Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 03 Dicembre 2020

Da ricerca e innovazione uno sviluppo di tutto il Paese

La crisi globale, con la quale stiamo facendo i conti, richiede risposte forti. Pertanto, a nostro avviso, il futuro del Paese dipende proprio dalla nostra capacità di produrre innovazione. La strada della ripresa si imbocca solo con prodotti innovativi e vincenti nel mondo. Infatti, c’è una stretta correlazione tra la crescita del Pil e la percentuale di risorse investite in R&I(Ricerca e Innovazione) da ciascun Paese. In particolare, l’Italia deve puntare sulle eccellenze: Intelligenza, cultura e territorio. Ecco i talenti da mettere a frutto. A tale riguardo, è fondamentale proseguire nella valorizzazione della figura del ricercatore industriale inserendo l’Italia all’interno del flusso di mobilità internazionale dei ricercatori(pubblici e privati)nelle due direzioni di uscita ed entrata. Per raggiungere questo obiettivo è essenziale costruire nel Paese la consapevolezza dell’importanza della figura del ricercatore, evidenziandone il valore sociale ed economico. E’ indispensabile, pure, favorire lo sviluppo(non solo la nascita) di nuove imprese innovative, un esempio per tutti, le start- up , favorendo e rafforzando, anche, il rapporto con le imprese già, esistenti. Ma è necessario, anche, che i nostri giovani ricercatori ritrovino l’orgoglio per ciò che fanno. E, in tal senso ,si sta muovendo il Progetto “Adotta una Start up” lanciato, recentemente, dalla “Piccola Industria”. Ma c’è di più. Abbiamo bisogno di un’Italia pienamente “europea”, ovvero il Sistema Italia deve continuare a contare di più a Bruxelles. Oggi è il Mezzogiorno ad avere il più alto potenziale per la crescita nel breve periodo e per sperimentare alcune delle terapie anti-crisi economica, più coraggiose. Vediamo come. Le risorse economiche vengono offerte dalla Commissione europea per investimenti in ricerca, tecnologie informatiche ed energia. Nei prossimi sette anni, 22 dei 35miliardi di Fondi strutturali, da spendere in innovazione in tutta Italia, sono da utilizzare in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. A questo punto, possiamo immaginare meccanismi- ad esempio, gemellaggi con gli atenei del Sud- attraverso i quali, le migliori università del Nord- i Politecnici, ad esempio- siano incentivate a trasferire e radicare competenze e tecnologie in Regioni che pure potranno contare su investimenti così ingenti. E dulcis in fundo, diciamo che, questo contesto di concrete opportunità per la crescita dell’intero Paese, può servire, anche, per attrarre investimenti produttivi dall’estero.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI