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Domenica, 28 Febbraio 2021

Ripartire cominciando dalla crescita delle imprese

Da diversi anni stiamo assistiamo, positivamente, ad un processo di decentramento istituzionale delle sedi nelle quali vengono decise e stabilite le regole da applicare ai rapporti di lavoro. Di fatto, stiamo assistendo ad un ritorno alla “realtà” ed al confronto sulle cose concrete e sulle opportunità reali rappresentate dalle attività imprenditoriali e dal lavoro dell’uomo. Noi riteniamo di elevata utilità, la nuova tendenza seguita dalle parti sociali, rappresentata dal portare la discussione sulle norme necessarie a regolare i rapporti di lavoro, nella disponibilità dei singoli territori del Sud, della singola azienda e dei suoi lavoratori, sempre con l’assistenza delle stesse parti sociali. Ebbene, a nostro avviso, questa opportunità non è stata sempre sfruttata. Peraltro, va detto, senza ombra di dubbio, che i nostri territori provinciali presentano una situazione ideale rispetto a questa occasione, offerta dalla nuova contrattazione integrativa, in quanto possono vantare un costruttivo clima nelle relazioni imprenditoriali, che consentirebbe di sviluppare un confronto produttivo senza pregiudizi, facendo in modo di raggiungere risultati importantissimi su eccellenti settori produttivi che, non essendo, come larga estensione, alla portata di altri territori del Centro-Nord del Paese, (turismo e agricoltura), determinerebbero un inestimabile valore aggiunto per il Mezzogiorno e il Paese tutto. Ancora, non è superfluo evidenziare che le nuove regole relative ai rapporti di lavoro dei territori provinciali, dovranno avere come obiettivo principale, quello di accogliere tutte le possibili iniziative imprenditoriali di qualità, alle quali dare adeguato supporto, consentendo alle stesse, di scegliere il Sud, come area di investimento e di rimanere sempre al Sud, come territorio in cui crescere. A questo punto, però, per onestà intellettuale, ci dobbiamo concentrare su una questione che, purtroppo, non viene trattata di frequente: la qualità e la legalità del lavoro e, in particolare, di quello operaio, specie nel nostro Sud.. I movimenti sindacali hanno, nel corso del tempo, contrattato con gli imprenditori, maggiori salari, maggiori diritti e una riduzione del tempo lavorativo. Ora, anche, prescindendo dal fatto che su queste tre questioni la storia sembra essersi bloccata, resta interamente in piedi, la questione scottante e attualissima del come si lavora. Noi siamo convinti che la qualità del lavoro dovrebbe implicare due aspetti: una protezione ed una cura degli addetti(peraltro, costantemente smentite dall’incredibile numero di incidenti sul lavoro) e la legalità del rapporto di lavoro. La morsa della crisi sembra dirci che il lavoro, se c’è, è già una manna dal cielo; figuriamoci mettersi a discutere della sua qualità e legalità. Invece, noi diciamo no! Le crisi devono servire soltanto a capire cosa non andava all’interno di un sistema socio economico, capace, solo, di aver creato un terribile stato di ansia sociale.

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