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Domenica, 05 Luglio 2020

Sempre più “nativi digitali” italiani, nella Rete

In Italia, l’81% dei ragazzi naviga da casa ogni giorno(a prescindere dal mezzo utilizzato); in particolare, sempre nel nostro Paese, il 15% dei bambini di età compresa tra i 9 e 10 anni ha un profilo su un social network, percentuale che sale al 52% dei ragazzi di 11-12 anni(Cfr.il primo Report”Mobile internet access and use among European children”). A questo punto va detto senza mezzi termini, che il rischio del disagio da una dipendenza da web e social network, soprattutto, per i nostri ragazzi, è un dato che emerge quando è diventato, già, più che patologico. Peraltro, va detto anche, che il computer ha una molteplicità di usi assolutamente sani. Purtroppo, la patologia della dipendenza da web, interviene ad un livello sotterraneo, difficile da controllare. Va detto pure, che lo studio delle dipendenze da internet è molto recente; il Dsm5, il manuale diagnostico e statistico del disturbi mentali è stato diffuso, in America, solo nel maggio scorso, in Italia, invece arriverà il prossimo anno. Sono mancati, nel nostro Paese, proprio, gli strumenti di diagnosi e, in particolare al Sud, non c’è una diffusione adeguata del problema, in questione. A nostro modesto avviso, una iniziativa promozionale, di tutto rispetto, la sta prendendo il Quirinale, mettendo in guardia i giovani italiani dai rischi della Rete e dalle trappole messe in atto dai propagandisti di odio, di violenze e dai truffatori che popolano il Web. Il Presidente Giorgio Napoletano, in un messaggio rivolto ai giovani ed ai giovanissimi, - in occasione dell’avvio di una iniziativa Telecom su minori e Internet denominata”Anche io ho qualcosa da dire”-, riconosce che Internet “ha cambiato ritmi e abitudini della nostra società, accorciato distanze e sveltito la circolazione delle informazioni, ma dei suoi vantaggi e della sua rapidità e ramificazione possono avvalersi anche truffatori, venditori di falsi miti, propagandisti senza regole e soggetti arroganti intenti ad infierire sui più deboli o, sulle persone più influenzabili”. E dulcis in fundo, noi diciamo: ben venga l’iniziativa di Telecom per un corretto uso di internet da parte dei nostri ragazzi, visto che dal mondo della scuola e del lavoro bisogna puntare sull’innovazione, utilizzando anche la Rete, per un futuro di crescita dell’Italia.

 

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