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Martedì, 01 Dicembre 2020

Fisco, Confedilizia: catasto senza controlli

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:

“La Commissione Finanze della Camera ha respinto, a maggioranza, le proposte formulate dalla Confedilizia in audizione e che tendevano a dare la possibilità ai contribuenti interessati di far controllare da un giudice la congruità delle tariffe d’estimo (che, applicate alla consistenza di case, negozi e uffici, ne determinano la rendita ai fini fiscali). Il vulnus ai diritti dei contribuenti (e allo Stato di diritto) è colossale e inaccettabile, anche da un punto di vista costituzionale: impedire il controllo giurisdizionale delle tariffe d’estimo equivale ad impedire che un contribuente possa ricorrere contro un accertamento tributario. Oltretutto, il contenzioso sarebbe minimo e limitato a casi eclatanti, per l’alto costo che comporta oggi, come noto, il ricorso alla giustizia, specie amministrativa. Il nuovo Catasto, che già si vorrebbe fondato non su rilevazioni obiettive di dati e valori sul territorio ma sui risultati che sortirebbero dall’applicazione di algoritmi messi a punto al di fuori degli standard internazionali, avrebbe dunque anche la caratteristica di non poter essere sottoposto al controllo di congruità dei giudici. L’opposizione dell’Agenzia del territorio, e con essa del Governo, al controllo giurisdizionale delle tariffe meraviglia e rivendica all’Agenzia stessa un ruolo insindacabile, in contrasto con i principii di una democrazia liberale e di un fisco civile. La previsione, poi, di far validare le funzioni statistiche dalle Commissioni censuarie (che sono organi amministrativi, e non giurisdizionali, di collaborazione con l’amministrazione, piene zeppe di rappresentanti degli enti tassatori ma non di rappresentanti dei contribuenti) è solo la cartina di tornasole dell’esistenza del problema, che non si vuole però risolvere in modo trasparente ed affidabile. Altrettanto dicasi per la norma sulla futura invarianza di gettito: una clausola già utilizzata e che gli italiani sanno, dalle tasse che pagano, trattarsi di una mera espressione di stile. La Confedilizia – che fa per questo appello alla coscienza di tutti i parlamentari, ad uno ad uno – auspica una rimeditazione del problema e quindi che l’aula della Camera possa rimediare ad una decisione della Commissione che sarebbe vissuta come un inammissibile sopruso. I proprietari di casa sono già stati colpiti da un’imposizione, patrimoniale e non, superiore a quella di ogni altra categoria e non possono accettare di essere privati addirittura anche della possibilità di ricorrere alla giustizia”.

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