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I giovani e la disoccupazione

I giovani e la disoccupazione. Per contrastare questo triste binomio sta prendendo piede, nel nostro Paese, la pratica del cosiddetto “ponte generazionale”: un lavoratore anziano accetta di ridurre il proprio orario di lavoro(con trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in part-time), al fine di favorire l’accesso di una giovane risorsa umana, tramite un contratto di apprendistato(o un contratto a tempo indeterminato). Alla base vi è un accordo tra tre soggetti diversi: il dipendente anziano che decide di lavorare come part-time: il giovane che entra nel contesto aziendale in modo stabile; e le amministrazioni pubbliche, ovvero, Regioni e Province Autonome che si accollano l’onere di versare all’Inps i contributi previdenziali aggiuntivi, necessari al lavoratore anziano per avere un’adeguata copertura previdenziale. Inoltre, questa nuova tipologia di rapporto di lavoro si inserisce in un più ampio piano di sostegno per l’occupazione dei giovani caratterizzato sia da incentivi per il loro reinserimento nel mercato del lavoro, sia da bonus per le aziende che assumono. Ma c’è di più. Dal 2 novembre scorso, l’Inps, con la circola 128, sta attivando gli sgravi contributivi per le assunzioni degli apprendisti nel periodo 2012- 2016. Si tratta, a nostro avviso, di un passo importante, perché, nell’ambito della recente Riforma del lavoro, ci si attende che questa nuova forma contrattuale diventi lo strumento principale per l’ingresso dei nostri giovani nel settore produttivo. Vediamo come. Si assumono apprendisti iscritti alle liste di mobilità. Per i giovani, poi, che non superano i 29 anni di età questa possibilità è subordinata all’inserimento nel contratto di lavoro di una clausola con la quale, “le due parti rinunciano alla facoltà di recesso al termine del periodo di formazione”. In caso contrario, l’Inps applicherà la regolamentazione ordinaria, senza gli sgravi contributivi a favore del datore di lavoro. In conclusione, noi diciamo, per onestà intellettuale, che questo ultimo atto dell’Inps è un giusto stratagemma che mira ad ottenere che il contratto di apprendistato sia , davvero, utilizzato per inserire soprattutto le nuove generazioni nell’ambito lavorativo e, non solo, per agevolare alcuni sgravi contributivi.

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