio 2014, solo il 40% del Fondo europeo destinato alle imprese. Ma c’è di più. Purtroppo, le rigide regole europee impongono di usare una parte degli euro provenienti da Bruxelles solo per finanziare imprese, invece, di destinarli, anche, a garantire la legalità del mondo imprenditoriale, Accade, pure, che alcune imprese appena finiscono gli euro pubblici loro erogati chiudono, perché, senza sussidi, produrre, in Italia , non gli conviene. A questo punto, va detto, senza mezzi termini, che con i Fondi europei bisogna fare impresa salvando l’ambiente circostante dall’illegalità, snellendo la burocrazia, velocizzando la giustizia e, dulcis in fundo, tagliando le tasse. Questi, dovrebbero essere gli obbiettivi verso i quali dovrebbero essere indirizzati i Fondi europei. Peraltro, va detto, pure, che i 42 miliardi di euro di Fondi europei 2014-2020 che, da Bruxelles, stanno per “piovere” sull’Italia, ( secondo un accordo di partenariato che il Governo dovrebbe chiudere, con Bruxelles, entro ottobre prossimo), possono costituire, se usati bene, un possibile futuro sviluppo dell’Italia. In tal senso, molto incideranno i piani operativi delle regioni che sono i destinatari finali dei prossimi Fondi europei. Un esempio per tutti, può essere la regione Puglia. Essa ha già predisposto il piano operativo per la programmazione 2014-2020: alla competitività dei sistemi produttivi sono destinati 1.128 miliardi di euro; alla Ricerca, Sviluppo economico e innovazione 592 milioni, all’Agenda digitale 272 milioni; e all’Energia sostenibile e qualità della vita 445 milioni. In conclusione, diciamo: c’è da augurarsi che questi Fondi europei possano determinare la conversione e il rilancio delle attività economiche del nostro Paese.

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