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Martedì, 24 Novembre 2020

Dalle disuguaglianze territoriali e sociali, un Sud sempre più lontano dal Nord

“Le disuguaglianze territoriali tradizionalmente presenti nel nostro Paese, si sono particolarmente accentuate con la crisi economica in corso, tanto che il Mezzogiorno si sta allontanando sempre più, dal resto d’Italia”. Questo è quanto ha, recentemente, affermato l’Istat nel presentare il Rapporto annuale 2014. In particolare, i primi segnali di contrazione dell’occupazione maschile sono partiti, proprio dal Mezzogiorno, già, dalla seconda metà del 2008, estendendosi, poi, alle altre zone del Paese.. Inoltre,da subito, nel 2009, la crisi economica, si è abbattuta, più pesantemente, sul Meridione, tanto che, il tasso di occupazione maschile è calato sempre più. Ma, anche, la componente femminile ha mostrato in tutto il periodo un tasso di occupazione, particolarmente basso, nel Mezzogiorno, dove meno di una donna su tre, tra i 15 e 64 anni è occupata(un livello inferiore a quello del Nord di circa 25 punti percentuali e al quello del Centro di circa 20 punti). Ma c’è di più. Per il caso dei Neet(Not in education, employment or training), ovvero, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione si passa, nel Mezzogiorno, -da un tasso del 29% del 2008 al 35,4% del 2013; un dato questo ben lontano dal tasso del 19% registrato, al Nord, sempre lo scorso anno. Ebbene, stante questa situazione di crisi nel Mezzogiorno, soprattutto, nel mondo del lavoro, noi ci chiediamo: cosa significa nascere e crescere al Sud? Ancora, esistono, veramente, due o più Paesi Italia per quanto riguarda le opportunità per uno sviluppo sano ed equilibrato, che si possa sperimentare subito, già alla nascita? Purtroppo, il Rapporto “Povertà ed esclusione sociale minorile in Europa-in gioco i diritti dei bambini”-, aprile 2004, fotografa una situazione allarmante: 3milioni e 500mila bambini sono a rischio di povertà ed esclusione, per la gran parte del nostro Sud(Cfr.www.la stampa.it del 10.06.2014). Poi, c’è da dire che esiste una povertà altrettanto insidiosa e sottovalutata che è la “povertà educativa su cui “Save the Children” vuole portare all’attenzione di tutti con la Campagna “Illuminiamo il futuro”. Questa Organizzazione, con l’aiuto di esperti, ha già, misurato la deprivazione educativa dei minori, tra il Nord e il Sud Italia, mediante il nuovo indice di povertà educativa(IPE). La Campania, seguita da Calabria, Puglia(ex equo) e Sicilia, rappresenta la Regione con maggiore “povertà educativa”,ovvero, dove più scarsa e inadeguata è l’offerta di servizi e opportunità educative e formative per bambini e adolescenti. Al polo opposto della classifica, invece, si posiziona il Friuli Venezia Giulia, seguito da Lombardia ed Emilia Romagna, le regioni del Nord Italia più ricche di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti. In conclusione, noi esortiamo le istituzioni Nazionali e Locali ad intervenire con valide infrastrutture in un Mezzogiorno dimenticato e soffocato, soprattutto, dalla “fame” di occupazione lavorativa delle nuove generazioni.

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