Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Martedì, 11 Dicembre 2018

Sud, da uno sviluppo mancato alla competitività delle imprese meridionali

Tre sono i fattori, a nostro avviso, che hanno portato ad un mancato sviluppo storico del Mezzogiorno: in primis, il latifondo, struttura produttiva dell’agricoltura; la dipendenza economica; e il rapporto perverso tra Stato e società civile. Ebbene, una riforma fondiaria radicale, benché, attesa da molto tempo venne realizzata nell’ultimo dopoguerra. Tuttavia, nonostante la nuova imprenditoria contadina avesse potuto contare su una specifica politica europea di sostegno economico per l’agricoltura(leggi: la Pac), non riuscì a sovvertire in meglio le sorti del Sud. Invece, cominciò a prendere resistenza una nuova forma di dipendenza economica,- iniziando con la Cassa del Mezzogiorno dal 1951 sino al 1992, e continuando con il Fas (Fondo europeo per le aree sottoutilizzate dal 2007-2013)- indotta da spinte modernizzatici funzionali alla trasformazione dell’”agricoltura-business” che, nel lungo periodo, ha generato una sorta di “contro- espropriazione” ; ecco un esempio per tutti: una invasione, spesso senza regole ambientali, nei campi agricoli, delle pale eoliche e del fotovoltaico.   A questo punto c’è da augurarsi che possa avere attuazione nel più breve tempo possibile la migliore e duratura competitività delle imprese meridionali rilevata nelle otto regioni meridionali- Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania. Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia- dal recente “Rapporto 2012 Impresa e Competitività” presentato a Roma, il 17 ottobre scorso, dall’”Osservatorio Banche-Imprese di Economia e Finanza e Studi e Ricerche per il Mezzogiorno”. In particolare, sono state messe sotto osservazione le aziende meridionali appartenenti ai settori del manifatturiero,delle costruzioni, dei servizi Itc e turistico-ricettivi. Il risultato del Rapporto è l’aver creato un quadro completo delle condizioni operative dei sistemi produttivi regionali e macroregionali del Sud rispetto, anche, all’adozione di un modello di business in grado di reggere la competizione globale e superare l’attuale contesto di crisi economica. Ma c’è di più. Il Rapporto sottolinea la necessità di ragionare, nel Sud, in termini di una efficace programmazione economica e di mirate politiche industriali . E dulcis in fundo, noi diciamo che l’azione dello Stato sul versante dello sviluppo, deve puntare, senza mezzi termini, a dare consistenza e slancio, soprattutto, a quei comparti, meridionali, del manifatturiero, delle costruzioni e del turismo, orientati all’integrazione nel mercato globale.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI