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Martedì, 01 Dicembre 2020

Vola il 'carrello della spesa': a settembre rincari del 4,7%

Fiammata del carrello della spesa a settembre. Secondo quanto comunica l'Istat nelle sue stime preliminari i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori aumentano su base mensile dello 0,8% e su base annua al 4,7%, dal 4,2% di agosto.
Secondo l'istituto di statistica, il rialzo è superiore all'inflazione, il cui tasso resta fermo su base mensile, segnando una variazione nulla, e si presenta stabile al 3,2% su base annua, lo stesso valore registrato ad agosto.

 

Sul balzo della lista della spesa quotidiana si riflettono in particolare i forti aumenti per benzina e diesel e per i beni alimentari, che registrano una crescita tendenziale del 2,9%, l'incremento maggiore da dicembre 2011.

 

Per l'intero 2012 l'inflazione acquisita si conferma al 3,0%. L'inflazione di fondo, calcolata cioè al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende all'1,9% (dal 2,1% di agosto). Al netto dei soli beni energetici, poi, la crescita su base annua dell'indice dei prezzi al consumo rallenta al 2,0% (+2,2% nel mese precedente). L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta del 2,1% su base mensile e del 3,4% su base annua.

 

Rispetto a un anno prima il tasso di crescita dei prezzi dei beni sale al 4,1%, dal 3,9% del mese precedente, e quello dei prezzi dei servizi scende all'1,9% (era +2,3% ad agosto). Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di sei decimi di punto percentuale rispetto al mese di agosto.

 

La stabilizzazione dell'inflazione a settembre, spiega l'Istat, risente principalmente della flessione congiunturale dei prezzi dei servizi, in larga parte legata a fattori stagionali, i cui effetti sull'indice generale risultano controbilanciati dall'aumento mensile dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+3,6%), dovuto all'aumento dei prezzi di tutti i carburanti.

 

I prezzi dei carburanti a settembre segnano forti rincari. La benzina sale del 4% e il gasolio per mezzi di trasporto aumenta del 3,1%. Su base annua si registrano accelerazioni sostenute per la verde, che sale del 20,2% (dal 15,1% di agosto), sia per il diesel, in rialzo del 21,7% (dal 17,5% di agosto).
Crolla la fiducia delle imprese italiane: a settembre l'indice diminuisce da 79,0 a 75,5 toccando i minimi dal marzo 2009 (73,2). Lo ha comunicato l'Istat.
In particolare pesa il calo registrato dalle imprese dei servizi di mercato mentre si rilevano miglioramenti negli altri tre settori (industria manifatturiera, costruzioni, commercio al dettaglio). In particolare, nei servizi peggiorano i giudizi e le attese sugli ordini (da -20 a -26 e da -11 a -17 i rispettivi saldi) e scende il saldo delle attese sull'economia in generale (da -43 a -50).

 

Guardando agli altri comparti, aumentano sia l'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere, da 87,3 di agosto a 88,3, sia quello delle imprese di costruzione, da 82,4 di agosto a 86,5. Migliorano lievemente le attese di produzione e i giudizi sulle scorte di magazzino; i giudizi sugli ordini delle imprese manifatturiere rimangono invariati.

 

L'analisi di dettaglio del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie (Rpi) indica un miglioramento delle attese di produzione nei beni strumentali (da -8 a -4 il saldo) e in quelli intermedi (da -13 a -12), ed un peggioramento nei beni di consumo (da -4 a -6 il saldo). Nelle costruzioni peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (da -44 a -46) e migliorano le attese sull'occupazione (da -17 a -5).

 

L'indice del clima di fiducia diminuisce da 78,5 di agosto a 72,1 nelle imprese dei servizi di mercato e aumenta da 75,3 a 78,5 in quelle del commercio al dettaglio. In quest'ultimo l'indice del clima di fiducia aumenta sia nella grande distribuzione (da 63,1 a 70,5) sia nella distribuzione tradizionale (da 85,5 a 86,2).
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