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Disoccupazione in Europa, dati da record

Se dietro i numeri e le statistiche non si nascondessero le difficoltà e le ansie di migliaia di persone, si potrebbe quasi parlare di successo. 19 milioni di persone senza lavoro in Europa: dato da record. Statistiche allarmanti, giovani senza prospettive.

La disoccupazione, nei 17 Paesi della zona Euro, ha raggiunto lo scorso febbraio il record del 12% (secondo l’ufficio statistico Europeo Eurostat) ed è ai suoi livelli più alti da quando l’Euro è stata introdotta come moneta unica undici anni fa. La Spagna si aggiudica il dato più allarmante con il suo 26%. Seguono il Portogallo con 17,5% e l’Italia con 11,6%.

Solo negli ultimi dodici mesi, 1,8 Milioni di uomini e donne hanno perso il lavoro. I Paesi sudeuropei sono quelli più colpiti e le nuove generazioni quelle maggiormente investite dall’ondata di crisi: più della metà dei giovani sotto i 25 anni è senza lavoro in Grecia e Spagna, un giovane su tre non lavora in Portogallo e in Italia. In media, la disoccupazione giovanile ha sfiorato in Europa il 23,9%, anche questo un nuovo record.

La crisi ci ha insegnato che, in un contesto economico e monetario comune, tutto è interconnesso con tutto. In teoria, il meccanismo è facile da comprendere. In pratica, però, i numeri rispecchiano un processo di allineamento brutale e doloroso tra sistemi politici e economici profondamente diversi.

Alla fine del 2012, la crisi si è accentuata come mai dai tempi dell’inizio della crisi finanziaria nel 2009. Milioni di persone in difficoltà, soluzioni sempre più lontane. I nuovi dati e le nuove statistiche relative al mercato del lavoro mettono ancora di più in rilievo il divario tra i Paesi sudeuropei in crisi e quelli forti dell’Eurozona.

Nuovi record. Una vergogna europea? Di sicuro, tutte le persone che al momento rappresentano il primato del 12% avrebbero un solo messaggio per l’Europa: venite presto a capo di questa crisi.

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