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Mercoledì, 14 Aprile 2021

Jean Claude Juncker cita Marx: serve salari minimo garantito

La situazione della disoccupazione ''e' drammatica, avevamo detto che l'euro avrebbe riequilibrato la societa' e invece la disoccupazione aumenta'': lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker al Parlamento Ue.

"Iniziamo il 2013 in una situazione nettamente migliore rispetto all'anno scorso, - ha aggiunto - il 2012 é stato un anno di risultati positivi per la zona euro".

Secondo Juncker, bisogna ritrovare la dimensione sociale dell'unione economica e monetaria, ''con misure come il salario minimo in tutti i Paesi della zona euro, altrimenti perderemmo credibilità e approvazione della classe operaia, per dirla con Marx. I tempi che viviamo sono difficili, non dobbiamo dare all'opinione pubblica l'impressione che il peggio sia alle nostre spalle perché ci sono ancora cose da fare molto difficili".

Nella Ue "non c'é accordo sulla strada da imboccare nei prossimi anni, gli Usa e gli altri ci interpellano a proposito e noi abbiamo solo risposte di cortissimo respiro", ha detto ancora il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker al parlamento Ue, lamentando come nell'ultimo vertice Ue i leader hanno fatto osservazioni discordanti sulla road map descritta dai 4 presidenti Draghi, Juncker, Van Rompuy e Barroso sul rafforzamento della governance....Intanto
"La crescita economica continua ad essere debole ma nel corso del 2013 è attesa una graduale ripresa", lo ha detto il Presidente della Bce, Mario Draghi, spiegando che sull'attività economica continuano a pesare le persistenti incertezze e le correzioni di bilancio in atto nei settori finanziari e non finanziari. "L'economia dovrebbe riprendersi gradualmente nel corso dell'anno con il miglioramento della domanda internazionale, sulla scia della nostra politica monetaria accomodante e col miglioramento della fiducia dei mercati", ha affermato Draghi, il quale ha aggiunto che nel corso del 2013  l'inflazione è attesa in calo sotto la soglia del 2%".

Il presidente dell'Eurotower ha quindi sottolineato come la decisione della banca centrale europea di lasciare i tassi invariati sia stata unanime: "Si è discusso di un taglio dei tassi nella riunione di oggi ma c'é stato un consenso unanime su tenerli fermi"

La Banca Centrale Europea nella riunione di oggi ha lasciato il tasso di interesse di riferimento fermo allo 0,75%. La decisione era ampiamente attesa dal mercato.L'Eurotower ha lasciato invariati anche il tasso marginale all'1,5% e quello sui depositi a zero."Si è discusso di un taglio dei tassi nella riunione di oggi ma c'é stato un consenso unanime su tenerli fermi", lo ha detto il Presidente della Bce, Mario Draghi. La Bce ha mantenuto i tassi allo 0,75%

"Non stiamo pensando ad una uscita dalle misure straordinarie", varate dalla Bce, ha sottolineato Draghi, dicendo che ciò avverrà quando sarà "naturale".

"E' essenziale continuare con il risanamento dei conti ed attivarlo in modo efficace", ha aggiunto sottolineando che "le riforme strutturali sono fondamentali per correggere gli squilibri nell'eurozona tra i paesi". I paesi devono diventare di nuovo "competitivi", ha aggiunto.

"Il nostro mandato è mantenere la stabilità dei prezzi e non cercare la totale occupazione come la Federal Reserve", ha spiegato Draghi. "Assicurare la stabilità dei prezzi può gettare le basi per una futura crescita", ha poi detto sottolineando che concentrarsi sulla stabilità dei prezzi non significa che la Bce "non è interessata" al nodo della disoccupazione.

Il Tesoro ha venduto in asta Bot annuali per 8,5 miliardi di euro, con un tasso dello 0,864% contro l'1,456% della precedente operazione di dicembre. E' il tasso minimo da gennaio 2010. L'importo richiesto è stato di 15,1 miliardi di euro, contro l'offerta di 8,5 miliardi, con un rapporto bid-to-cover dell'1,79%, inferiore comunque rispetto all'asta di dicembre, quando lo stesso indicatore segnava 1,94%.

Dopo le parole di Mario Draghi, che ha assicurato che la Bce non intende abbandonare le misure straordinarie messe in atto finora, lo spread tra Btp e Bund è sceso sotto quota 260 punti base (259,8), con il rendimento sui titoli italiani al 4,14%.

Borse europee tutte in rialzo con le parole del presidente della Bce, Mario Draghi. L'indice d'area Stoxx 600 è poco sopra la parità. Milano, con Mediaset (+5,5%) e i bancari Intesa SanPaolo (+3,7%) e Mediobanca (+3,23%), sale dell'1,02% mantenendo quota 17.500 punti. Sul mezzo punto di crescita Francoforte, seguita da Londra (+0,25%). Più caute Madrid (+0,04%) e Parigi (+0,09%). A livello settoriale la direzione ai listini la danno automobilistici (+1,44%) e tecnologici (+2,24%).

La Spagna ha venduto in asta 5,8 miliardi di titoli (contro un target massimo fissato a 5 miliardi) con tassi ancora in calo. La prima tranche di titoli da 3,4 miliardi con scadenza al 2015 è stata collocata con un tasso del 2,476% contro il 3,282% di ottobre. Per i bonos al 2018, venduti in asta per un totale di 1,95 miliardi, il tasso è sceso al 3,988% contro il 4,68% di novembre. L'ultimo pacchetto da 469 milioni con scadenza 2026 è stato collocato ad un tasso del 5,555%.

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