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Crisi, consumi giù del 3%

Nel carrello della spesa degli italiani aumenta solo il biologico che fa segnare un aumento del 6,1% nel primo semestre del 2012, in netta
controtendenza con il calo del 3% dei consumi alimentari nelle stesso periodo. Lo rende noto la Coldiretti in occasione della Biodomenica
festeggiata insieme a Legambiente e Aiab in tutta Italia a partire dai nuovi giardini del quartiere Isola a Milano con le ''officine del
bio'', la preparazione della pasta fatta in casa, la lavorazione del miele e della cera d'api, la piantumazione delle erbe officinali ma
anche la pigiatura dell'uva con adulti e bambini Il fatturato dei prodotti biologici in dieci anni - sottolinea la Coldiretti - e' triplicato passando da meno di un miliardo di euro del 2000 agli oltre tre miliardi di euro attuali. L'Italia e' leader europea nel numero di imprese biologiche che sono cresciute dell' 1,3% in un anno attestandosi sulle 48.296 unita' con un fatturato interno di oltre un miliardo e 550 milioni di euro, secondo il dossier
BioBenessere presentato in occasione della Biodomenica. Nonostante la crisi - spiega Coldiretti - il bio e' un settore nel quale nel nostro
Paese si coltivano oltre un milione e 96 mila ettari coltivati.

Il potere di acquisto delle famiglie nel secondo trimestre del 2012  in calo dell'1,6% sul trimestre precedente e del 4,1% rispetto al secondo trimestre del 2011. Lo comunica l'Istat. Nei primi sei mesi il calo è stato pari al 3,5% annuo.
Nel secondo trimestre del 2012 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito dell'1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,5% rispetto al corrispondente periodo del 2011.
Cala la propensione al risparmio delle famiglie che nel secondo trimestre del 2012 è pari all'8,1%. L'Istat spiega che rispetto al trimestre passato la flessione è dello 0,6% mentre risulta dello 0,5% rispetto al corrispondente trimestre del 2011.

La variazione acquisita del Pil al secondo trimestre del 2012 per l'intero anno è stata rivista da -2,1% a -2%.
Nel secondo trimestre del 2012 il Pil è diminuito dello 0,8%, in termini congiunturali e del 2,6% nei confronti del secondo trimestre del 2011. L'Istat rileva come la stima relativa ai trimestri recenti conferma i risultati pubblicati il 10 settembre scorso.
Gli aggregati della domanda interna che hanno subito una revisione del tasso di variazione congiunturale relativo al secondo trimestre 2012
sono: gli investimenti fissi lordi (-2,1% con una revisione di +0,2 punti percentuali), le importazioni (-0,5% con una revisione di -0,1 punti percentuali) e le esportazioni (+0,1% con una revisione di -0,1 punti percentuali).
I comparti di attività economica che hanno registrato una revisione della variazione congiunturale sono l'agricoltura (-2,1% con una revisione di -0,2 punti percentuali) e l'industria in senso stretto (-1,4% con una revisione di +0,3 punti percentuali).

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