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Dai fondi strutturali europei, alle idee per salvare il Mezzogiorno

Nel Meridione la crisi economica è più crisi che nel resto del Paese. Pertanto, a nostro avviso, è necessario ora, più che mai, rilanciare il ruolo del Fondi strutturali europei, strumento che rappresenta la fonte finanziaria decisiva e forse, anche, l’unica tangibile, al momento, per rimettere sulla rotta dello sviluppo, l’economia meridionale, in tempi di costante riduzione delle risorse pubbliche per gli investimenti . Ma c’è di più. Bisogna puntare il dito contro il gap infrastrutturale del Mezzogiorno, uno dei maggiori freni agli investimenti delle imprese, italiane ed estere. La ricetta è quella di selezionare gli interventi con un semplice criterio guida: la loro capacità di connettersi ai corridoi di traffico europei e concentrare una quota significativa delle risorse sulle grandi reti. In parallelo, si tratta di completare quanto avviato, facendo convergere le risorse pubbliche e private, migliorando la collaborazione tra istituzioni centrali e regionali nella attuazione degli interventi e dei progetti. Si pensi che, in tal senso, sul tavolo, con i fondi strutturali europei, c’è una cifra che, con il cofinanziamento nazionale, può arrivare a 60miliardi di euro. A questo punto, ben venga questa proposta del Ministero della Coesione territoriale e di “Invitalia”: ”Dateci idee per salvare il Sud Italia” . La trovata, assolutamente innovativa, è quella di raccogliere e selezionare idee programmatiche destinate alla valorizzazione e allo sviluppo di alcuni “luoghi” o aree significative dell’Italia, partendo dalle priorità, dagli spunti e dalla sensibilità dei territori stessi. Poi, per mettere in pratica questa strategia d’intervento e sollecitare il” mercato delle idee”, è stato realizzato il sito internet www.99ideas.it, attivo per le “preliminary call” a partire dallo scorso 28 gennaio 2013. I primi bandi interesseranno i territori di Reggio Calabria, del Sulcis e di Pompei(Fonte, Cfr.La Stampa.it, del 29.01.2013). Va detto, pure, che si tratta di un giusto equilibrio tra vecchi interventi di sviluppo del Sud calati dall’alto e quelli , come questi in tema, che nascono dal territorio del Sud. E’ questo un metodo che è usato abitualmente in altri Paesi d’Europa e c’è da augurarsi che, anche in Italia, sia sempre più, utilizzato. E dulcis in fundo, riportiamo quanto affermato dall’Amministratore delegato di “Invitalia”, Domenico Arcuri: ”Queste idee potranno entrare a far parte dei progetti finanziati con il nuovo programma dei fondi comunitari europei 2014-2020”.

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