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I guai del Mezzogiorno ed il ruolo, anche, dell’Europa per il suo rilancio

Il Mezzogiorno, in verità, ha tutti gli strumenti naturali ed economici per decollare. Pertanto, in primis, l’onere di risolvere la persistente “Questione meridionale”: ovvero, l’economia illegale della criminalità organizzata. spetta allo stesso Mezzogiorno e all’Italia, aiutati entrambi, anche, dai fondi che l’Europa prevede per i casi di questo genere. Il Sud, a nostro avviso, deve credere in se stesso. Ma c’è di più. Non sarà possibile innescare una crescita vivace e duratura nel Meridione se non si riuscirà a rimettere in moto il potenziale immenso rappresentato dalle intelligenze, dalle energie, dalle conoscenze più aggiornate possedute dai   giovani, che   sono   la

componente, oggi, largamente inutilizzata o sottoutilizzata del capitale intellettuale del nostro Paese. Specie qui, nel Sud dove la disoccupazione giovanile è ormai, al 46,6%, rispetto al già grave 33,9% nazionale. Pertanto, il “nuovo” Meridione ha bisogno di un cambio di mentalità che lo aiuti a collegarsi all’Europa. In sostanza, la “Questione meridionale” non è una questione   antropologica e

neppure, soltanto un dilemma sociologico. E’, soprattutto, uno dei più complessi problemi di sviluppo che l’Europa ha di fronte. Ma, allo stesso tempo, può divenire, anche, una formidabile riserva di crescita per l’intero continente. C’è da dire, pure, che il ruolo della Commissione Europea non può consistere in un unico e inutile Commissariamento del Meridione il quale finirebbe per ridurre, ancora di più, il grado di responsabilità delle classi dirigenti locali, ma in una maggiore capacità di indirizzare, controllare e valutare gli interventi. Ma, anche, questo sarebbe inutile se fosse disgiunto dal rilancio di una strategia per la crescita dell’intero Paese tesa a valorizzare le tante risorse, in primo luogo umane, presenti nel Mezzogiorno. Dunque, non ci sono scorciatoie che liberino il Sud dai sui guai. Diciamo, ancora“Questione meridionale” è allo stesso tempo questione territoriale, questione nazionale e questione europea. Una responsabilità locale, una strategia nazionale e una visione europea sono i tre pilastri sui quali deve poggiare un nuovo Mezzogiorno che potrà guardare con fiducia al suo futuro. E dulcis in fundo, in una visione europea del nostro Meridione, riportiamo quanto affermato dal filosofo Massimo Cacciari: “Mediterraneo, è qui l’identità dell’Europa”.

 

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