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Giovedì, 28 Ottobre 2021

Dalle frodi all’Europa alla nuova programmazione comunitaria 2014-2020

La Corte dei Conti ha rilevato, con l’ultima relazione, che le frodi legate alla illecita utilizzazione di fondi comunitari “hanno determinato, in Italia, malgrado l’impegno dei Nuclei speciali della Guardia di Finanza, la sottrazione al bilancio dell’Unione europea, negli ultimi 10 anni, di oltre 1 miliardo di euro”(Cfr.www.ansa,it del 5.02.2013). Poi, sono le regioni meridionali a detenere il drammatico record di frodi nei confronti dell’Unione europea. Soldi, in tutto 335,5milioni di euro, che le Regioni del Sud devono restituire, in quanto, indebitamente percepiti. La maggior parte delle truffe, riguardano vere e proprie attività fittizie, messe su, ma solo sulla carta. I motivi spiegano, ancora, gli estensori della relazione, risiedono nell’alto grado di diffusione della criminalità organizzata che si “organizza”, appunto, anche, nel frodare l’Unione europea e in generale , della diffusa illegalità nell’intero sostrato sociale. Pertanto, c’è da dire, a nostro avviso, che il fenomeno delle irregolarità desta allarme, anche, in considerazione del fatto che, fra i sistemi di frode utilizzati, frequente è la mancata realizzazione delle attività finanziate, soprattutto, nel settore dei contributi pubblici. Tale condotta non è solo strumentale alla illecita distrazione dei fondi europei concessi, ma pregiudica le finalità specifiche a cui, le sovvenzioni sono indirizzate, rivolte, spesso, alla riqualificazione professionale dei lavoratori e allo sviluppo delle attività imprenditoriali, vanificando l’obiettivo di incentivare le occasioni di crescita nel settore e, specie, nelle Regioni del Sud, interessate. E qui, diciamo che lo strumento per migliorare la spesa pubblica risiede nella trasparenza sui risultati attesi e conseguiti, condizione di una valutazione pubblica aperta. E, senza mezzi termini, diciamo che questo strumento è necessario per affrontare il prossimo Piano d’Azione per la Coesione che l’impostazione della nuova programmazione comunitaria 2014-2020 ha previsto, in particolare, per il Sud Italia.

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