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Energie rinnovabili tra sviluppo e speculazioni

I settori delle energie rinnovabili e del risparmio energetico rappresentano, a nostro avviso, le principali opportunità di crescita del nostro Paese. La prospettiva è quella di superare, nel prossimo decennio, i settori tradizionali in termini di investimenti. In particolare, il settore della “green economy” è uno dei pochi settori che -nonostante la crisi economica globale degli ultimi anni- è continuato a crescere in termini di investimenti e occupazione, in particolare trainato dallo sviluppo della generazione rinnovabile elettrica. Ma c’è di più. Il raggiungimento degli obiettivi di risparmio, al 2020, in Italia, richiederà investimenti, anche, in quest’area, stimati in circa 60 miliardi di euro. Pertanto, oltre all’impatto diretto su investimenti e occupazione, il risultato dell’efficienza energetica avrà ricadute, anche, sulla bolletta energetica del Paese, con un risparmio atteso fino a 8miliardi di euro l’anno. A questo punto, va detto, anche, ad onor del vero, che una frenata è arrivata ; vediamo dunque, cosa sta accadendo. Il Governo, con il V° Conto energia, ha dimezzato gli incentivi ed ha previsto nuove procedure per gli impianti fotovoltaici più grandi; poi, un chiaro segnale è arrivato con la pubblicazione del primo Registro per gli impianti di grande taglia: su 140milioni di capienza disponibile, sono arrivate richieste per 70 milioni di euro, ovvero la metà. Questo vuol dire, senza ombra di dubbio, che la speculazione non giudica più allettante l’incentivo statale, mentre si fanno avanti solo i produttori industriali, aiutati anche dal crollo dei prezzi dei pannelli fotovoltaici. Peraltro, va detto pure che nel “mare magnum” degli “affaire” legati alle energie rinnovabili, nel brindisino, si erano guadagnati una fetta di mercato i caporioni della Scu(Sacra corona unita) e compagni. Nuovi affari e vecchi metodi, a partire dalle tradizionali richieste di pizzo ai danni delle imprese impegnate in cambio di protezione. Le indagini sono scattate nel dicembre 2009, quando il titolare di un’azienda messinese, la Eds infrastrutture, impegnata nella realizzazione di un campo fotovoltaico, denuncia le pretese di pizzo da parte della Scu(Cfr “Energia pulita, affari sporchi: 16 arresti, pag.3, Nuovo Quotidiano di Puglia, Lecce, del 20 settembre 2012”. Ancora, un braccio di ferro si è creato tra la Regione Puglia e la “Nextwind Srl” per il progetto di un nuovo parco eolico nel Salento. Il progetto che sarà sottoposto alla procedura regionale di Via(Valutazione di Impatto Ambientale, sicurezza, fauna e flora; punto per punto le criticità rilevate nella documentazione e negli studi forniti dalla società). In particolare, la regione ha rilevato che la zona territoriale toccata dal progetto possiede una spiccata “vocazione agricola che si presenta come un mosaico in cui si alternano tasselli di vigneti, uliveti e seminativi, all’interno del quale spiccano alcune pregiate varietà di uve: “Negroamaro e “Malvasia”. In quest’ottica la Regione lamenta la mancanza di una adeguata rappresentazione dell’impatto rispetto all’agroecosistema caratteristico. E dulcis in fundo, noi diciamo che la strategia energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili possono e devono convivere con la valutazione di impatto ambientale,

 

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