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Incentivi “intelligenti” per fermare la grande fuga dei giovani dal Mezzogiorno

Divari territoriali, generazionali e di genere descrivono per alcune fasce della popolazione italiana(giovani e donne) e per alcuni territori(la gran parte delle regioni del Mezzogiorno) una situazione sociale potenzialmente esplosiva. Basta scorrere rapidamente i numeri del recente comunicato ISTAT per trovarsi di fronte situazioni nelle quali, la condizione di giovane occupato regolare riguarda una minoranza della popolazione, mentre, soprattutto nel Sud, oltre un milione di giovani galleggiano in un’area grigia tra l’inoccupazione e il lavoro nero. Ma c’è di più. Un tasso di occupazione delle giovani donne meridionali che è sceso ad appena il 23% nel Sud, insieme alla ripresa dei flussi di emigrazione verso il Nord e verso l’estero(300mila giovani sono scappati dal Sud nell’ultimo decennio), hanno determinato un crollo della natalità, i cui effetti già si stanno facendo sentire. Pertanto, se oggi il Meridione non è un Paese per i giovani, nel futuro sarà un Paese per anziani. Ovviamente, ci troviamo di fronte ad elementi molto problematici, anche , di lungo periodo ma, a nostro avviso, necessitano di mettere in campo da parte del Governo azioni, con incentivi “intelligenti”, già da subito, al fine alto, di fermare la grande fuga dei giovani del Mezzogiorno. Vediamo come. In altri Paesi ci sono misure del tipo “in work benefits”(leggi: incentivi per conservare il lavoro dei giovani, già, occupati) che consistono nel pagare un sussidio pubblico a lavoratori che occupano posti a basso salario(e bassa qualifica) per indurli a tenerseli quei posti e a non abbandonarli per scarso compenso. Ebbene, non potrebbero fare così anche le Istituzioni nazionali e locali per i nostri giovani del Sud? E spendere le poche risorse che abbiamo non per nuovi e più costosi sussidi di disoccupazione, ma per incentivarli ad accettare posti di lavoro che, poi, non è detto che debbano rimanere gli stessi e dequalificati per tutta la vita ? Peraltro, da un’inchiesta effettuata da “Il Corriere dell’Università Job”, su un campione di 635 studenti dell’ultimo anno di scuola superiore, il 54% dei maturandi sta prendendo in considerazione l’ipotesi di accantonare l’obiettivo della Laurea, il diventare “dottore”, qualora gli venisse offerto un lavoro sicuro dopo la maturità. E, dulcis in fundo, diciamo che quanto sopra detto in tema di incentivi “intelligenti” è da aggiungere al già previsto bando -del valore di 40milioni di euro stanziati dal Ministero dell’istruzione- destinato agli under 30 residenti in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, avente come obiettivo lo sviluppo di idee tecnologicamente innovative per la gestione del territorio. Insomma, una vera e propria boccata d’ossigeno, in primis, per le aspettative e le speranze nel futuro di migliaia di giovani del Sud ma, anche, per l’intera economia del Meridione.

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